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Principio di induzione

Dimostrazione e passo induttivo

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Concetto chiave

Principio di induzione

Il principio di induzione è un metodo di dimostrazione che permette di provare una proprietà per tutti i numeri naturali. Si verifica un caso iniziale e poi si mostra che la verità per kkk implica la verità per k+1k+1k+1.

P(1)  ∧  ∀k≥1, (P(k)→P(k+1))  ⇒  ∀n≥1, P(n)P(1)\;\land\;\forall k\ge 1,\,\bigl(P(k)\rightarrow P(k+1)\bigr)\;\Rightarrow\;\forall n\ge 1,\,P(n)P(1)∧∀k≥1,(P(k)→P(k+1))⇒∀n≥1,P(n)
  • ✓Passo base: si verifica P(1)P(1)P(1), oppure P(0)P(0)P(0) se richiesto.
  • ✓Ipotesi induttiva: si assume vera P(k)P(k)P(k) per un naturale generico.
  • ✓Passo induttivo: si dimostra P(k+1)P(k+1)P(k+1) usando l'ipotesi su P(k)P(k)P(k).
  • ✓Induzione forte: si assume vere tutte le proprietà fino a kkk.
  • ✓Applicazioni: somme, potenze, disuguaglianze e formule ricorrenti.

Schema rapido del principio di induzione

ConcettoDefinizioneNota essenziale
Passo baseSi verifica che la proposizione P(1)P(1)P(1) è vera, oppure P(0)P(0)P(0) se l’enunciato parte da 000.È il punto di partenza della dimostrazione.
Ipotesi induttivaSi assume vera P(k)P(k)P(k) per un generico k≥1k\ge 1k≥1.L’assunzione vale solo per il passaggio logico, non per tutti i casi.
Passo induttivoSi dimostra che da P(k)P(k)P(k) segue P(k+1)P(k+1)P(k+1).Questa è la catena che collega un caso al successivo.
ConclusioneSe base e passaggio sono veri, allora P(n)P(n)P(n) è vera per ogni n≥1n\ge 1n≥1.Si ottiene la validità per tutti gli interi naturali ammessi.
Induzione forteSi assume vere tutte le proposizioni da P(1)P(1)P(1) a P(k)P(k)P(k), e si dimostra P(k+1)P(k+1)P(k+1).Si usa quando un solo caso precedente non basta.
Somma dei primi nnn naturaliLa proprietà tipica è 1+2+⋯+n=n(n+1)2\displaystyle { 1+2+\dots+n=\frac{n(n+1)}{2} }1+2+⋯+n=2n(n+1)​.È un esempio classico di dimostrazione per induzione.
BernoulliPer x>−1x>-1x>−1 e n∈Nn\in\mathbb{N}n∈N, si prova che (1+x)n≥1+nx(1+x)^n\ge 1+nx(1+x)n≥1+nx.Mostra bene il ruolo del passo induttivo nelle disuguaglianze.
Potenze e formule ricorsiveSi verifica spesso una formula per ana^nan o una relazione definita in modo ricorsivo.L’induzione è utile per successioni, somme e disuguaglianze.

Perché si usa il principio di induzione

Il principio di induzione, cioè il metodo che permette di provare una proposizione per tutti i numeri naturali, risponde a un problema preciso.

Si vuole evitare di controllare uno per uno tutti i casi. Si cerca invece una regola che colleghi un caso al successivo.

L'idea si può pensare come una fila di tessere del domino. Se la prima cade e ogni tessera ne fa cadere un'altra, allora cadono tutte.

Questa idea è utile in aritmetica, in algebra e nella logica matematica, cioè nel ramo che studia le dimostrazioni e le regole del ragionamento.

[IMMAGINE: Fila di tessere del domino su una linea orizzontale. La prima tessera è etichettata P(1). Le tessere successive sono etichettate P(2), P(3), P(4), ... Una freccia indica che ogni tessera fa cadere la successiva. Sul lato sinistro compare la scritta passo base, sul lato destro passo induttivo.]

Il punto decisivo è che non si dimostra ogni caso separatamente. Si dimostra solo l'inizio e il meccanismo di passaggio da un caso al successivo.

P(1) vera e (P(k)⇒P(k+1)) per ogni k≥1 ⇒ P(n) vera per ogni n≥1P(1)\ \text{vera e}\ \bigl(P(k)\Rightarrow P(k+1)\bigr)\ \text{per ogni }k\ge 1\ \Rightarrow\ P(n)\ \text{vera per ogni }n\ge 1P(1) vera e (P(k)⇒P(k+1)) per ogni k≥1 ⇒ P(n) vera per ogni n≥1

Per esempio, se la proprietà vale per 111 e da kkk segue k+1k+1k+1, allora vale per 1,2,3,4,…1,2,3,4,\dots1,2,3,4,….


Passo base e passo induttivo

La dimostrazione per induzione si divide in due parti obbligatorie. La prima verifica l'inizio. La seconda mostra che il passaggio funziona sempre.

Il passo base, cioè la verifica del primo caso, controlla che la proposizione sia vera per n=1n=1n=1 oppure per n=0n=0n=0, secondo l'enunciato.

P(1) veraP(1)\ \text{vera}P(1) vera

Per esempio, nella formula della somma dei primi numeri naturali, si controlla prima il caso n=1n=1n=1.

Si ottiene 1=1⋅22\displaystyle { 1=\frac{1\cdot 2}{2} }1=21⋅2​. Il passo base è quindi verificato.

L' ipotesi induttiva, cioè l'assunzione temporanea della verità di P(k)P(k)P(k), serve come strumento di lavoro. Non è ancora la conclusione finale.

Il passo induttivo, cioè la dimostrazione del passaggio da P(k)P(k)P(k) a P(k+1)P(k+1)P(k+1), mostra che la proprietà si trasmette al caso successivo.

P(k)⇒P(k+1)P(k)\Rightarrow P(k+1)P(k)⇒P(k+1)

Per esempio, se da una relazione per kkk si ricava la stessa relazione con k+1k+1k+1, il meccanismo è completo.


Come si struttura una dimostrazione per induzione

Una dimostrazione per induzione si scrive in modo ordinato. Si enuncia la proprietà, si verifica il caso iniziale e si costruisce il passaggio generale.

  • Si enuncia la proprietà P(n)P(n)P(n) per ogni n≥1n\ge 1n≥1.
  • Si verifica il caso base.
  • Si assume vera P(k)P(k)P(k) per un kkk generico.
  • Si dimostra P(k+1)P(k+1)P(k+1) a partire dall'ipotesi.
  • Si conclude che P(n)P(n)P(n) vale per ogni n≥1n\ge 1n≥1.

Il procedimento ricorda una catena. Ogni anello regge il successivo. Se il primo è saldo, tutta la catena è controllata.

Base+Passaggio k→k+1⇒veritaˋ per ogni n\text{Base} + \text{Passaggio }k\to k+1 \Rightarrow \text{verità per ogni }nBase+Passaggio k→k+1⇒veritaˋ per ogni n

Per esempio, nella somma 1+2+⋯+n1+2+\dots+n1+2+⋯+n, il passaggio usa la stessa formula con nnn e con n+1n+1n+1.


Un primo esempio: la somma dei primi numeri naturali

La proprietà da dimostrare è che la somma dei primi nnn numeri naturali ha una formula chiusa, cioè una scrittura diretta senza sommare tutti i termini.

1+2+⋯+n=n(n+1)21+2+\dots+n=\frac{n(n+1)}{2}1+2+⋯+n=2n(n+1)​

Per n=1n=1n=1 si ha 1=1⋅22\displaystyle { 1=\frac{1\cdot 2}{2} }1=21⋅2​. Il caso iniziale è corretto.

Si assume ora che la formula valga per n=kn=kn=k. Quindi si scrive 1+2+⋯+k=k(k+1)2\displaystyle { 1+2+\dots+k=\frac{k(k+1)}{2} }1+2+⋯+k=2k(k+1)​.

1+2+⋯+k+(k+1)=k(k+1)2+(k+1)1+2+\dots+k+(k+1)=\frac{k(k+1)}{2}+(k+1)1+2+⋯+k+(k+1)=2k(k+1)​+(k+1)

Si raccoglie k+1k+1k+1 a fattor comune.

k(k+1)2+(k+1)=(k+1)(k2+1)\frac{k(k+1)}{2}+(k+1)=(k+1)\left(\frac{k}{2}+1\right)2k(k+1)​+(k+1)=(k+1)(2k​+1)

(k+1)(k2+1)=(k+1)(k+2)2(k+1)\left(\frac{k}{2}+1\right)=\frac{(k+1)(k+2)}{2}(k+1)(2k​+1)=2(k+1)(k+2)​

Si ottiene così la formula con k+1k+1k+1. Il passo induttivo è completo.

Esempio — Somma dei primi 4 numeri naturali

Si verifica la formula per n = 4.

La somma vale 1+2+3+4=101+2+3+4=101+2+3+4=10.

4⋅52=10\frac{4\cdot 5}{2}=1024⋅5​=10

Il risultato coincide. La formula è coerente con il caso numerico.


Formula per n^a

Un altro uso importante dell'induzione riguarda le formule per nan^ana, cioè le potenze con esponente fisso. Si dimostrano spesso relazioni ottenute da somme ripetute o da identità algebriche.

Si considera per esempio la proprietà generale legata alle potenze e alle disuguaglianze. Il principio non crea la formula da solo. Verifica che una formula già proposta è valida per tutti i naturali.

(1+x)n≥1+nxper x>−1(1+x)^n\ge 1+nx\qquad \text{per }x>-1(1+x)n≥1+nxper x>−1

Questa relazione si dimostra con l'induzione e viene usata spesso per stimare crescite e approssimazioni.

Per n=1n=1n=1 si ha (1+x)1=1+x(1+x)^1=1+x(1+x)1=1+x e il secondo membro è 1+x1+x1+x.

Se si assume vera la stima per n=kn=kn=k, allora si moltiplica per (1+x)(1+x)(1+x), che è positivo quando x>−1x>-1x>−1.

(1+x)k+1=(1+x)k(1+x)(1+x)^{k+1}=(1+x)^k(1+x)(1+x)k+1=(1+x)k(1+x)

(1+x)k≥1+kx(1+x)^k\ge 1+kx(1+x)k≥1+kx

(1+x)k+1≥(1+kx)(1+x)(1+x)^{k+1}\ge (1+kx)(1+x)(1+x)k+1≥(1+kx)(1+x)

(1+kx)(1+x)=1+(k+1)x+kx2(1+kx)(1+x)=1+(k+1)x+kx^2(1+kx)(1+x)=1+(k+1)x+kx2

Poiché kx2≥0kx^2\ge 0kx2≥0, si conclude (1+x)k+1≥1+(k+1)x(1+x)^{k+1}\ge 1+(k+1)x(1+x)k+1≥1+(k+1)x.

Per esempio, con x=0,2x=0,2x=0,2 e n=3n=3n=3, si ottiene 1,23=1,7281,2^3=1,7281,23=1,728 e 1+3⋅0,2=1,61+3\cdot 0,2=1,61+3⋅0,2=1,6. La disuguaglianza è verificata.


La disuguaglianza di Bernoulli

La disuguaglianza di Bernoulli, cioè la stima che lega una potenza a una funzione lineare, è uno degli esempi classici dell'induzione.

(1+x)n≥1+nxper n∈N, x≥−1(1+x)^n\ge 1+nx\qquad \text{per }n\in\mathbb{N},\ x\ge -1(1+x)n≥1+nxper n∈N, x≥−1

Il caso base è n=1n=1n=1. Si ha 1+x≥1+x1+x\ge 1+x1+x≥1+x, quindi l'uguaglianza vale.

Per il passo induttivo si assume (1+x)k≥1+kx(1+x)^k\ge 1+kx(1+x)k≥1+kx e si moltiplica per (1+x)(1+x)(1+x).

(1+x)k+1≥(1+kx)(1+x)(1+x)^{k+1}\ge (1+kx)(1+x)(1+x)k+1≥(1+kx)(1+x)

(1+kx)(1+x)=1+(k+1)x+kx2(1+kx)(1+x)=1+(k+1)x+kx^2(1+kx)(1+x)=1+(k+1)x+kx2

Se x≥−1x\ge -1x≥−1, allora il termine kx2kx^2kx2 è non negativo. Quindi si ottiene la tesi per k+1k+1k+1.

Per esempio, con x=12\displaystyle { x=\frac{1}{2} }x=21​ e n=2n=2n=2, si ha (32)2=94\displaystyle { \left(\frac{3}{2}\right)^2=\frac{9}{4} }(23​)2=49​ e 1+2⋅12=2\displaystyle { 1+2\cdot\frac{1}{2}=2 }1+2⋅21​=2. La stima risulta vera.


Perché funziona l'induzione

La correttezza dell'induzione dipende dalla struttura dei numeri naturali. Ogni numero successivo ha un predecessore immediato.

Se la proprietà è vera per il primo numero e ogni volta passa al successivo, allora nessun naturale può essere escluso.

Si può leggere questa idea come un effetto a catena. Il primo anello è il passo base. Ogni anello successivo è garantito dal passo induttivo.

Formalmente, il principio sfrutta l'ordinamento dei naturali. Non esistono salti tra due numeri consecutivi.

  • Il dominio è ben ordinato, cioè ogni sottoinsieme non vuoto ha un minimo.
  • Ogni numero naturale segue uno e un solo predecessore, tranne l'inizio.
  • La proprietà si trasmette da kkk a k+1k+1k+1.
  • Il primo caso avvia la catena logica.

nessun n≥1 puoˋ sfuggire alla catena 1→2→3→…\text{nessun }n\ge 1\text{ può sfuggire alla catena }1\to 2\to 3\to \dotsnessun n≥1 puoˋ sfuggire alla catena 1→2→3→…

Per esempio, se si dimostra che una certa proprietà passa da un intero al successivo, allora vale per 111, per 222, per 333 e così via senza interruzione.


Induzione forte

L'induzione forte, cioè la variante in cui si assume vera tutta la famiglia di casi precedenti, è utile quando il caso successivo dipende da più valori anteriori.

P(1),P(2),…,P(k)⇒P(k+1)P(1),P(2),\dots,P(k)\Rightarrow P(k+1)P(1),P(2),…,P(k)⇒P(k+1)

Nel passo forte si assume che P(1)P(1)P(1), P(2)P(2)P(2) e fino a P(k)P(k)P(k) siano vere. Poi si dimostra P(k+1)P(k+1)P(k+1).

La struttura finale è simile all'induzione ordinaria. La differenza sta nella quantità di ipotesi disponibili nel passaggio.

Questa variante compare spesso in problemi di fattorizzazione, ricorrenze e dimostrazioni su successioni definite per più termini precedenti.

Base iniziale+ipotesi su tutti i precedenti⇒caso successivo\text{Base iniziale} + \text{ipotesi su tutti i precedenti} \Rightarrow \text{caso successivo}Base iniziale+ipotesi su tutti i precedenti⇒caso successivo

Per esempio, se un termine dipende dalla somma dei due precedenti, l'ipotesi forte fornisce più informazioni utili del passo classico.

Esempio — Struttura di una prova per induzione forte

Si considera una successione definita da valori precedenti.

Si verifica prima il numero iniziale. Poi si assume vera tutta la parte precedente fino a k.

P(1),P(2),…,P(k)⇒P(k+1)P(1),P(2),\dots,P(k)\Rightarrow P(k+1)P(1),P(2),…,P(k)⇒P(k+1)

In questo modo la conclusione usa più dati del caso standard.


Formule e proprietà

Il principiodi induzione, cioè il metodo di dimostrazione che prova una proprietà per tutti i naturali a partire da un caso iniziale, si riassume in una struttura logica precisa.

(P(1))∧(∀k≥1, P(k)⇒P(k+1))⇒∀n≥1, P(n)\bigl(P(1)\bigr)\land \bigl(\forall k\ge 1,\ P(k)\Rightarrow P(k+1)\bigr)\Rightarrow \forall n\ge 1,\ P(n)(P(1))∧(∀k≥1, P(k)⇒P(k+1))⇒∀n≥1, P(n)

Nella scrittura precedente, P(n)P(n)P(n) indica la proposizione da verificare per il naturale nnn. Il simbolo ∀\forall∀ significa "per ogni".

La proprietà fondamentale è questa: se il primo caso è vero e ogni caso vero trascina il successivo, allora tutti i casi risultano veri.

Esempio — Struttura logica dell'induzione

Si consideri la proprietà "ogni numero naturale maggiore di 1 ha almeno un divisore primo" come schema logico.

P(1)  veraeP(k)⇒P(k+1)P(1)\ \,\text{vera} \quad\text{e}\quad P(k)\Rightarrow P(k+1)P(1) veraeP(k)⇒P(k+1)

Se il passaggio da un caso al successivo è garantito, la conclusione vale per tutti i naturali a partire dal primo caso verificato.

Questo non prova ancora una proprietà concreta. Mostra però la forma della dimostrazione per induzione.

Il passo base, cioè la verifica del primo valore ammesso, stabilisce l'ancora iniziale della catena logica.

P(1) veraoppureP(0) veraP(1)\ \text{vera} \qquad\text{oppure}\qquad P(0)\ \text{vera}P(1) veraoppureP(0) vera

Se la proprietà parte da 000, il caso iniziale viene spostato su P(0)P(0)P(0). La scelta dipende dall'enunciato della proprietà.

Esempio — Passo base su una somma

Si vuole dimostrare che la formula della somma dei primi naturali vale per ogni n.

1=1⋅221=\frac{1\cdot 2}{2}1=21⋅2​

Per n=1n=1n=1 si ottiene proprio 111. Il passo base è quindi verificato.

Il controllo iniziale è essenziale. Senza questo punto di partenza, la catena induttiva non avrebbe un primo anello.

L'ipotesi induttiva, cioè l'assunzione provvisoria che la proprietà sia vera per un naturale generico kkk, serve come strumento di lavoro nel passo successivo.

P(k) vera,k≥1P(k)\ \text{vera},\qquad k\ge 1P(k) vera,k≥1

Qui non si conclude ancora nulla sul caso generale. Si usa soltanto l'ipotesi come base algebrica o logica per ottenere il caso successivo.

Esempio — Ipotesi induttiva sulla somma dei naturali

Si assume vera la formula per un indice generico k.

1+2+⋯+k=k(k+1)21+2+\cdots +k=\frac{k(k+1)}{2}1+2+⋯+k=2k(k+1)​

L'uguaglianza non viene ancora dimostrata per tutti i valori. Viene accettata solo per il valore generico kkk.

Da questa assunzione si ricava il caso k+1k+1k+1. Questo è il cuore dell'induzione.

Il passo induttivo, cioè la dimostrazione di P(k+1)P(k+1)P(k+1) a partire da P(k)P(k)P(k), realizza la trasmissione della verità da un caso al successivo.

P(k)⇒P(k+1)P(k)\Rightarrow P(k+1)P(k)⇒P(k+1)

La struttura è sempre la stessa. Si parte da un'uguaglianza o da una disuguaglianza nota per kkk, poi si manipola l'espressione fino a ottenere il caso k+1k+1k+1.

Esempio — Passo induttivo sulla somma dei primi n numeri

Si parte dall'ipotesi induttiva e si aggiunge il termine successivo.

1+2+⋯+k+(k+1)=k(k+1)2+(k+1)1+2+\cdots +k+ (k+1)=\frac{k(k+1)}{2}+(k+1)1+2+⋯+k+(k+1)=2k(k+1)​+(k+1)

Si raccoglie k+1k+1k+1 a fattor comune.

k(k+1)2+(k+1)=(k+1)(k+2)2\frac{k(k+1)}{2}+(k+1)=\frac{(k+1)(k+2)}{2}2k(k+1)​+(k+1)=2(k+1)(k+2)​

Si ottiene la formula per k+1k+1k+1. Il passo induttivo è concluso.

Per le somme compare spesso la forma ricorsiva, cioè la relazione che collega il termine successivo alla somma precedente.

Sn=Sn−1+anS_n=S_{n-1}+a_nSn​=Sn−1​+an​

Qui SnS_nSn​ indica la somma dei primi nnn termini. Il termine ana_nan​ è l'ultimo addendo aggiunto.

Esempio — Formula ricorsiva per una somma

Si consideri la successione delle somme parziali di 1, 2, 3, 4.

S4=S3+4S_4=S_3+4S4​=S3​+4

Se S3=6S_3=6S3​=6, allora S4=10S_4=10S4​=10.

La forma ricorsiva rende immediato il legame tra casi consecutivi, che è ciò che l'induzione sfrutta.

Per una potenza intera si usa spesso la proprietà nan^ana, cioè una potenza con esponente naturale fissato.

(1+x)n≥1+nxper x>−1(1+x)^n\ge 1+nx \qquad \text{per } x>-1(1+x)n≥1+nxper x>−1

Questa è la forma classica della disuguaglianza di Bernoulli. Il parametro xxx è reale e deve soddisfare x>−1x>-1x>−1.

Esempio — Bernoulli per n = 3 e x = 0,2

Si controlla il caso numerico con un valore semplice di x.

(1+0,2)3=1,23=1,728(1+0{,}2)^3=1{,}2^3=1{,}728(1+0,2)3=1,23=1,728

Il confronto con il membro destro dà 1+3⋅0,2=1,61+3\cdot 0{,}2=1{,}61+3⋅0,2=1,6.

Si osserva che 1,728≥1,61{,}728\ge 1{,}61,728≥1,6. Il caso è coerente con l'enunciato.

Una variante importante è il principio di induzione forte, cioè la versione in cui si assumono veri tutti i casi precedenti fino a kkk.

(P(1)∧P(2)∧⋯∧P(k))⇒P(k+1)\bigl(P(1)\land P(2)\land\cdots\land P(k)\bigr)\Rightarrow P(k+1)(P(1)∧P(2)∧⋯∧P(k))⇒P(k+1)

L'induzione forte è utile quando il caso k+1k+1k+1 dipende da più casi precedenti, non solo da kkk.

Esempio — Uso dell'induzione forte

Si consideri una proprietà definita per ogni intero maggiore di 1.

P(k): k si scrive come prodotto di numeri primiP(k):\ k \text{ si scrive come prodotto di numeri primi}P(k): k si scrive come prodotto di numeri primi

Per provare il caso k+1k+1k+1 si usa la fattorizzazione di numeri minori già noti.

La variante forte è adatta quando la dipendenza tra i casi non è solo immediata.


Esempi svolti

Esempio 1 — Somma dei primi n numeri naturali

Verificare per induzione che 1+2+⋯+n=n(n+1)2\displaystyle { 1+2+\dots+n=\frac{n(n+1)}{2} }1+2+⋯+n=2n(n+1)​ per ogni n≥1n\ge 1n≥1.

Si deve dimostrare una proprietà numerica, cioè un enunciato valido per tutti i naturali.

La proprietà è P(n)P(n)P(n): la somma dei primi nnn interi positivi ha una forma chiusa.

Si applicano il passo base e il passo induttivo. Il caso iniziale è n=1n=1n=1.

1=1⋅221=\frac{1\cdot 2}{2}1=21⋅2​

Quindi P(1)P(1)P(1) è vera, perché il primo membro e il secondo membro valgono entrambi 111.

Si assume ora vera P(k)P(k)P(k), cioè 1+2+⋯+k=k(k+1)2\displaystyle { 1+2+\dots+k=\frac{k(k+1)}{2} }1+2+⋯+k=2k(k+1)​.

1+2+⋯+k+(k+1)=k(k+1)2+(k+1)1+2+\dots+k+(k+1)=\frac{k(k+1)}{2}+(k+1)1+2+⋯+k+(k+1)=2k(k+1)​+(k+1)

Si raccoglie k+1k+1k+1 a fattor comune.

k(k+1)2+(k+1)=(k+1)(k2+1)=(k+1)(k+2)2\frac{k(k+1)}{2}+(k+1)=(k+1)\left(\frac{k}{2}+1\right)=\frac{(k+1)(k+2)}{2}2k(k+1)​+(k+1)=(k+1)(2k​+1)=2(k+1)(k+2)​

Si ottiene così la formula per k+1k+1k+1.

La proprietà vale quindi per ogni n≥1n\ge 1n≥1. vera.

Errore comune: dimenticare di sostituire la formula induttiva prima di semplificare.

Esempio 2 — Formula per una potenza intera positiva

Dimostrare per induzione che ana^nan è definita per ogni n∈Nn\in\mathbb{N}n∈N, con aaa fissato.

Si studia una proprietà algebrica, cioè una regola valida per gli esponenti naturali.

L'enunciato si verifica nel caso base e poi si collega P(k)P(k)P(k) a P(k+1)P(k+1)P(k+1).

Nel passo base, per n=1n=1n=1, si ha a1=aa^1=aa1=a.

a1=aa^1=aa1=a

Quindi P(1)P(1)P(1) è soddisfatta per ogni valore di aaa.

Si assume ora P(k)P(k)P(k), cioè una legge valida per aka^kak.

ak+1=ak⋅aa^{k+1}=a^k\cdot aak+1=ak⋅a

Sostituendo l'ipotesi induttiva, si ottiene la relazione per il passo successivo.

La dimostrazione mostra la struttura ricorsiva dell'esponente. corretta.

Errore comune: confondere la definizione di potenza con il risultato dell'induzione.

Esempio 3 — Disuguaglianza di Bernoulli

Dimostrare per induzione che (1+x)n≥1+nx(1+x)^n\ge 1+nx(1+x)n≥1+nx per n∈Nn\in\mathbb{N}n∈N e x>−1x>-1x>−1.

Si tratta di una disuguaglianza, cioè di un confronto tra due espressioni algebriche.

Il passo base si controlla con n=1n=1n=1.

(1+x)1=1+x≥1+x(1+x)^1=1+x\ge 1+x(1+x)1=1+x≥1+x

Il caso iniziale è quindi vero per ogni x>−1x>-1x>−1.

Si assume ora vera l'ipotesi induttiva (1+x)k≥1+kx(1+x)^k\ge 1+kx(1+x)k≥1+kx.

(1+x)k+1=(1+x)k(1+x)(1+x)^{k+1}=(1+x)^k(1+x)(1+x)k+1=(1+x)k(1+x)

Moltiplicando per 1+x1+x1+x e usando x>−1x>-1x>−1, si conserva il verso della disuguaglianza.

(1+x)k+1≥(1+kx)(1+x)=1+(k+1)x+kx2(1+x)^{k+1}\ge (1+kx)(1+x)=1+(k+1)x+kx^2(1+x)k+1≥(1+kx)(1+x)=1+(k+1)x+kx2

Poiché kx2≥0kx^2\ge 0kx2≥0, segue (1+x)k+1≥1+(k+1)x(1+x)^{k+1}\ge 1+(k+1)x(1+x)k+1≥1+(k+1)x.

La disuguaglianza è dimostrata per ogni n≥1n\ge 1n≥1. valida.

Errore comune: dimenticare che il fattore 1+x1+x1+x deve essere non negativo.

Esempio 4 — Principio di induzione forte

Verificare che ogni intero n≥2n\ge 2n≥2 può essere scritto come prodotto di numeri primi.

Si usa l'induzione forte, cioè la variante in cui si assumono vere tutte le proprietà precedenti fino a kkk.

Il passo base è n=2n=2n=2, e 222 è già un numero primo.

Si suppone ora vera la proprietà per ogni intero da 222 a kkk.

n=abcon2≤a,b<nn=ab \quad \text{con} \quad 2\le a,b < nn=abcon2≤a,b<n

Se nnn non è primo, allora ammette una scomposizione più piccola.

Per l'ipotesi forte, sia aaa sia bbb si fattorizzano in primi.

n=p1p2⋯prn=p_1p_2\cdots p_rn=p1​p2​⋯pr​

Quindi anche nnn si fattorizza in numeri primi.

Il risultato mostra perché la versione forte è necessaria nelle scomposizioni.

Errore comune: confondere l'induzione forte con una semplice ripetizione dell'ipotesi induttiva.


Errori comuni

✗

Si pensa che il principio di induzione serva a verificare molti casi numerici prima di concludere.

✓

Il principio di induzione, cioè un metodo di dimostrazione, richiede una base e un passaggio logico valido per ogni nnn.

L’errore nasce perché si confonde l’osservazione di esempi con una prova. La verifica di molti casi non basta mai per dimostrare una proprietà per tutti i naturali.

✗

Si scrive solo il passo base e si conclude che la proprietà vale per ogni nnn.

✓

Si deve dimostrare anche il passo induttivo, cioè che da P(k)P(k)P(k) segue P(k+1)P(k+1)P(k+1) per ogni k≥1k\ge 1k≥1.

Il passo base mostra soltanto l’avvio della catena. Senza il passaggio da un numero al successivo, la dimostrazione resta incompleta.

✗

Nell’ipotesi induttiva si usa già P(k+1)P(k+1)P(k+1), oppure si assume ciò che si vuole provare.

✓

Nell’ipotesi induttiva si assume vera solo P(k)P(k)P(k), poi si deduce P(k+1)P(k+1)P(k+1) con passaggi autonomi.

Questo errore rende la prova circolare. L’ipotesi induttiva serve come appoggio, non come conclusione anticipata.

✗

Nel principio di induzione per le somme si dimentica di trasformare la formula da nnn a k+1k+1k+1.

✓

Si parte dalla formula per n=kn=kn=k e si mostra che vale anche per n=k+1n=k+1n=k+1, aggiungendo il nuovo termine della somma.

Nelle somme l’errore tipico è non usare la struttura ricorsiva. Il controllo corretto consiste nel separare l’ultimo addendo e riscrivere l’espressione con ordine.

✗

Si crede che il principio di induzione funzioni solo perché i naturali sono tanti, quindi la proprietà ‘si estende da sola’.

✓

Funziona perché ogni naturale ha un successivo e perché la base, unita al passaggio P(k)⇒P(k+1)P(k)\Rightarrow P(k+1)P(k)⇒P(k+1), genera tutti i casi.

La giustificazione è logica, non intuitiva. La proprietà si propaga lungo la catena 1,2,3,…1,2,3,\dots1,2,3,… senza salti.

✗

Si usa l’induzione forte come se fosse identica a quella semplice, senza dire quali casi sono assunti veri.

✓

Nell’induzione forte, cioè la variante in cui si assumono veri tutti i casi da 111 a kkk, bisogna dichiarare esplicitamente l’insieme delle ipotesi.

L’errore nasce dalla somiglianza tra le due tecniche. Nella variante forte l’ipotesi è più ampia e va formulata con precisione per evitare ambiguità.


Domande frequenti

Il principio di induzione è un criterio di dimostrazione che permette di provare una proprietà per tutti i numeri naturali.

Si mostra prima che la proprietà è vera nel primo caso. Poi si prova che, se è vera per un intero kkk , allora è vera anche per k+1k+1k+1.

La dimostrazione per induzione funziona in due passaggi consecutivi.

Nel passo base si verifica la proprietà per n=1n=1n=1 , oppure per n=0n=0n=0, se il problema parte da zero.

Nel passo induttivo si assume vera la proprietà per kkk e si deduce la verità per k+1k+1k+1.

Il passo base verifica il primo caso della proprietà, mentre il passo induttivo mostra il passaggio da un caso al successivo.

Il passo base è la verifica iniziale. L’ipotesi induttiva cioè l’assunzione che la proprietà valga per kkk, serve per dimostrare il passo induttivo cioè la validità per k+1k+1k+1.

Il principio di induzione si usa spesso per dimostrare formule di somma valide per ogni numero naturale.

1+2+⋯+n=n(n+1)21+2+\cdots+n=\frac{n(n+1)}{2}1+2+⋯+n=2n(n+1)​

Per esempio, per n=4n=4n=4 si ottiene 1+2+3+4=101+2+3+4=101+2+3+4=10, e anche 4⋅52=10\displaystyle { \frac{4\cdot 5}{2}=10 }24⋅5​=10.

L’induzione funziona perché collega ogni caso al successivo, creando una catena che parte dal caso iniziale.

Se il primo anello è vero e ogni anello forza il successivo, allora tutti gli anelli risultano veri. Per esempio, da P(1)P(1)P(1) segue P(2)P(2)P(2), da P(2)P(2)P(2) segue P(3)P(3)P(3), e così via.

L’induzione forte è una variante del principio di induzione in cui si assume vera tutta la catena delle proprietà precedenti fino a kkk.

Si usa quando il passo da kkk a k+1k+1k+1 dipende non solo da P(k)P(k)P(k) ma anche da casi precedenti. Per esempio, è utile nelle dimostrazioni sui divisori o sulle successioni ricorsive.

Un esempio classico è la formula delle potenze di 2.

1+2+4+⋯+2n−1=2n−11+2+4+\cdots+2^{n-1}=2^n-11+2+4+⋯+2n−1=2n−1

Per n=3n=3n=3 si ha 1+2+4=71+2+4=71+2+4=7 e 23−1=72^3-1=723−1=7. La verifica iniziale e il passaggio da nnn a n+1n+1n+1 mostrano il meccanismo dell’induzione.


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