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Trasformazioni termodinamiche

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Trasformazioni termodinamiche

Di seguito analizzeremo le trasformazioni termodinamiche.

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Cosa sono le trasformazioni termodinamiche?

Le trasformazioni termodinamiche sono dei processi in cui un sistema passa da uno stato di equilibrio a un altro.

Quindi, ad esempio, se metti del gas in un palloncino, raffreddi il palloncino e il gas raggiunge l'equilibrio, hai effettuato una trasformazione termodinamica.

Solitamente raffiguriamo una trasformazione termodinamica riportando lo stato del gas in un piano V−pV-pV−p (cioè volume-pressione), come faremo nel corso di questa lezione.

I casi particolari di trasformazioni termodinamiche che studieremo sono quelle: isobare, isocore, isoterme e adiabatiche.


Trasmormazione isobara

Una trasformazione termodinamica è detta isobara se la pressione rimane costante.

Infatti il prefisso iso- vuole dire "stessa" e -bara sta per "pressione".

Prendiamo l'equazione di stato dei gas perfetti che ci dice che:

pV=nRTpV = nRTpV=nRT

Da questa ricaviamo che:

VT=nRp{V\over T}={nR\over p}TV​=pnR​

Tutte le grandezze a destra dell'uguale rimangono costanti durante la trasformazione, quindi anche VT{V\over T}TV​ sarà uguale ad una costante. Questo significa che il volume e la temperatura sono direttamente proporzionali.

Infatti la prima legge di Gay-Lussac afferma che:

Per ogni determinata quantità di sostanza e a pressione costante, il volume di un gas è direttamente proporzionale alla sua temperatura assoluta.

Ricordatevi infatti di prendere la temperatura in gradi Kelvin, non in Celsius.

Nel piano V−p,V-p,V−p, siccome la pressione è appunto costante, la trasformazione sarà rappresentata da un tratto orizzontale:

Trasmormazione isobara — Trasformazione isobara, grafico V-p con linea orizzontale da A a B, pressione costante.

Ricordatevi sempre di mettere il verso della trasformazione. Dovete mettere una freccetta per indicare se avviene da AAA a BBB (come nel nostro grafico) o da BBB ad A.A.A.


Trasformazione isocora

Una trasformazione termodinamica è detta isocora se il volume viene mantenuto costante.

Infatti il prefisso "iso-" vuol dire "stesso" in greco antico e "cora" viene da "khora", "volume" in greco antico.

L'equazione di stato dei gas ci dice che:

pV=nRTpV = nRTpV=nRT

Da cui ricaviamo:

pT=nRV{p\over T} = {nR\over V}Tp​=VnR​

Tutte le grandezze a destra dell'uguale sono costanti e questo significa che anche la parte a sinistra dovrà essere costante. Quindi in una trasformazione isocora il rapporto tra la pressione e la temperatura è costante, cioè sono direttamente proporzionali.

Questo è, infatti, quanto annuncia la seconda legge di Gay-Lussac:

Per ogni determinata quantità di sostanza e a volume costante, la pressione di un gas è direttamente proporzionale alla sua temperatura assoluta.

Nel piano V−pV-pV−p una trasformazione isocora, essendo il volume costante, sarà uguale ad un tratto verticale:

Trasformazione isocora — Trasformazione isocora, grafico V-p con linea verticale tra punti A e B, volume costante.


Trasmormazione isoterma

Una trasformazione termodinamica è detta isoterma se la temperatura viene mantenuta costante.

Prendiamo come prima la legge di stato dei gas:

pV=nRTpV = nRTpV=nRT

Tutti i termini a destra dell'uguale sono costanti, quindi anche pVpVpV sarà costante. Questo significa che la pressione e il volume sono indirettamente proporzionali.

Infatti la legge di Boyle afferma che:

A temperatura costante, il volume di una massa di gas è inversamente proporzionale alla pressione esercitata sul gas

Nel piano V−pV-pV−p otterremmo una curva del tipo pV=k,pV = k,pV=k, dove kkk è appunto una costante.

Riscrivendola come p=kV,p = {k\over V},p=Vk​, notiamo che si tratta dell'equazione di un'iperbole. Quindi la trasformazione apparirà come la seguente:

Trasmormazione isoterma — Curva isoterma nel grafico PV, andamento iperbolico da A a B.


Trasformazione adiabatica

Una trasformazione termodinamica è detta adiabatica se non viene scambiato calore con l'ambiente esterno.


Il lavoro e il calore delle trasformazioni termodinamiche

Durante una trasformazione termodinamica, può esserci uno scambio di calore con l'ambiente esterno e il nostro gas può fare lavoro o può essere fatto lavoro sul gas.

Per esempio, se stiamo riscaldando un cilindro con sopra un pistone, stiamo dando calore al gas e quest'ultimo, espandendosi, alzerà il pistone, compiendo dunque un lavoro.

lavoro calore delle trasformazioni — Pistone in espansione, freccia indica movimento ascendente.

Se invece spingiamo giù noi il pistone, comprimendo il gas, siamo noi che stiamo facendo lavoro sul gas.

lavoro calore delle trasformazioni — Pistone in compressione dentro cilindro, freccia blu verso il basso.

Bisogna decidersi su quale segno dare a questi lavori e calori. Per convenzione, si è deciso che il lavoro fatto dal gas è positivo, mentre quello fatto sul gas è negativo.

Per il calore si è deciso il contrario: il calore acquisito dal gas è positivo, mentre il calore ceduto dal gas è negativo.

Con questi segni, possiamo riscrivere la seconda legge della termodinamica come:

Q−L=ΔUQ - L = \Delta UQ−L=ΔU

Dove ricordiamo che QQQ sta per il calore, LLL sta per il lavoro e ΔU\Delta UΔU sta per la variazione di energia interna (che si calcola come cvnΔTc_v n \Delta Tcv​nΔT ).

Molto spesso ci interessa quanto lavoro fa una trasformazione, in modo da poterlo usare per compiere azioni, che può essere muovere un treno o anche far funzione la tua macchina del caffè.

Si può dimostrare che il lavoro fatto da una trasformazione è anche uguale a pΔV.p\Delta V.pΔV. Adesso lo dimostreremo nel caso particolare di un pistone che si espande:

lavoro calore delle trasformazioni — Pistone in espansione con frecce per forza e spostamento.

Il lavoro fatto dal gas sul pistone di calcola come F→⋅s→.\overrightarrow{F} \cdot \overrightarrow{s}.F⋅s. Siccome questi due vettori sono paralleli, il prodotto scalare sarà uguale al prodotto dei moduli, cioè a Fs.Fs.Fs.

Possiamo moltiplicare e dividere per l'area AAA della faccia del pistone che viene spinta, ottenendo:

L=Fs⋅AAL = Fs \cdot {A\over A}L=Fs⋅AA​

Questo possiamo riscriverlo come:

L=FA⋅sAL = {F\over A} \cdot sAL=AF​⋅sA

FAF\over AAF​ sarebbe forza fratto superficie, cioè la pressione p,p,p, mentre sAsAsA è uguale al volume spostato dal gas, cioè a quanto volume in più adesso occupa, ovvero alla variazione di volume ΔV.\Delta V.ΔV.

L=pΔVL = p\Delta VL=pΔV

Anche nel caso in cui il gas venga compresso, facendo i conti viene lo stesso risultato.

Grazie a questo possiamo calcolare il lavoro e il calore fatto da una trasformazione isocora o una isobara:

Se si tratta di una trasformazione isocora, il volume è costante, perciò ΔV\Delta VΔV è 000 e anche il lavoro sarà nullo. Infatti se non cambia volume non può spingere nessun pistone.

Siccome Q−L=ΔU,Q - L = \Delta U,Q−L=ΔU, avremo Q=ΔU.Q = \Delta U.Q=ΔU.

Nella trasformazione isobara, invece, avremo L=pΔVL = p\Delta VL=pΔV e quindi anche Q=ΔU+pΔV.Q = \Delta U + p\Delta V.Q=ΔU+pΔV.

Nella trasformazione adiabatica, invece, per definizione avremo Q=0Q = 0Q=0 e quindi L=−ΔU.L = - \Delta U.L=−ΔU.

Nell' isoterma, invece, avremo ΔU=cvnΔT\Delta U = c_v n \Delta TΔU=cv​nΔT =cvn⋅0=0,= c_v n \cdot 0 = 0,=cv​n⋅0=0, perciò L=Q.L = Q.L=Q. Utilizzando gli integrali si può dimostrare che L=nRTln⁡VfVi,L = nRT \ln{V_f \over V_i},L=nRTlnVi​Vf​​, dove VfV_fVf​ è il volume finale a ViV_iVi​ è il volume iniziale.

La dimostrazione tramite integrali di questa formula si trova sotto questa tabella riassuntiva che riporta i vari lavori e calori delle trasformazioni termodinamiche:

Ecco la dimostrazione del lavoro di una trasformazione isoterma:

Per definizione avremo:

LA→B=∫ABF→⋅ds→L_{A \to B} = \int_A^B \overrightarrow{F}\cdot \overrightarrow{ds}LA→B​=∫AB​F⋅ds

Dove AAA e BBB sono gli stati iniziali e finali del gas.

Come prima si può dimostrare che F→⋅ds→=p⋅dV\overrightarrow{F}\cdot d\overrightarrow{s} = p \cdot dVF⋅ds=p⋅dV e quindi possiamo sostituire ottenendo:

LA→B=∫ABp⋅dVL_{A \to B} = \int_A^B p \cdot dVLA→B​=∫AB​p⋅dV

Ma l'equazione di stato dei gas ci dice che pV=nRTpV = nRTpV=nRT e quindi p=nRTV.p = {nRT \over V}.p=VnRT​. Quindi:

LA→B=∫ABnRTVdVL_{A\to B} = \int_A^B {nRT \over V} dVLA→B​=∫AB​VnRT​dV

LA→B=nRTln⁡V∣ABL_{A\to B} = nRT \ln{V} |_A^BLA→B​=nRTlnV∣AB​

LA→B=nRTln⁡(VB)−nRTln⁡(VA)L_{A\to B} = nRT \ln(V_B) - nRT\ln(V_A)LA→B​=nRTln(VB​)−nRTln(VA​)

Utilizzando le proprietà dei logaritmi:

LA→B=nRTln⁡(VBVA)L_{A\to B} = nRT\ln({V_B \over V_A})LA→B​=nRTln(VA​VB​​)

VBV_BVB​ e VAV_AVA​ sarebbero infatti i volumi finali ed iniziali e dunque questa formula qua è uguale a quella di prima.


#Termodinamica🎓 3º Scientifico🎓 4º Scientifico🎓 4º Classico🎓 4º Linguistico
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