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Logica e connettivi logici

Proposizioni e connettivi logici

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Concetto chiave

Logica e connettivi logici

La logica matematica studia proposizioni, cioè enunciati che sono veri oppure falsi. I connettivi logici servono a costruire nuove proposizioni combinando quelle di partenza.

¬(p∧q)=¬p∨¬q\neg(p \wedge q)=\neg p \vee \neg q¬(p∧q)=¬p∨¬q
  • ✓Negazione: \neg p è vera quando p è falsa.
  • ✓Congiunzione: p \wedge q è vera solo se entrambe sono vere.
  • ✓Disgiunzione: p \vee q è falsa solo se entrambe sono false.
  • ✓Implicazione: p \to q è falsa solo nel caso vero-falso.
  • ✓Quantificatori: \forall indica “per ogni”, \exists indica “esiste”.

Proposizioni e connettivi logici

ConcettoDefinizioneEsempio / nota
ProposizioneEnunciato che è vero oppure falso, ma non entrambi.“2+2=42+2=42+2=4” è una proposizione vera.
Negazione ¬p\lnot p¬pProposizione che risulta vera quando ppp è falsa.Se ppp è “oggi piove”, ¬p\lnot p¬p è “oggi non piove”.
Congiunzione p∧qp \land qp∧qÈ vera solo se entrambe le proposizioni sono vere.Vera solo quando ppp e qqq sono entrambe vere.
Disgiunzione p∨qp \lor qp∨qÈ falsa solo se entrambe le proposizioni sono false.È vera anche se una sola tra ppp e qqq è vera.
Implicazione p→qp \to qp→qÈ falsa solo nel caso ppp vera e qqq falsa.Equivale a ¬p∨q\lnot p \lor q¬p∨q.
Doppia implicazione p↔qp \leftrightarrow qp↔qÈ vera quando ppp e qqq hanno lo stesso valore di verità.Vera se entrambe vere o entrambe false.
Tavola di veritàTabella che elenca tutti i casi possibili dei valori di verità.Serve per controllare il comportamento dei connettivi.
Leggi di De MorganTrasformazioni tra negazione e connettivi.¬(p∧q)=¬p∨¬q\lnot(p \land q)=\lnot p \lor \lnot q¬(p∧q)=¬p∨¬q.
Quantificatore universale ∀\forall∀Indica che una proprietà vale per tutti gli elementi.“Per ogni numero naturale nnn, n+0=nn+0=nn+0=n”.
Quantificatore esistenziale ∃\exists∃Indica che esiste almeno un elemento con la proprietà.“Esiste un numero pari primo”: vale per 222.

Logica e connettivi logici

La logica, cioè lo studio dei ragionamenti corretti, serve a controllare se una conclusione segue davvero da alcune informazioni iniziali.

Si usano frasi precise, chiamate proposizioni, cioè enunciati che possono essere veri oppure falsi, ma non entrambi.

Questo linguaggio è utile perché permette di trasformare il ragionamento in regole chiare.

Per esempio, l’enunciato "7 è un numero primo" è vero, mentre "5 è maggiore di 8" è falso.

Non ogni frase è una proposizione.

Una domanda o un ordine non hanno valore di vero o falso, quindi non si trattano come proposizioni.

Si introduce allora un linguaggio simbolico per combinare proposizioni semplici e costruire proposizioni più complesse.

[IMMAGINE: Schema con due riquadri: a sinistra una proposizione vera, a destra una proposizione falsa. Al centro una freccia verso simboli logici p, q, ¬, ∧, ∨, →, ↔. Etichette ben leggibili.]

Si considerino due proposizioni ppp e qqq. I connettivi logici servono a unirle o a modificarle.

La negazione, cioè l’operazione che cambia il valore di verità, trasforma una proposizione vera in falsa e viceversa.

¬p\neg p¬p

Per esempio, se ppp significa "8 è dispari", allora ¬p\neg p¬p è vera, perché 8 non è dispari.

La negazione si può pensare come un interruttore che scambia acceso e spento.

Se ppp è vera, allora ¬p\neg p¬p è falsa. Se ppp è falsa, allora ¬p\neg p¬p è vera.

Per esempio, se ppp vale falso, come in "12 è un numero primo", allora ¬p\neg p¬p è vero, perché 12 non è primo.


Congiunzione e disgiunzione

La congiunzione, cioè il collegamento logico di tipo AND, richiede che entrambe le proposizioni siano vere.

p∧qp \land qp∧q

Per esempio, se ppp è "2 è pari" e qqq è "3 è dispari", allora p∧qp \land qp∧q è vera, perché entrambe le frasi sono vere.

La disgiunzione, cioè il collegamento logico di tipo OR, richiede che almeno una delle due proposizioni sia vera.

p∨qp \lor qp∨q

Per esempio, se ppp è vera e qqq è falsa, allora p∨qp \lor qp∨q resta vera.

La differenza tra AND e OR si ricorda con una regola semplice.

AND è vera solo quando tutto è vero. OR è falsa solo quando tutto è falso.

Per esempio, se ppp è "4 è pari" e qqq è "9 è pari", allora p∧qp \land qp∧q è falsa, ma p∨qp \lor qp∨q è vera.


Implicazione e doppia implicazione

L’implicazione, cioè il legame "se... allora...", collega una condizione iniziale a una conclusione.

p→qp \to qp→q

Si legge: se ppp è vera, allora qqq deve essere vera.

La proposizione è falsa solo nel caso in cui la premessa sia vera e la conclusione sia falsa.

Per esempio, se ppp è "un numero è multiplo di 4" e qqq è "il numero è pari", allora p→qp \to qp→q è vera.

Infatti, ogni multiplo di 4 è pari.

L’implicazione si può anche riscrivere come ¬p∨q\neg p \lor q¬p∨q.

p→q≡¬p∨qp \to q \equiv \neg p \lor qp→q≡¬p∨q

Per esempio, se ppp è vera e qqq è falsa, allora ¬p∨q\neg p \lor q¬p∨q è falsa, quindi anche p→qp \to qp→q è falsa.

La doppia implicazione, cioè il legame "se e solo se", richiede che le due proposizioni abbiano lo stesso valore di verità.

p↔qp \leftrightarrow qp↔q

Per esempio, se ppp è "10 è pari" e qqq è "10 è divisibile per 2", allora p↔qp \leftrightarrow qp↔q è vera, perché entrambe sono vere.

Se una sola delle due è falsa, allora la doppia implicazione è falsa.


Tavole di verità e leggi di De Morgan

La tavola di verità, cioè la tabella che mostra il valore di una proposizione per tutte le combinazioni possibili, serve a controllare il comportamento dei connettivi.

Si costruisce elencando tutti i casi possibili per ppp e qqq, poi si calcola il valore finale riga per riga.

Esempio di riga: p=V, q=F⇒p∧q=F\text{Esempio di riga: } p=V,\ q=F \Rightarrow p\land q=FEsempio di riga: p=V, q=F⇒p∧q=F

Per esempio, se ppp è vera e qqq è falsa, allora la congiunzione vale falsa.

La tavola di verità è utile perché elimina i dubbi e mostra il comportamento esatto di ogni connettivo.

Le leggi di De Morgan, cioè le regole che trasformano la negazione di una congiunzione o di una disgiunzione, descrivono equivalenze fondamentali.

¬(p∧q)≡¬p∨¬q\neg(p \land q) \equiv \neg p \lor \neg q¬(p∧q)≡¬p∨¬q

¬(p∨q)≡¬p∧¬q\neg(p \lor q) \equiv \neg p \land \neg q¬(p∨q)≡¬p∧¬q

Per esempio, se ppp è vero e qqq è falso, allora p∧qp \land qp∧q è falso, quindi ¬(p∧q)\neg(p \land q)¬(p∧q) è vero.

Dall’altro lato, ¬p∨¬q\neg p \lor \neg q¬p∨¬q è vero perché almeno una delle due negazioni è vera.

Le due espressioni coincidono, quindi la legge è verificata nel caso concreto.


Quantificatori e linguaggio matematico

I quantificatori, cioè i simboli che parlano di tutti gli elementi o di almeno uno, estendono la logica alle affermazioni su insiemi interi.

∀x∈A, P(x)\forall x \in A,\ P(x)∀x∈A, P(x)

Il simbolo ∀\forall∀ si legge "per ogni". Esprime che una proprietà vale per tutti gli elementi di un insieme.

Per esempio, se AAA è l’insieme dei numeri pari minori di 10 e P(x)P(x)P(x) significa "x è divisibile per 2", allora ∀x∈A, P(x)\forall x \in A,\ P(x)∀x∈A, P(x) è vera.

Il simbolo ∃\exists∃ si legge "esiste almeno un elemento".

∃x∈A, P(x)\exists x \in A,\ P(x)∃x∈A, P(x)

Per esempio, se AAA è l’insieme dei numeri naturali minori di 5 e P(x)P(x)P(x) significa "x è uguale a 3", allora ∃x∈A, P(x)\exists x \in A,\ P(x)∃x∈A, P(x) è vera, perché il valore 3 esiste nell’insieme.

I quantificatori sono importanti perché permettono di formulare proprietà generali in modo rigoroso.

In sintesi, la logica matematica studia come si combinano proposizioni, connettivi e quantificatori per costruire ragionamenti controllabili.


Formule e proprietà

¬p\neg p¬p

La negazione, cioè il connettivo che inverte il valore di verità di una proposizione, è vera quando pppè falsa.

Se ppp è vera, allora ¬p\neg p¬p è falsa. Se ppp è falsa, allora ¬p\neg p¬p è vera.

Esempio — Negazione di una proposizione

Si consideri la proposizione: "Roma è in Francia".

Essa è falsa, quindi la sua negazione è vera.

¬p=«Roma non eˋ in Francia»\neg p = \text{«Roma non è in Francia»}¬p=«Roma non eˋ in Francia»

p∧qp \land qp∧q

La congiunzione, cioè il connettivo AND, è vera solo se entrambe le proposizioni sono vere.

Se anche una sola tra ppp e qqq è falsa, allora p∧qp \land qp∧q è falsa.

Esempio — Congiunzione tra due proposizioni

Si considerino le proposizioni: "2 è pari" e "5 è dispari".

Entrambe sono vere, quindi anche la congiunzione è vera.

p∧q=verop \land q = \text{vero}p∧q=vero

p∨qp \lor qp∨q

La disgiunzione, cioè il connettivo OR, è falsa solo quando entrambe le proposizioni sono false.

In tutti gli altri casi, p∨qp \lor qp∨q è vera.

Esempio — Disgiunzione inclusiva

Si considerino: "3 è pari" e "7 è minore di 10".

La prima è falsa, la seconda è vera. La disgiunzione risulta vera.

p∨q=verop \lor q = \text{vero}p∨q=vero

p→q≡¬p∨qp \to q \equiv \neg p \lor qp→q≡¬p∨q

L'implicazione, cioè la forma "se p allora q", è falsa solo nel caso in cui ppp è vera e qqq è falsa.

La forma equivalente ¬p∨q\neg p \lor q¬p∨q permette di studiare l'implicazione con la disgiunzione.

Esempio — Implicazione logica

Si prenda: "Se un numero è multiplo di 4, allora è pari".

Per il numero 8 la proposizione è vera, perché 8 è multiplo di 4 ed è pari.

p→q=verop \to q = \text{vero}p→q=vero

p↔qp \leftrightarrow qp↔q

La doppia implicazione, cioè il connettivo "se e solo se", è vera quando ppp e qqq hanno lo stesso valore di verità.

Risulta vera se entrambe sono vere oppure se entrambe sono false.

Esempio — Doppia implicazione

Si considerino: "2 è pari" e "2 è divisibile per 2".

Le due proposizioni hanno lo stesso valore di verità, quindi la doppia implicazione è vera.

p↔q=verop \leftrightarrow q = \text{vero}p↔q=vero

¬(p∧q)≡¬p∨¬q\neg (p \land q) \equiv \neg p \lor \neg q¬(p∧q)≡¬p∨¬q

La legge di De Morgan trasforma la negazione di una congiunzione nella disgiunzione delle negazioni.

Questa proprietà è utile per riscrivere espressioni logiche in forma equivalente.

Esempio — Legge di De Morgan

Si consideri: "Non è vero che oggi piove e fa freddo".

L'equivalenza corretta diventa: "oggi non piove oppure non fa freddo".

¬(p∧q)≡¬p∨¬q\neg(p \land q) \equiv \neg p \lor \neg q¬(p∧q)≡¬p∨¬q

∀x∈A, P(x)∃x∈A, P(x)\forall x \in A,\ P(x) \qquad \exists x \in A,\ P(x)∀x∈A, P(x)∃x∈A, P(x)

Il quantificatore universale, cioè ∀\forall∀, indica che una proprietà vale per ogni elemento di un insieme.

Il quantificatore esistenziale, cioè ∃\exists∃, indica che esiste almeno un elemento che soddisfa la proprietà.

Esempio — Quantificatori

Si consideri l'insieme dei numeri naturali minori di 5.

La frase "per ogni numero l'insieme contiene un pari" è falsa. La frase "esiste un numero pari" è vera.

∀x P(x)e∃x P(x)\forall x\, P(x) \quad \text{e} \quad \exists x\, P(x)∀xP(x)e∃xP(x)

Esempi svolti

Esempio 1 — Verifica del valore di verità di una proposizione composta

Stabilire il valore di verità di p∧qp \wedge qp∧q quando ppp è vera e qqq è falsa.

Si riconoscono i dati: una proposizione cioè un enunciato che può essere vero oppure falso, e il connettivo ∧\wedge∧, cioè la congiunzione.

Il problema chiede il valore della congiunzione nel caso dato. Si usa la definizione: la congiunzione è vera solo se entrambe le proposizioni sono vere.

p∧q=Vsolo sep=V e q=Vp \wedge q = V \quad \text{solo se} \quad p=V \text{ e } q=Vp∧q=Vsolo sep=V e q=V

Con p=Vp=Vp=V e q=Fq=Fq=F, la condizione non è soddisfatta. La congiunzione vale quindi FFF.

Risultato finale: la proposizione è falsa.

Errore comune: pensare che basti una proposizione vera per rendere vera la congiunzione.

Esempio 2 — Costruzione della tavola di verità di una disgiunzione

Costruire la tavola di verità di p∨qp \vee qp∨q, cioè della disgiunzione.

Si conoscono due proposizioni, ppp e qqq. L'obiettivo è elencare tutti i casi possibili e valutare il connettivo.

La disgiunzione è falsa solo quando entrambe le proposizioni sono false. In tutti gli altri casi è vera.

p∨q=Fsolo sep=F e q=Fp \vee q = F \quad \text{solo se} \quad p=F \text{ e } q=Fp∨q=Fsolo sep=F e q=F

Si considerano i quattro casi: V,VV,VV,V, V,FV,FV,F, F,VF,VF,V, F,FF,FF,F. Solo nell'ultimo caso il risultato è FFF.

Risultato finale: la disgiunzione è vera in tre casi su quattro.

Errore comune: confondere "oppure" con l'idea di scelta esclusiva.

Esempio 3 — Verifica di un'implicazione logica

Determinare il valore di verità di p→qp \to qp→q quando ppp è vera e qqq è falsa.

Si tratta dell'implicazione cioè del connettivo "se p allora q". Il caso critico è uno solo.

Un'implicazione è falsa soltanto quando l'ipotesi è vera e la conclusione è falsa. In ogni altro caso è vera.

p→q≡¬p∨qp \to q \equiv \neg p \vee qp→q≡¬p∨q

Nel caso dato si ha p=Vp=Vp=V e q=Fq=Fq=F. Quindi si ottiene il solo caso in cui l'implicazione vale FFF.

Risultato finale: falsa, perché l'ipotesi è verificata ma la conclusione no.

Errore comune: credere che un'implicazione sia falsa quando l'ipotesi è falsa.

Esempio 4 — Applicazione delle leggi di De Morgan e dei quantificatori

Riscrivere la negazione di ∀x P(x)\forall x\, P(x)∀xP(x) e di ¬(p∧q)\neg(p \wedge q)¬(p∧q) usando le leggi corrette.

I quantificatori cioè i simboli che indicano "per ogni" ed "esiste", cambiano il modo in cui si nega una proposizione.

Si usa la regola: la negazione di un "per ogni" diventa un "esiste" con negazione interna. Per De Morgan, la negazione di una congiunzione diventa una disgiunzione di negazioni.

¬(∀x P(x))≡∃x ¬P(x)\neg(\forall x\, P(x)) \equiv \exists x\, \neg P(x)¬(∀xP(x))≡∃x¬P(x)

¬(p∧q)≡¬p∨¬q\neg(p \wedge q) \equiv \neg p \vee \neg q¬(p∧q)≡¬p∨¬q

Per esempio, se si dice "per ogni studente la verifica è sufficiente", la negazione corretta è "esiste uno studente la cui verifica non è sufficiente". Allo stesso modo, se ppp e qqq sono entrambe vere, la negazione della congiunzione risulta falsa.

Risultato finale: le negazioni si spostano all'interno e il quantificatore cambia da ∀\forall∀ a ∃\exists∃.

Errore comune: lasciare invariato il quantificatore quando si nega una frase universale.


Errori comuni

✗

Dire che una proposizione può essere vera, falsa o entrambe.

✓

Una proposizione è un enunciato che risulta vero oppure falso, ma non entrambi.

L’errore nasce quando si confonde una frase con una proposizione. Per evitare il problema, si verifica sempre se l’enunciato ammette un solo valore di verità.

✗

Scrivere che la negazione di ppp è ancora ppp, oppure che basta aggiungere “non” senza cambiare il significato.

✓

La negazione di ppp è ¬p\lnot p¬p, cioè l’enunciato con valore di verità opposto a quello di ppp.

La negazione non ripete la proposizione. Trasforma una proposizione vera in falsa e una falsa in vera.

✗

Pensare che p∧qp \land qp∧q sia vera quando almeno una delle due proposizioni è vera.

✓

La congiunzione p∧qp \land qp∧q è vera solo se ppp e qqq sono entrambe vere.

L’errore deriva dal confondere AND con OR. Nella congiunzione serve la verità simultanea di entrambe le proposizioni.

✗

Pensare che p∨qp \lor qp∨q sia vera solo quando entrambe le proposizioni sono vere.

✓

La disgiunzione p∨qp \lor qp∨q è falsa solo quando entrambe sono false.

L’OR è inclusivo nella logica matematica. Basta almeno una proposizione vera per ottenere verità.

✗

Leggere p→qp \to qp→q come “se ppp allora qqq” senza controllare il caso in cui ppp è vera e qqq è falsa.

✓

L’implicazione p→qp \to qp→q è falsa solo nel caso ppp vera e qqq falsa; in tutti gli altri casi è vera.

Questo errore è molto comune nelle tavole di verità. Per evitarlo, si ricorda che l’implicazione esclude soltanto il caso controesempio.

✗

Scambiare la tavola di verità con una semplice lista di esempi, oppure compilare solo alcuni casi.

✓

La tavola di verità è la tabella che mostra il valore di verità di una proposizione composta in tutti i casi possibili.

La tavola deve essere completa. Ogni combinazione dei valori di ppp e qqq va controllata, altrimenti il risultato è incompleto.


Domande frequenti

I connettivi logici sono simboli che uniscono proposizioni, cioè enunciati che possono essere veri oppure falsi.

Servono per costruire proposizioni più complesse a partire da proposizioni semplici.

I più usati sono ¬¬¬ , ∧∧∧ , ∨∨∨ , →→→ e ↔↔↔.

p∧q,p∨q,p→q,p↔qp \land q, \quad p \lor q, \quad p \to q, \quad p \leftrightarrow qp∧q,p∨q,p→q,p↔q

La negazione è il connettivo che cambia il valore di verità di una proposizione.

Se ppp è vera, allora ¬p¬p¬p è falsa; se ppp è falsa, allora ¬p¬p¬p è vera.

¬p\neg p¬p

AND e OR sono due connettivi diversi: AND corrisponde alla congiunzione, OR corrisponde alla disgiunzione.

La congiunzione p∧qp \land qp∧q è vera solo se entrambe le proposizioni sono vere.

La disgiunzione p∨qp \lor qp∨q è falsa solo se entrambe le proposizioni sono false.

pqp∧qp∨qVVVVVFFVFVFVFFFF\begin{array}{c|c|c|c} p & q & p\land q & p\lor q\\ \hline V & V & V & V\\ V & F & F & V\\ F & V & F & V\\ F & F & F & F \end{array}pVVFF​qVFVF​p∧qVFFF​p∨qVVVF​​

La tavola di verità è una tabella che mostra il valore di una proposizione composta per tutte le combinazioni possibili dei valori delle proposizioni semplici.

Si usa per controllare il significato di un connettivo e per confrontare due formule logiche.

Caso 1, Caso 2, Caso 3, Caso 4\text{Caso 1},\ \text{Caso 2},\ \text{Caso 3},\ \text{Caso 4}Caso 1, Caso 2, Caso 3, Caso 4

L'implicazione logica è il connettivo p→qp \to qp→q e si legge: se ppp allora qqq.

È falsa solo nel caso in cui ppp è vera e qqq è falsa.

Un modo utile per ricordarla è l'equivalenza p→q≡¬p∨qp \to q \equiv \neg p \lor qp→q≡¬p∨q.

p→q≡¬p∨qp \to q \equiv \neg p \lor qp→q≡¬p∨q

I quantificatori servono a dire se una proprietà vale per tutti gli elementi oppure per almeno uno.

Il quantificatore universale ∀∀∀ significa 'per ogni', mentre il quantificatore esistenziale ∃∃∃ significa 'esiste almeno uno'.

Ad esempio, la frase ∀x∈R, x2≥0∀x\in\mathbb{R},\ x^2\ge 0∀x∈R, x2≥0 afferma che il quadrato di ogni numero reale è non negativo.

∀x∈R, x2≥0\forall x \in \mathbb{R},\ x^2 \ge 0∀x∈R, x2≥0

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