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Modello atomico di Bohr

Postulati, livelli e spettri

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Concetto chiave

Modello atomico di Bohr

Il modello atomico di Bohr descrive l'atomo di idrogeno con elettroni che possono occupare solo orbite stazionarie a energia definita. Le transizioni tra livelli avvengono per emissione o assorbimento di fotoni con energia pari alla differenza tra i livelli.

En=−13.6 eVn2E_n = -\frac{13.6\,\text{eV}}{n^2}En​=−n213.6eV​
  • ✓Postulati: orbite stazionarie e quantizzazione del momento angolare L=nℏL=n\hbarL=nℏ.
  • ✓Livelli energetici: per l'idrogeno si ha En=−13.6 eV/n2E_n=-13.6\,\text{eV}/n^2En​=−13.6eV/n2.
  • ✓Raggio: le orbite crescono come rn=n2a0r_n=n^2 a_0rn​=n2a0​, con a0≈0.053 nma_0\approx 0.053\,\text{nm}a0​≈0.053nm.
  • ✓Spettro: le righe di Lyman, Balmer e Paschen sono discrete perché i salti energetici sono quantizzati.
  • ✓Limiti: il modello non spiega bene atomi multi-elettronici, spin e struttura fine.

Schema rapido del modello atomico di Bohr

GrandezzaSimboloFormulaUnità SI
Raggio dell’orbitarnr_nrn​rn=n2a0r_n=n^2 a_0rn​=n2a0​m
Raggio di Bohra0a_0a0​a0=5,3×10−11 ma_0=5{,}3\times10^{-11}\,\text{m}a0​=5,3×10−11mm
Energia del livelloEnE_nEn​En=−13,6 eVn2\displaystyle { E_n=-\dfrac{13{,}6\,\text{eV}}{n^2} }En​=−n213,6eV​J oppure eV
Quantizzazione del momento angolareLLLL=nℏL=n\hbarL=nℏJ·s
Frequenza della radiazionefffhf=En−Emhf=E_n-E_mhf=En​−Em​Hz
Costante di RydbergRHR_HRH​1λ=RH ⁣(1m2−1n2)\displaystyle { \dfrac{1}{\lambda}=R_H\!\left(\dfrac{1}{m^2}-\dfrac{1}{n^2}\right) }λ1​=RH​(m21​−n21​)m−1^{-1}−1
Serie di Lyman—Transizioni verso m=1m=1m=1UV
Serie di Balmer—Transizioni verso m=2m=2m=2Visibile
Serie di Paschen—Transizioni verso m=3m=3m=3IR
Limite del modello—Valido soprattutto per l’idrogeno—

Modello atomico di Bohr

Il problema centrale, per l'atomica moderna, è spiegare perché l'atomo sia stabile e perché emetta solo certe righe di luce.

Nel modello classico, un elettrone in orbita dovrebbe perdere energia continuamente. Atomo cioè sistema formato da nucleo ed elettroni, non potrebbe allora restare stabile a lungo.

Bohr propone un'idea semplice e potente: l'elettrone non può avere qualunque orbita, ma solo alcune orbite stazionarie, cioè traiettorie ammesse senza perdita di energia.

L=nℏL = n\hbarL=nℏ

Per esempio, se nnn = 1, allora LLL = ℏ\hbarℏ. Se nnn = 2, si ha L=2ℏL = 2\hbarL=2ℏ.

Questa quantizzazione, cioè la scelta di valori discreti e non continui, spiega subito un fatto osservato: l'energia atomica non varia in modo arbitrario.


Postulati del modello

Il modello si fonda su tre postulati, cioè tre affermazioni di base che guidano tutta la teoria.

  • L'elettrone può muoversi solo in orbite stazionarie.
  • Il momento angolare è quantizzato: L=nℏL = n\hbarL=nℏ.
  • La luce viene emessa o assorbita solo nei salti tra livelli.

La prima idea serve a garantire la stabilità. La seconda impone valori discreti. La terza collega la struttura atomica allo spettro luminoso.

Si osservi un esempio numerico. Se nnn = 3, allora L=3ℏL = 3\hbarL=3ℏ. Se nnn = 4, allora L=4ℏL = 4\hbarL=4ℏ. Valori intermedi non sono ammessi.

ΔE=hf\Delta E = h fΔE=hf

Per esempio, se la differenza di energia vale 3.2×10−19 J3.2 \times 10^{-19}\,\text{J}3.2×10−19J, si ottiene f≈4.83×1014 Hzf \approx 4.83 \times 10^{14}\,\text{Hz}f≈4.83×1014Hz, usando h=6.63×10−34 J sh = 6.63 \times 10^{-34}\,\text{J s}h=6.63×10−34J s.

La relazione tra energia e frequenza mostra perché le righe spettrali risultino discrete. Non si emette una qualunque frequenza, ma solo quelle compatibili con i salti possibili.


Orbite stazionarie e stabilità

L'idea fisica è simile a una scala. Si può stare solo su alcuni gradini. Anche l'elettrone può occupare solo certi stati autorizzati.

Un'orbita stazionaria, cioè un'orbita in cui l'energia resta costante nel tempo, non irradia energia. Questo evita il collasso dell'atomo.

En=−13.6 eVn2E_n = -\frac{13.6\,\text{eV}}{n^2}En​=−n213.6eV​

Per nnn = 1 si ha E1=−13.6 eVE_1 = -13.6\,\text{eV}E1​=−13.6eV. Per nnn = 2 si ha E2=−3.4 eVE_2 = -3.4\,\text{eV}E2​=−3.4eV. Per nnn = 3 si ha E3≈−1.51 eVE_3 \approx -1.51\,\text{eV}E3​≈−1.51eV.

Le energie sono negative perché l'elettrone è legato al nucleo. Più il valore è vicino a zero, più lo stato è poco legato.

Si può leggere il segno negativo come il costo energetico necessario per liberare l'elettrone. Lo stato fondamentale, cioè il livello più basso, corrisponde a n=1n = 1n=1.

Per esempio, passare da n=1n = 1n=1 a n=2n = 2n=2 richiede un'energia di 10.2 eV10.2\,\text{eV}10.2eV. Questa quantità è la differenza tra −13.6 eV-13.6\,\text{eV}−13.6eV e −3.4 eV-3.4\,\text{eV}−3.4eV.


Raggio delle orbite

Il raggio cresce con il quadrato del numero quantico principale, cioè l'indice nnn che identifica il livello energetico.

rn=n2a0r_n = n^2 a_0rn​=n2a0​

Per esempio, se a0=0.053 nma_0 = 0.053\,\text{nm}a0​=0.053nm e n=1n = 1n=1, si ha r1=0.053 nmr_1 = 0.053\,\text{nm}r1​=0.053nm. Se n=2n = 2n=2, allora r2=4a0=0.212 nmr_2 = 4a_0 = 0.212\,\text{nm}r2​=4a0​=0.212nm.

Il raggio di Bohr cioè il raggio del primo livello consentito, fissa la scala spaziale dell'atomo di idrogeno.

Si nota che i livelli più alti sono più lontani dal nucleo e anche meno legati. L'aumento con n2n^2n2 rende la crescita molto rapida.

[IMMAGINE: Diagramma dell'atomo di idrogeno con nucleo al centro e tre orbite circolari etichettate n=1, n=2, n=3. Indicare r1, r2, r3, a0 e frecce dei salti energetici.]


Spettro dell'idrogeno e costante di Rydberg

Lo spettro dell'idrogeno è un insieme di righe, cioè lunghezze d'onda separate e non continue. Questo accade perché i salti energetici sono discreti.

hf=En−Emh f = E_n - E_mhf=En​−Em​

Per esempio, se il salto avviene da n=3n = 3n=3 a n=2n = 2n=2, si usa la differenza tra E3E_3E3​ e E2E_2E2​. Si ottiene una riga della serie di Balmer.

La formula di Rydberg, cioè la legge empirica che collega le righe spettrali ai livelli atomici, si scrive in forma equivalente con i numeri quantici iniziale e finale.

1λ=R(1m2−1n2)n>m\frac{1}{\lambda} = R\left(\frac{1}{m^2} - \frac{1}{n^2}\right) \quad n>mλ1​=R(m21​−n21​)n>m

Per esempio, per la riga H-alpha della serie di Balmer si ha m=2m = 2m=2 e n=3n = 3n=3. Si ottiene una lunghezza d'onda visibile di circa 656 nm656\,\text{nm}656nm.

La costante di Rydberg è la costante sperimentale che compare in questa legge. Vale circa R=1.097×107 m−1R = 1.097 \times 10^7\,\text{m}^{-1}R=1.097×107m−1.

Per esempio, usando questa costante e la coppia m=2m = 2m=2 , n=3n = 3n=3, si ricava la riga rossa dell'idrogeno nel visibile.


Serie spettrali: Lyman, Balmer, Paschen

Le serie spettrali, cioè famiglie di righe che terminano tutte nello stesso livello finale, organizzano lo spettro dell'idrogeno in tre casi principali.

  • Lyman: transizioni verso m=1m = 1m=1, nell'ultravioletto.
  • Balmer: transizioni verso m=2m = 2m=2, nel visibile.
  • Paschen: transizioni verso m=3m = 3m=3, nell'infrarosso.

Il motivo è energetico. Se il livello finale è più basso, il fotone emesso ha energia maggiore e quindi frequenza maggiore.

Per esempio, una transizione verso m=1m = 1m=1 produce spesso luce ultravioletta. Una transizione verso m=3m = 3m=3 produce invece radiazione meno energetica, quindi infrarossa.

Si può vedere il raggruppamento delle righe come una classificazione per destinazione finale. Ogni famiglia contiene infinite righe possibili, una per ogni n>mn>mn>m.


Limiti del modello di Bohr

Il modello di Bohr funziona bene per l'idrogeno e per sistemi molto simili. Non descrive però tutti gli atomi reali.

Non spiega gli atomi multi-elettronici, cioè atomi con più di un elettrone, perché le interazioni tra elettroni diventano importanti.

Non spiega nemmeno lo spin, cioè una proprietà quantistica intrinseca dell'elettrone che richiede la meccanica quantistica.

Il modello viene quindi superato dalla meccanica quantistica, cioè dalla teoria più generale che descrive gli stati elettronici con orbitali e funzioni d'onda.

Per esempio, l'elio non può essere spiegato bene con sole orbite circolari e un elettrone alla volta. Servono correzioni più profonde.

Il valore storico del modello resta però enorme. Esso introduce i livelli energetici discreti e prepara il passaggio alla visione quantistica moderna.

In sintesi, Bohr spiega stabilità e righe spettrali dell'idrogeno con orbite consentite, energie discrete e salti quantizzati.


Formule e proprietà del modello atomico di Bohr

Il modello di Bohr, cioè il modello dell'atomo con elettroni su orbite stazionarie quantizzate, descrive bene l'atomo di idrogeno.

La grandezza fondamentale è il numero quantico principale nnn, che identifica il livello energetico e l'orbita permessa.

En=−13.6 eVn2E_n = -\frac{13.6\,\text{eV}}{n^2}En​=−n213.6eV​

Qui EnE_nEn​ è l'energia del livello nnn, misurata in eV\text{eV}eV, cioè elettronvolt.

Il segno negativo indica uno stato legato. Quando nnn aumenta, l'energia cresce verso zero e il legame diminuisce.

Esempio — Energia del livello n = 2

Si calcola l'energia del secondo livello dell'idrogeno.

E2=−13.6 eV22E_2 = -\frac{13.6\,\text{eV}}{2^2}E2​=−2213.6eV​

Si ottiene E2=−3.4 eVE_2 = -3.4\,\text{eV}E2​=−3.4eV. Il livello è meno legato del fondamentale.

rn=n2a0r_n = n^2 a_0rn​=n2a0​

Qui rnr_nrn​ è il raggio dell'orbita, mentre a0a_0a0​ è il raggio di Bohr.

Il raggio di Bohr vale circa a0=0.053 nma_0 = 0.053\,\text{nm}a0​=0.053nm, cioè nanometri.

Esempio — Raggio dell'orbita per n = 3

Si determina il raggio dell'orbita del terzo livello.

r3=32a0=9a0r_3 = 3^2 a_0 = 9a_0r3​=32a0​=9a0​

Con a0=0.053 nma_0 = 0.053\,\text{nm}a0​=0.053nm, si trova r3=0.477 nmr_3 = 0.477\,\text{nm}r3​=0.477nm.

L=nℏL = n\hbarL=nℏ

Qui LLL è il momento angolare, cioè la misura della rotazione orbitale, e ℏ\hbarℏ è la costante di Planck ridotta.

La quantizzazione impone che il momento angolare assuma solo multipli interi di ℏ\hbarℏ.

Esempio — Momento angolare nel livello n = 4

Si applica la quantizzazione al quarto livello.

L=4ℏL = 4\hbarL=4ℏ

Il risultato indica un solo valore ammesso per quel livello: 4ℏ4\hbar4ℏ.

hf=En−Emhf = E_n - E_mhf=En​−Em​

Qui hhh è la costante di Planck, fff è la frequenza della radiazione, e En−EmE_n - E_mEn​−Em​ è la differenza di energia tra due livelli.

Se En>EmE_n > E_mEn​>Em​, l'atomo assorbe energia. Se En<EmE_n < E_mEn​<Em​, emette un fotone.

Esempio — Fotone emesso nel salto 3 → 2

Si considera la transizione dall'orbita terza alla seconda.

ΔE=E3−E2=−13.69−(−13.64) eV\Delta E = E_3 - E_2 = -\frac{13.6}{9} - \left(-\frac{13.6}{4}\right)\,\text{eV}ΔE=E3​−E2​=−913.6​−(−413.6​)eV

La differenza vale ΔE≈1.89 eV\Delta E \approx 1.89\,\text{eV}ΔE≈1.89eV. L'energia è emessa come fotone.

1λ=RH(1m2−1n2)\frac{1}{\lambda} = R_H\left(\frac{1}{m^2}-\frac{1}{n^2}\right)λ1​=RH​(m21​−n21​)

Questa è la forma della formula di Rydberg per l'idrogeno.

Qui λ\lambdaλ è la lunghezza d'onda, mentre RHR_HRH​ è la costante di Rydberg.

Si assume n>mn > mn>m per un'emissione. Le serie spettroscopiche dipendono dal valore fissato di mmm.

  • Per Lyman si ha m=1m = 1m=1, nell'ultravioletto.
  • Per Balmer si ha m=2m = 2m=2, nel visibile.
  • Per Paschen si ha m=3m = 3m=3, nell'infrarosso.

Esempio — Lunghezza d'onda della riga Balmer Hα

Si considera la transizione 3→23 \to 23→2.

1λ=RH(122−132)\frac{1}{\lambda} = R_H\left(\frac{1}{2^2}-\frac{1}{3^2}\right)λ1​=RH​(221​−321​)

Si ottiene una riga del visibile, con λ≈656 nm\lambda \approx 656\,\text{nm}λ≈656nm.

La costante di Rydberg vale circa RH=1.097×107 m−1R_H = 1.097\times10^7\,\text{m}^{-1}RH​=1.097×107m−1. Essa collega i livelli energetici alle righe spettrali.

Un limite importante è questo: il modello funziona bene per l'idrogeno, ma non descrive correttamente gli atomi multi-elettronici.

Un altro limite è l'assenza dello spin, cioè il momento angolare intrinseco dell'elettrone.

Il modello è stato superato dalla meccanica quantistica, che sostituisce le orbite con orbitali, cioè regioni di probabilità.


Esempi svolti

Esempio 1 — Livello energetico dell’idrogeno per n = 3

Si calcoli l’energia del terzo livello dell’atomo di idrogeno usando il modello di Bohr.

[IMMAGINE: Schema dell’atomo di idrogeno con tre orbite concentriche etichettate n = 1, n = 2, n = 3. Evidenziare il livello n = 3.]

Si conosce la relazione dei livelli energetici, cioè l’espressione che assegna un’energia discreta a ogni orbita permessa.

I dati sono n=3n = 3n=3, mentre l’incognita è E3E_3E3​. Il metodo consiste nella sostituzione diretta nella formula dei livelli.

En=−13.6 eVn2E_n = -\frac{13.6\,\text{eV}}{n^2}En​=−n213.6eV​

Si sostituisce n=3n = 3n=3. Si ottiene E3=−13.6 eV9\displaystyle { E_3 = -\frac{13.6\,\text{eV}}{9} }E3​=−913.6eV​.

E3=−1.51 eVE_3 = -1.51\,\text{eV}E3​=−1.51eV

Il risultato indica che il terzo livello è meno legato del fondamentale, ma resta un’energia negativa.

La grandezza finale è −1.51 eV-1.51\,\text{eV}−1.51eV.

Errore comune: dimenticare il segno negativo e interpretare l’energia come positiva.

Esempio 2 — Raggio dell’orbita di Bohr per n = 2

Si determini il raggio della seconda orbita permessa nell’atomo di idrogeno.

[IMMAGINE: Atomo di idrogeno con orbita n = 1 interna e orbita n = 2 esterna. Indicare il raggio a0 e il raggio r2.]

Si usa la legge dei raggi di Bohr, cioè la relazione che mostra come il raggio cresca con il quadrato del numero quantico.

I dati sono n=2n = 2n=2, mentre l’incognita è r2r_2r2​. Si parte dal raggio di Bohr a0=0.053 nma_0 = 0.053\,\text{nm}a0​=0.053nm.

rn=n2a0r_n = n^2 a_0rn​=n2a0​

Si sostituisce n=2n = 2n=2. Si ottiene r2=22⋅0.053 nmr_2 = 2^2 \cdot 0.053\,\text{nm}r2​=22⋅0.053nm.

r2=0.212 nmr_2 = 0.212\,\text{nm}r2​=0.212nm

Il risultato mostra che l’orbita n = 2 è quattro volte più grande della prima orbita.

Il valore finale è 0.212 nm0.212\,\text{nm}0.212nm.

Errore comune: confondere la crescita lineare con una crescita quadratica.

Esempio 3 — Frequenza emessa in una transizione n = 4 → n = 2

Si calcoli la frequenza della radiazione emessa quando l’elettrone passa da n = 4 a n = 2.

[IMMAGINE: Diagramma a livelli energetici con quattro linee orizzontali. Evidenziare la freccia discendente da n = 4 a n = 2 e la radiazione emessa.]

Si tratta di una transizione, cioè del passaggio dell’elettrone da un livello energetico a un altro con emissione di un fotone.

I dati sono n=4n = 4n=4 e m=2m = 2m=2. L’incognita è la frequenza fff. Il metodo consiste nel calcolare la differenza di energia e poi usare E=hfE = hfE=hf.

ΔE=E2−E4\Delta E = E_2 - E_4ΔE=E2​−E4​

Si calcolano i due livelli. Si ha E2=−3.4 eVE_2 = -3.4\,\text{eV}E2​=−3.4eV e E4=−0.85 eVE_4 = -0.85\,\text{eV}E4​=−0.85eV.

ΔE=−3.4 eV−(−0.85 eV)=−2.55 eV\Delta E = -3.4\,\text{eV} - (-0.85\,\text{eV}) = -2.55\,\text{eV}ΔE=−3.4eV−(−0.85eV)=−2.55eV

Poiché si tratta di emissione, si considera il valore assoluto dell’energia ceduta al fotone.

hf=2.55 eVhf = 2.55\,\text{eV}hf=2.55eV

Usando h=4.14×10−15 eV sh = 4.14 \times 10^{-15}\,\text{eV s}h=4.14×10−15eV s, si ottiene f=2.554.14×10−15 s−1\displaystyle { f = \frac{2.55}{4.14 \times 10^{-15}}\,\text{s}^{-1} }f=4.14×10−152.55​s−1.

f≈6.16×1014 Hzf \approx 6.16 \times 10^{14}\,\text{Hz}f≈6.16×1014Hz

La frequenza emessa è 6.16×1014 Hz6.16 \times 10^{14}\,\text{Hz}6.16×1014Hz, tipica della luce visibile.

Errore comune: invertire la differenza di energia e ottenere un valore negativo per la frequenza.

Esempio 4 — Identificazione della serie spettrale

Si determini a quale serie spettrale appartiene la transizione che termina in n = 2.

[IMMAGINE: Diagramma dello spettro dell'idrogeno con tre gruppi di righe etichettati Lyman, Balmer e Paschen. Evidenziare la serie con livello finale n = 2.]

Una serie spettrale, cioè un insieme di righe emesse verso lo stesso livello finale, si riconosce dal valore di arrivo della transizione.

L’incognita è il nome della serie. Il dato decisivo è il livello finale nf=2n_f = 2nf​=2. Il metodo consiste nel confrontare il livello finale con le serie note.

nf=1⇒Lyman,nf=2⇒Balmer,nf=3⇒Paschenn_f = 1 \Rightarrow \text{Lyman}, \qquad n_f = 2 \Rightarrow \text{Balmer}, \qquad n_f = 3 \Rightarrow \text{Paschen}nf​=1⇒Lyman,nf​=2⇒Balmer,nf​=3⇒Paschen

Poiché il livello finale è nf=2n_f = 2nf​=2, la transizione appartiene alla serie di Balmer.

La serie corretta è BalmerBalmerBalmer, cioè la serie visibile dello spettro dell’idrogeno.

Errore comune: confondere il livello finale con quello iniziale della transizione.

Esempio 5 — Limiti del modello di Bohr

Si valuti se il modello di Bohr spiega correttamente un atomo con due elettroni e la struttura fine dello spettro.

[IMMAGINE: Confronto tra un atomo di idrogeno con una sola orbita e un atomo multi-elettronico con traiettorie non definite. A lato, righe spettrali con dettagli fini non spiegati dal modello di Bohr.]

Il modello di Bohr è valido soprattutto per l’idrogeno e per sistemi idrogenoidi. Non descrive in modo corretto gli atomi con più elettroni.

L’analisi richiede di distinguere il tipo di sistema. L’incognita è la validità del modello in presenza di interazioni elettroniche multiple e dello spin.

En=−13.6 eVn2E_n = -\frac{13.6\,\text{eV}}{n^2}En​=−n213.6eV​

La formula precedente produce livelli corretti per l’idrogeno, ma non incorpora l’interazione elettrone-elettrone né lo spin.

Per questo motivo il modello viene superato dalla meccanica quantistica, cioè dalla teoria che usa funzioni d’onda e numeri quantici più completi.

Il limite essenziale è l’incapacità di trattare sistemi multi-elettronici e lo spin.

Errore comune: credere che il modello di Bohr valga per tutti gli atomi senza eccezioni.


Errori comuni

✗

Le orbite di Bohr sono traiettorie classiche qualsiasi, come nei pianeti.

✓

Le orbite di Bohr sono orbite stazionarie, cioè stati consentiti in cui l'elettrone non irradia energia.

L'errore nasce dal confronto troppo letterale con il modello planetario. Nel modello di Bohr contano solo alcune orbite ammesse, non tutte le traiettorie possibili.

✗

I livelli energetici dell'idrogeno si calcolano con En=−13.6 eV⋅n2E_n = -13.6\,\text{eV}\cdot n^2En​=−13.6eV⋅n2.

✓

I livelli energetici dell'idrogeno si calcolano con En=−13.6 eVn2\displaystyle { E_n = -\dfrac{13.6\,\text{eV}}{n^2} }En​=−n213.6eV​.

L'errore nasce dall’invertire la dipendenza da nnn. L'energia cresce verso zero all’aumentare di nnn, quindi il modulo diminuisce come 1/n21/n^21/n2.

✗

L'atomo emette luce solo quando l'elettrone gira su un'orbita qualunque.

✓

L'emissione avviene quando l'elettrone passa tra due livelli consentiti, cioè per un salto di livello.

La luce non dipende dal moto continuo lungo l'orbita. Dipende dalla differenza di energia tra stato iniziale e finale.

✗

La costante di Rydberg è una costante di energia pari a 13.6 eV13.6\,\text{eV}13.6eV.

✓

La costante di Rydberg è una costante spettrale, cioè una costante che compare nelle formule delle righe spettrali dell'idrogeno.

Si confonde spesso la costante di Rydberg con l'energia di ionizzazione dell'idrogeno. Nelle formule spettrali compare 1/λ=R(1m2−1n2)\displaystyle { 1/\lambda = R\left(\frac{1}{m^2}-\frac{1}{n^2}\right) }1/λ=R(m21​−n21​), non un'energia.

✗

Il modello di Bohr spiega tutti gli atomi e anche lo spin elettronico.

✓

Il modello di Bohr descrive bene solo l'idrogeno e gli ioni idrogenoidi, ma non spiega gli atomi multielettronici né lo spin.

Il limite nasce dal fatto che il modello è semiclassico e molto semplificato. Per descrivere in modo completo l'atomo serve la meccanica quantistica.

✗

Gli spettri di Lyman, Balmer e Paschen sono continui, perché l'energia può variare in modo continuo.

✓

Gli spettri dell'idrogeno sono discreti, cioè formati da righe a lunghezze d'onda precise.

Le righe discrete derivano da differenze di energia quantizzate. Per questo si osservano serie come Lyman nell'ultravioletto, Balmer nel visibile e Paschen nell'infrarosso.


Domande frequenti

Il modello di Bohr dice che l’elettrone nell’atomo di idrogeno può occupare solo orbite stazionarie, cioè orbite permesse con energia definita e senza irradiare energia.

La quantità di moto angolare, cioè il momento angolare dell’elettrone attorno al nucleo, è quantizzata secondo la relazione seguente.

L=nℏL=n\hbarL=nℏ

Per esempio, per n=1n=1n=1 si ha L=ℏL=\hbarL=ℏ, mentre per n=2n=2n=2 si ha L=2ℏL=2\hbarL=2ℏ.

I livelli energetici dell’idrogeno si calcolano con la legge di Bohr, che assegna a ogni livello un’energia negativa dipendente da nnn, cioè dal numero quantico principale.

En=−13.6 eVn2E_n=-\frac{13.6\,\text{eV}}{n^2}En​=−n213.6eV​

Per esempio, per n=1n=1n=1 si ottiene E1=−13.6 eVE_1=-13.6\,\text{eV}E1​=−13.6eV, mentre per n=2n=2n=2 si ottiene E2=−3.4 eVE_2=-3.4\,\text{eV}E2​=−3.4eV.

Gli atomi emettono luce a frequenze discrete perché l’elettrone può passare solo tra livelli energetici separati, non tra energie qualsiasi.

Quando avviene un salto di livello, l’energia del fotone emesso vale la differenza tra i due livelli.

hf=En−Emhf=E_n-E_mhf=En​−Em​

Per esempio, nel passaggio da n=3n=3n=3 a n=2n=2n=2 si emette un fotone con energia pari a 1.89 eV1.89\,\text{eV}1.89eV.

La costante di Rydberg, cioè la costante che compare nella descrizione delle righe spettrali dell’idrogeno, fissa le lunghezze d’onda delle transizioni tra livelli.

1λ=R(1m2−1n2)n>m\frac{1}{\lambda}=R\left(\frac{1}{m^2}-\frac{1}{n^2}\right)\quad n>mλ1​=R(m21​−n21​)n>m

Per esempio, nella serie di Balmer, con m=2m=2m=2 e n=3n=3n=3, si ottiene una riga visibile dello spettro dell’idrogeno.

Il modello di Bohr è limitato perché funziona bene soprattutto per l’idrogeno e non descrive correttamente gli atomi con più elettroni.

Non spiega inoltre lo spin, cioè la proprietà quantistica intrinseca dell’elettrone, né i dettagli fini degli spettri atomici.

Per questo motivo il modello è stato superato dalla meccanica quantistica, che descrive gli elettroni con funzioni d’onda e orbitali.

Per esempio, l’elio non può essere spiegato in modo accurato con le sole orbite di Bohr.

Le orbite di Bohr sono orbite stazionarie permesse, cioè traiettorie circolari associate a un raggio discreto.

rn=n2a0r_n=n^2a_0rn​=n2a0​

Qui a0a_0a0​ è il raggio di Bohr, cioè il raggio del primo livello dell’idrogeno, pari a circa 0.053 nm0.053\,\text{nm}0.053nm.

Per esempio, per n=2n=2n=2 si ha r2=4a0≈0.212 nmr_2=4a_0\approx 0.212\,\text{nm}r2​=4a0​≈0.212nm.

Le serie spettrali dell’idrogeno sono insiemi di righe emesse quando l’elettrone cade verso un livello finale fissato.

La serie di Lyman cade su n=1n=1n=1 ed è nell’ultravioletto, la serie di Balmer cade su n=2n=2n=2 ed è nel visibile, la serie di Paschen cade su n=3n=3n=3 ed è nell’infrarosso.

Per esempio, la transizione n=3→n=2n=3 \to n=2n=3→n=2 appartiene alla serie di Balmer e produce una riga visibile.


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