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Metodi di integrazione

Tecniche di calcolo degli integrali

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Concetto chiave

Metodi di integrazione

I metodi di integrazione sono tecniche per calcolare integrali che non si risolvono con le regole immediate. Si usano trasformazioni algebriche, sostituzioni, parti e, nei casi razionali, anche fratti semplici.

∫u dv=uv−∫v du\int u\,dv = uv - \int v\,du∫udv=uv−∫vdu
  • ✓Parti: si usa quando il prodotto contiene una funzione più semplice da derivare e una più semplice da integrare.
  • ✓Sostituzione: si pone t=g(x)t=g(x)t=g(x) quando compare la derivata della funzione interna o una sua variante.
  • ✓LIATE: si sceglie spesso uuu seguendo logaritmi, inverse trigonometriche, algebriche, trigonometriche, esponenziali.
  • ✓Trigonometrica: si applica con radicali del tipo a2−x2\sqrt{a^2-x^2}a2−x2​ o a2+x2\sqrt{a^2+x^2}a2+x2​.
  • ✓Fratti semplici: si usa per funzioni razionali dopo la scomposizione del denominatore.

Schema rapido dei metodi di integrazione

Metodo / FormulaSignificatoQuando si usa
Integrazione per parti: ∫u dv=uv−∫v du\int u\,dv = uv - \int v\,du∫udv=uv−∫vduSi trasforma un integrale in un altro più semplice, scambiando un fattore con una derivata.Si usa con prodotti di funzioni, per esempio xexx e^xxex, xsin⁡xx\sin xxsinx, ln⁡x\ln xlnx.
Regola LIATESi sceglie uuu seguendo l’ordine Logaritmiche, Inverse trigonometriche, Algebriche, Trigonometriche, Esponenziali.Aiuta a decidere quale funzione derivare in integrazione per parti.
Integrazione per sostituzione: t=g(x)t=g(x)t=g(x), dx=dtg′(x)\displaystyle { dx=\dfrac{dt}{g'(x)} }dx=g′(x)dt​Si cambia variabile per riconoscere una derivata composta.Si usa quando compare una composizione, per esempio sin⁡(2x)\sin(2x)sin(2x) o x2+1\sqrt{x^2+1}x2+1​.
Sostituzione trigonometricaSi sostituisce xxx con funzioni trigonometriche per semplificare radicali.Si usa per forme come a2−x2\sqrt{a^2-x^2}a2−x2​ e a2+x2\sqrt{a^2+x^2}a2+x2​.
Fratti sempliciUna funzione razionale si scompone in somme di frazioni più semplici.Si usa per integrali di funzioni razionali, soprattutto dopo scomposizione del denominatore.
Formula utile: ∫xex dx=xex−ex+C\int x e^x\,dx = x e^x - e^x + C∫xexdx=xex−ex+CÈ un caso tipico di integrazione per parti.Serve come modello per prodotti polinomio-esponenziale.
Formula utile: ∫xsin⁡x dx=−xcos⁡x+sin⁡x+C\int x\sin x\,dx = -x\cos x + \sin x + C∫xsinxdx=−xcosx+sinx+CÈ un caso tipico di integrazione per parti.Serve come modello per prodotti polinomio-trigonometrico.
Formula utile: ∫ln⁡x dx=xln⁡x−x+C\int \ln x\,dx = x\ln x - x + C∫lnxdx=xlnx−x+CSi risolve scegliendo u=ln⁡xu=\ln xu=lnx e dv=dxdv=dxdv=dx.Si usa per integrali con logaritmi non moltiplicati da altre funzioni.

Metodi di integrazione: idea generale

L'integrazione di una funzione, cioè il calcolo di una primitiva, serve a risolvere integrali che non si riconducono subito a formule elementari.

Si cerca quindi una trasformazione che renda l'integrale più semplice. L'idea è simile a cambiare strada quando il percorso diretto è bloccato.

I metodi di integrazione, cioè le tecniche per riscrivere un integrale in una forma più gestibile, si usano soprattutto con prodotti, composizioni e funzioni razionali.

La scelta del metodo dipende dalla struttura dell'integrando, cioè della funzione dentro il segno di integrale.

[IMMAGINE: Schema con tre frecce che partono da un integrale complicato e portano a: integrazione per parti, integrazione per sostituzione, fratti semplici. Etichette con esempi brevi: x·e^x, sin(2x), 1/(x^2-1).]

Per esempio, ∫xex dx\int x e^x\,dx∫xexdx si presta bene all'integrazione per parti. Il fattore algebrico xxx si semplifica, mentre exe^xex resta stabile.


Integrazione per parti

L'integrazione per parti, cioè una tecnica basata sulla regola del prodotto delle derivate, si usa quando l'integrando è un prodotto di funzioni con ruoli diversi.

L'intuizione è questa: si sposta una derivata da un fattore all'altro, in modo da ottenere un integrale più semplice.

∫u dv=uv−∫v du\int u\,dv = uv - \int v\,du∫udv=uv−∫vdu

Per esempio, con u=xu=xu=x e dv=ex dxdv=e^x\,dxdv=exdx, si ha du=dxdu=dxdu=dx e v=exv=e^xv=ex.

∫xex dx=xex−∫ex dx\int x e^x\,dx = x e^x - \int e^x\,dx∫xexdx=xex−∫exdx

∫xex dx=xex−ex+C\int x e^x\,dx = x e^x - e^x + C∫xexdx=xex−ex+C

Nel risultato finale compare CCC, cioè la costante di integrazione. Per x=1x=1x=1, si ottiene ∫xex dx=0\int x e^x\,dx = 0∫xexdx=0 dopo la sostituzione simbolica dei passaggi, a costante fissata.

La regola LIATE, cioè un criterio pratico per scegliere quale fattore porre in uuu, suggerisce un ordine di priorità.

  • L: funzioni logaritmiche, come ln⁡x\ln xlnx.
  • I: funzioni inverse trigonometriche, come arctan⁡x\arctan xarctanx.
  • A: funzioni algebriche, come x2x^2x2.
  • T: funzioni trigonometriche, come sin⁡x\sin xsinx e cos⁡x\cos xcosx.
  • E: funzioni esponenziali, come exe^xex.

Si sceglie di solito il fattore più alto nella lista come uuu. In ∫xsin⁡x dx\int x\sin x\,dx∫xsinxdx, si pone u=xu=xu=x e dv=sin⁡x dxdv=\sin x\,dxdv=sinxdx.

∫xsin⁡x dx=−xcos⁡x+∫cos⁡x dx\int x\sin x\,dx = -x\cos x + \int \cos x\,dx∫xsinxdx=−xcosx+∫cosxdx

∫xsin⁡x dx=−xcos⁡x+sin⁡x+C\int x\sin x\,dx = -x\cos x + \sin x + C∫xsinxdx=−xcosx+sinx+C

Si usa la stessa strategia per ∫ln⁡x dx\int \ln x\,dx∫lnxdx, perché ln⁡x\ln xlnx non ha una primitiva elementare diretta come prodotto semplice.

∫ln⁡x dx=xln⁡x−∫x⋅1x dx\int \ln x\,dx = x\ln x - \int x\cdot \frac{1}{x}\,dx∫lnxdx=xlnx−∫x⋅x1​dx

∫ln⁡x dx=xln⁡x−x+C\int \ln x\,dx = x\ln x - x + C∫lnxdx=xlnx−x+C

Nel primo passaggio si pone u=ln⁡xu=\ln xu=lnx e dv=dxdv=dxdv=dx.

Esempio — Calcolo di ∫x·sin(x) dx

Si vuole calcolare ∫xsin⁡x dx\int x\sin x\,dx∫xsinxdx.

Si sceglie u=xu=xu=x e dv=sin⁡x dxdv=\sin x\,dxdv=sinxdx.

du=dx,v=−cos⁡xdu=dx, \qquad v=-\cos xdu=dx,v=−cosx

∫xsin⁡x dx=−xcos⁡x+∫cos⁡x dx\int x\sin x\,dx = -x\cos x + \int \cos x\,dx∫xsinxdx=−xcosx+∫cosxdx

∫xsin⁡x dx=−xcos⁡x+sin⁡x+C\int x\sin x\,dx = -x\cos x + \sin x + C∫xsinxdx=−xcosx+sinx+C

Integrazione per sostituzione

L'integrazione per sostituzione, cioè il cambio di variabile che semplifica la forma dell'integrale, si usa quando compare una funzione composta.

L'idea è trasformare una parte dell'integrando in una nuova variabile ttt, così da eliminare la composizione.

t=g(x),dt=g′(x) dxt=g(x), \qquad dt=g'(x)\,dxt=g(x),dt=g′(x)dx

Questa relazione si legge anche al contrario come dx=dtg′(x)\displaystyle { dx=\frac{dt}{g'(x)} }dx=g′(x)dt​, quando la derivata non si annulla e il passaggio è lecìto.

∫f(g(x))g′(x) dx=∫f(t) dt\int f(g(x))g'(x)\,dx = \int f(t)\,dt∫f(g(x))g′(x)dx=∫f(t)dt

Per esempio, ∫sin⁡(2x) dx\int \sin(2x)\,dx∫sin(2x)dx si semplifica con t=2xt=2xt=2x.

t=2x,dt=2 dx,dx=dt2t=2x, \qquad dt=2\,dx, \qquad dx=\frac{dt}{2}t=2x,dt=2dx,dx=2dt​

∫sin⁡(2x) dx=12∫sin⁡t dt\int \sin(2x)\,dx = \frac{1}{2}\int \sin t\,dt∫sin(2x)dx=21​∫sintdt

∫sin⁡(2x) dx=−12cos⁡t+C=−12cos⁡(2x)+C\int \sin(2x)\,dx = -\frac{1}{2}\cos t + C = -\frac{1}{2}\cos(2x) + C∫sin(2x)dx=−21​cost+C=−21​cos(2x)+C

Un caso più ricco è ∫xx2+1 dx\int x\sqrt{x^2+1}\,dx∫xx2+1​dx.

t=x2+1,dt=2x dxt=x^2+1, \qquad dt=2x\,dxt=x2+1,dt=2xdx

∫xx2+1 dx=12∫t dt\int x\sqrt{x^2+1}\,dx = \frac{1}{2}\int \sqrt{t}\,dt∫xx2+1​dx=21​∫t​dt

∫xx2+1 dx=13(x2+1)3/2+C\int x\sqrt{x^2+1}\,dx = \frac{1}{3}(x^2+1)^{3/2} + C∫xx2+1​dx=31​(x2+1)3/2+C

La sostituzione si usa quando compare una funzione composta con la sua derivata, almeno in parte, già presente accanto.

Esempio — Calcolo di ∫sin(2x) dx

Si vuole calcolare ∫sin⁡(2x) dx\int \sin(2x)\,dx∫sin(2x)dx.

t=2x,dt=2 dxt=2x, \qquad dt=2\,dxt=2x,dt=2dx

∫sin⁡(2x) dx=12∫sin⁡t dt\int \sin(2x)\,dx = \frac{1}{2}\int \sin t\,dt∫sin(2x)dx=21​∫sintdt

∫sin⁡(2x) dx=−12cos⁡(2x)+C\int \sin(2x)\,dx = -\frac{1}{2}\cos(2x) + C∫sin(2x)dx=−21​cos(2x)+C

Sostituzione trigonometrica

La sostituzione trigonometrica, cioè il cambio di variabile con funzioni goniometriche, serve quando compaiono radici di forme quadratiche particolari.

Si usa perché identità note, come quelle legate al cerchio goniometrico, trasformano la radice in un'espressione più semplice.

  • Per a2−x2\sqrt{a^2-x^2}a2−x2​ si pone spesso x=asin⁡θx=a\sin\thetax=asinθ.
  • Per a2+x2\sqrt{a^2+x^2}a2+x2​ si pone spesso x=atan⁡θx=a\tan\thetax=atanθ.

Nel primo caso si sfrutta 1−sin⁡2θ=cos⁡2θ1-\sin^2\theta=\cos^2\theta1−sin2θ=cos2θ. Nel secondo caso si sfrutta 1+tan⁡2θ=sec⁡2θ1+\tan^2\theta=\sec^2\theta1+tan2θ=sec2θ.

a2−a2sin⁡2θ=acos⁡θ\sqrt{a^2-a^2\sin^2\theta}=a\cos\thetaa2−a2sin2θ​=acosθ

a2+a2tan⁡2θ=asec⁡θ\sqrt{a^2+a^2\tan^2\theta}=a\sec\thetaa2+a2tan2θ​=asecθ

Per esempio, se a=3a=3a=3 e x=32\displaystyle { x=\frac{3}{2} }x=23​, allora 9−x2=9−94=332\displaystyle { \sqrt{9-x^2}=\sqrt{9-\frac{9}{4}}=\frac{3\sqrt{3}}{2} }9−x2​=9−49​​=233​​.

In questi casi il passaggio trigonometrico non è un ornamento. È il modo con cui la radice viene ricondotta a un'identità elementare.


Fratti semplici

La scomposizione in fratti semplici, cioè la riscrittura di una funzione razionale come somma di frazioni più elementari, si applica soprattutto agli integrali di rapporti tra polinomi.

Una funzione razionale, cioè un rapporto tra polinomi, si integra più facilmente dopo aver fattorizzato il denominatore.

  • Il grado del numeratore deve essere minore di quello del denominatore, oppure si esegue prima la divisione.
  • Il denominatore si fattorizza in fattori lineari o quadratici irriducibili.
  • Ogni fattore genera un termine elementare con costanti da determinare.

Per esempio, ∫1x2−1 dx\displaystyle { \int \frac{1}{x^2-1}\,dx }∫x2−11​dx si tratta con la scomposizione 1x2−1=12(1x−1−1x+1)\displaystyle { \frac{1}{x^2-1}=\frac{1}{2}\left(\frac{1}{x-1}-\frac{1}{x+1}\right) }x2−11​=21​(x−11​−x+11​).

∫1x2−1 dx=12∫(1x−1−1x+1)dx\int \frac{1}{x^2-1}\,dx = \frac{1}{2}\int \left(\frac{1}{x-1}-\frac{1}{x+1}\right)dx∫x2−11​dx=21​∫(x−11​−x+11​)dx

∫1x2−1 dx=12ln⁡∣x−1∣−12ln⁡∣x+1∣+C\int \frac{1}{x^2-1}\,dx = \frac{1}{2}\ln|x-1| - \frac{1}{2}\ln|x+1| + C∫x2−11​dx=21​ln∣x−1∣−21​ln∣x+1∣+C

Questo metodo è utile quando il denominatore è fattorizzabile e l'integrale risultante si spezza in somme di forme note.

In sintesi, si sceglie il metodo guardando la struttura dell'integrando. Il prodotto suggerisce le parti, la composizione suggerisce la sostituzione, il rapporto di polinomi suggerisce i fratti semplici.


Formule e proprietà

I metodi di integrazionesono procedure che trasformano un integrale difficile in un integrale più semplice o noto.

La scelta del metodo dipende dalla forma dell'integrando cioè dalla funzione da integrare, e dalla presenza di prodotti, composizioni o radici.

∫u dv=uv−∫v du\int u\,dv = uv - \int v\,du∫udv=uv−∫vdu

Nella formula precedente, uuu è una funzione scelta in modo strategico, mentre dvdvdv è la parte restante dell'integrando.

La relazione si usa soprattutto quando compare un prodotto tra due funzioni. Si ottiene un nuovo integrale spesso più semplice del primo.

Esempio — Integrazione per parti di x·e^x

Si considera ∫xex dx\int x e^x\,dx∫xexdx e si sceglie u=xu=xu=x e dv=ex dxdv=e^x\,dxdv=exdx.

du=dxv=exdu=dx \qquad v=e^xdu=dxv=ex

Si applica quindi la formula.

∫xex dx=xex−∫ex dx=xex−ex+C\int x e^x\,dx = x e^x - \int e^x\,dx = x e^x - e^x + C∫xexdx=xex−∫exdx=xex−ex+C

La regola LIATE indica un ordine utile per scegliere uuu: Logaritmi, Inverse trigonometriche, Algebraiche, Trigonometriche, Esponenziali.

La scelta di uuu segue in genere questo ordine, perché la derivazione deve semplificare l'integrando.

  • Logaritmiche, cioè funzioni come ln⁡x\ln xlnx
  • Algebriche, cioè polinomi come x2x^2x2
  • Esponenziali, cioè funzioni come exe^xex

Esempio — Integrazione per parti di ln(x)

Si considera ∫ln⁡(x) dx\int \ln(x)\,dx∫ln(x)dx e si pone u=ln⁡xu=\ln xu=lnx e dv=dxdv=dxdv=dx.

du=1xdxv=xdu=\frac{1}{x}dx \qquad v=xdu=x1​dxv=x

Si applica la formula di integrazione per parti.

∫ln⁡(x) dx=xln⁡(x)−∫1 dx=xln⁡(x)−x+C\int \ln(x)\,dx = x\ln(x)-\int 1\,dx = x\ln(x)-x+C∫ln(x)dx=xln(x)−∫1dx=xln(x)−x+C

∫f(g(x))g′(x) dx=∫f(t) dtt=g(x)\int f(g(x))g'(x)\,dx = \int f(t)\,dt \qquad t=g(x)∫f(g(x))g′(x)dx=∫f(t)dtt=g(x)

La sostituzione, cioè il cambio di variabile, si usa quando nell'integrale compare una funzione composta con la sua derivata quasi completa.

Si pone t=g(x)t=g(x)t=g(x) e si riscrive dxdxdx in funzione di dtdtdt. In questo modo si ottiene un integrale equivalente ma più semplice.

Esempio — Sostituzione in ∫sin(2x) dx

Si considera ∫sin⁡(2x) dx\int \sin(2x)\,dx∫sin(2x)dx e si pone t=2xt=2xt=2x.

dt=2 dxdx=dt2dt=2\,dx \qquad dx=\frac{dt}{2}dt=2dxdx=2dt​

L'integrale diventa più semplice nella variabile ttt.

∫sin⁡(2x) dx=12∫sin⁡(t) dt=−12cos⁡(t)+C=−12cos⁡(2x)+C\int \sin(2x)\,dx = \frac{1}{2}\int \sin(t)\,dt = -\frac{1}{2}\cos(t)+C = -\frac{1}{2}\cos(2x)+C∫sin(2x)dx=21​∫sin(t)dt=−21​cos(t)+C=−21​cos(2x)+C

Esempio — Sostituzione in ∫x·√(x²+1) dx

Si considera ∫xx2+1 dx\int x\sqrt{x^2+1}\,dx∫xx2+1​dx e si pone t=x2+1t=x^2+1t=x2+1.

dt=2x dxx dx=dt2dt=2x\,dx \qquad x\,dx=\frac{dt}{2}dt=2xdxxdx=2dt​

L'integrale si trasforma in una potenza di ttt.

∫xx2+1 dx=12∫t1/2 dt=13(x2+1)3/2+C\int x\sqrt{x^2+1}\,dx = \frac{1}{2}\int t^{1/2}\,dt = \frac{1}{3}(x^2+1)^{3/2}+C∫xx2+1​dx=21​∫t1/2dt=31​(x2+1)3/2+C

a2−x2=asin⁡θa2+x2=atan⁡θ\sqrt{a^2-x^2}=a\sin\theta \qquad \sqrt{a^2+x^2}=a\tan\thetaa2−x2​=asinθa2+x2​=atanθ

La sostituzione trigonometrica si usa nelle radici quadratiche con aaa costante positiva.

Nel caso a2−x2\sqrt{a^2-x^2}a2−x2​ si pone spesso x=asin⁡θx=a\sin\thetax=asinθ. Nel caso a2+x2\sqrt{a^2+x^2}a2+x2​ si pone spesso x=atan⁡θx=a\tan\thetax=atanθ.

Il metodo trasforma la radice in un'espressione trigonometrica più gestibile. La scelta dipende dalla forma del radicando.

Le funzioni razionali, cioè rapporti tra polinomi, si trattano spesso con la scomposizione in fratti semplici.

Il metodo richiede prima una divisione, se il grado del numeratore è almeno quello del denominatore, e poi una decomposizione somma di termini elementari.

Esempio — Fratti semplici per una funzione razionale

Si consideri una funzione come 1(x−1)(x+2)\displaystyle { \frac{1}{(x-1)(x+2)} }(x−1)(x+2)1​.

1(x−1)(x+2)=Ax−1+Bx+2\frac{1}{(x-1)(x+2)} = \frac{A}{x-1}+\frac{B}{x+2}(x−1)(x+2)1​=x−1A​+x+2B​

Si determinano AAA e BBB confrontando i coefficienti, poi si integra termine per termine.

∫1(x−1)(x+2) dx=∫(Ax−1+Bx+2)dx\int \frac{1}{(x-1)(x+2)}\,dx = \int \left(\frac{A}{x-1}+\frac{B}{x+2}\right)dx∫(x−1)(x+2)1​dx=∫(x−1A​+x+2B​)dx

Esempi svolti

Esempio 1 — Integrazione per parti di x·eˣ

Calcolare ∫xex dx\int x e^x\,dx∫xexdx con l'integrazione per parti.

Si riconosce un prodotto tra un polinomio e una funzione esponenziale, cioè una funzione del tipo x exx\,e^xxex. La scelta naturale segue la regola LIATE, cioè logaritmi, inverse trigonometriche, algebriche, trigonometriche, esponenziali.

Si pone u=xu=xu=x e dv=ex dxdv=e^x\,dxdv=exdx. Si ottiene du=dxdu=dxdu=dx e v=exv=e^xv=ex.

∫u dv=uv−∫v du\int u\,dv=uv-\int v\,du∫udv=uv−∫vdu

Si sostituiscono i termini nella formula e si ha ∫xex dx=xex−∫ex dx\int x e^x\,dx=xe^x-\int e^x\,dx∫xexdx=xex−∫exdx.

∫ex dx=ex+C\int e^x\,dx=e^x+C∫exdx=ex+C

Quindi ∫xex dx=xex−ex+C\int x e^x\,dx=xe^x-e^x+C∫xexdx=xex−ex+C = ex(x−1)+Ce^x(x-1)+Cex(x−1)+C.

Il risultato finale è ex(x−1)+Ce^x(x-1)+Cex(x−1)+C.

Errore comune: scegliere come uuu la parte esponenziale invece del polinomio, complicando il calcolo senza vantaggio.

Esempio 2 — Integrazione per parti di x·sin(x)

Calcolare ∫xsin⁡(x) dx\int x\sin(x)\,dx∫xsin(x)dx con l'integrazione per parti.

L'integrando contiene un polinomio e una funzione trigonometrica, cioè una funzione periodica. Anche qui la scelta LIATE suggerisce u=xu=xu=x.

Si pone u=xu=xu=x e dv=sin⁡(x) dxdv=\sin(x)\,dxdv=sin(x)dx. Allora du=dxdu=dxdu=dx e v=−cos⁡(x)v=-\cos(x)v=−cos(x).

∫u dv=uv−∫v du\int u\,dv=uv-\int v\,du∫udv=uv−∫vdu

Si ottiene ∫xsin⁡(x) dx=−xcos⁡(x)−∫(−cos⁡(x)) dx\int x\sin(x)\,dx=-x\cos(x)-\int(-\cos(x))\,dx∫xsin(x)dx=−xcos(x)−∫(−cos(x))dx.

−∫(−cos⁡(x)) dx=∫cos⁡(x) dx=sin⁡(x)+C-\int(-\cos(x))\,dx=\int \cos(x)\,dx=\sin(x) + C−∫(−cos(x))dx=∫cos(x)dx=sin(x)+C

Quindi ∫xsin⁡(x) dx=−xcos⁡(x)+sin⁡(x)+C\int x\sin(x)\,dx=-x\cos(x)+\sin(x)+C∫xsin(x)dx=−xcos(x)+sin(x)+C.

Il risultato finale è −xcos⁡(x)+sin⁡(x)+C-x\cos(x)+\sin(x)+C−xcos(x)+sin(x)+C.

Errore comune: dimenticare il segno di vvv quando dv=sin⁡(x) dxdv=\sin(x)\,dxdv=sin(x)dx.

Esempio 3 — Integrazione per parti di ln(x)

Calcolare ∫ln⁡(x) dx\int \ln(x)\,dx∫ln(x)dx usando l'integrazione per parti.

Questo esempio mostra un caso tipico in cui non compare un prodotto esplicito. Si scrive ln⁡(x)=ln⁡(x)⋅1\ln(x)=\ln(x)\cdot 1ln(x)=ln(x)⋅1 e si usa la regola LIATE, cioè si sceglie u=ln⁡(x)u=\ln(x)u=ln(x).

Si pone u=ln⁡(x)u=\ln(x)u=ln(x) e dv=dxdv=dxdv=dx. Allora du=1x dx\displaystyle { du=\frac{1}{x}\,dx }du=x1​dx e v=xv=xv=x.

∫u dv=uv−∫v du\int u\,dv=uv-\int v\,du∫udv=uv−∫vdu

Si sostituisce nella formula e si ottiene ∫ln⁡(x) dx=xln⁡(x)−∫x⋅1x dx\displaystyle { \int \ln(x)\,dx=x\ln(x)-\int x\cdot\frac{1}{x}\,dx }∫ln(x)dx=xln(x)−∫x⋅x1​dx.

∫x⋅1x dx=∫1 dx=x+C\int x\cdot\frac{1}{x}\,dx=\int 1\,dx=x+C∫x⋅x1​dx=∫1dx=x+C

Quindi ∫ln⁡(x) dx=xln⁡(x)−x+C\int \ln(x)\,dx=x\ln(x)-x+C∫ln(x)dx=xln(x)−x+C.

Il risultato finale è xln⁡(x)−x+Cx\ln(x)-x+Cxln(x)−x+C.

Errore comune: integrare ln⁡(x)\ln(x)ln(x) per tentativi senza usare una scelta strutturata di uuu e dvdvdv.

Esempio 4 — Sostituzione in ∫sin(2x) dx

Calcolare ∫sin⁡(2x) dx\int \sin(2x)\,dx∫sin(2x)dx con la sostituzione.

Si riconosce una funzione composta, cioè una funzione applicata a un'altra funzione. Si usa la sostituzione t=2xt=2xt=2x.

Derivando, si ottiene dt=2 dxdt=2\,dxdt=2dx, quindi dx=dt2\displaystyle { dx=\frac{dt}{2} }dx=2dt​.

∫sin⁡(2x) dx=∫sin⁡(t) dt2\int \sin(2x)\,dx=\int \sin(t)\,\frac{dt}{2}∫sin(2x)dx=∫sin(t)2dt​

Si porta fuori il fattore costante e si integra sin⁡(t)\sin(t)sin(t). Si ha 12∫sin⁡(t) dt\displaystyle { \frac{1}{2}\int \sin(t)\,dt }21​∫sin(t)dt.

∫sin⁡(t) dt=−cos⁡(t)+C\int \sin(t)\,dt=-\cos(t)+C∫sin(t)dt=−cos(t)+C

Quindi ∫sin⁡(2x) dx=−12cos⁡(2x)+C\displaystyle { \int \sin(2x)\,dx=-\frac{1}{2}\cos(2x)+C }∫sin(2x)dx=−21​cos(2x)+C.

Il risultato finale è −12cos⁡(2x)+C\displaystyle { -\frac{1}{2}\cos(2x)+C }−21​cos(2x)+C.

Errore comune: dimenticare il fattore 12\displaystyle { \frac{1}{2} }21​ prodotto dalla derivata interna 2x2x2x.

Esempio 5 — Sostituzione con √(x²+1)

Calcolare ∫xx2+1 dx\int x\sqrt{x^2+1}\,dx∫xx2+1​dx con la sostituzione.

L'espressione contiene x2+1x^2+1x2+1, cioè una quantità la cui derivata è presente nell'integrando. Si sceglie t=x2+1t=x^2+1t=x2+1.

Derivando, si ha dt=2x dxdt=2x\,dxdt=2xdx, quindi x dx=dt2\displaystyle { x\,dx=\frac{dt}{2} }xdx=2dt​. Allora la radice diventa t\sqrt{t}t​.

∫xx2+1 dx=12∫t dt\int x\sqrt{x^2+1}\,dx=\frac{1}{2}\int \sqrt{t}\,dt∫xx2+1​dx=21​∫t​dt

Si riscrive t=t1/2\sqrt{t}=t^{1/2}t​=t1/2 e si integra con la regola delle potenze. Si ottiene 12∫t1/2 dt\displaystyle { \frac{1}{2}\int t^{1/2}\,dt }21​∫t1/2dt.

12∫t1/2 dt=12⋅23t3/2+C=13t3/2+C\frac{1}{2}\int t^{1/2}\,dt=\frac{1}{2}\cdot\frac{2}{3}t^{3/2}+C=\frac{1}{3}t^{3/2}+C21​∫t1/2dt=21​⋅32​t3/2+C=31​t3/2+C

Tornando alla variabile iniziale, si ha 13(x2+1)3/2+C\displaystyle { \frac{1}{3}(x^2+1)^{3/2}+C }31​(x2+1)3/2+C.

Il risultato finale è 13(x2+1)3/2+C\displaystyle { \frac{1}{3}(x^2+1)^{3/2}+C }31​(x2+1)3/2+C.

Errore comune: dimenticare di sostituire x dxx\,dxxdx con dt2\displaystyle { \frac{dt}{2} }2dt​ dopo la scelta di t=x2+1t=x^2+1t=x2+1.


Errori comuni nei metodi di integrazione

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Scrivere ∫u dv=uv+∫v du\int u\,dv = uv + \int v\,du∫udv=uv+∫vdu.

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La formula corretta è ∫u dv=uv−∫v du\int u\,dv = uv - \int v\,du∫udv=uv−∫vdu.

L’errore nasce da un segno copiato male. Si ricorda che la derivazione del prodotto porta al segno meno nella formula finale.

✗

Scegliere uuu e dvdvdv senza seguire la regola LIATE.

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Si sceglie in genere uuu secondo LIATE: logaritmi, inverse trigonometriche, algebriche, trigonometriche, esponenziali.

Una scelta casuale può complicare l’integrale invece di semplificarlo. LIATE aiuta a lasciare in dvdvdv la parte più facile da integrare.

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Nel cambio di variabile, porre solo t=g(x)t=g(x)t=g(x) e poi integrare senza sostituire anche dxdxdx.

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Si scrive t=g(x)t=g(x)t=g(x) e si trasforma anche dxdxdx, usando dt=g′(x) dxdt=g'(x)\,dxdt=g′(x)dx.

La sostituzione deve riscrivere tutto l’integrale nella nuova variabile. Se resta un pezzo in xxx, il cambio non è completo.

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Usare la sostituzione in qualunque integrale, anche quando non compare una funzione composta con la sua derivata.

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La sostituzione si usa quando l’integrando contiene una composizione riconoscibile e una derivata vicina alla funzione interna.

Non ogni integrale richiede un cambio di variabile. Il criterio è cercare una struttura del tipo f(g(x))g′(x)f(g(x))g'(x)f(g(x))g′(x), che si semplifica dopo il cambio.

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Per a2−x2\sqrt{a^2-x^2}a2−x2​, fare una sostituzione qualsiasi senza collegarla alla forma del radicale.

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Si usa una sostituzione trigonometrica adatta, per esempio x=asin⁡tx=a\sin tx=asint, nei radicali del tipo a2−x2\sqrt{a^2-x^2}a2−x2​.

La sostituzione trigonometrica sfrutta identità note come 1−sin⁡2t=cos⁡2t1-\sin^2 t=\cos^2 t1−sin2t=cos2t. In questo modo il radicale diventa più gestibile.

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Integrare una funzione razionale senza controllare se il denominatore si fattorizza in fratti semplici.

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Per funzioni razionali conviene spesso scomporre in fratti semplici prima di integrare.

Molti integrali razionali diventano elementari dopo la decomposizione. Se si ignora questo passaggio, il calcolo può restare inutilmente lungo.


Domande frequenti

Si integra per parti riscrivendo l’integrale come prodotto tra una funzione e la derivata di un’altra, poi si applica la formula. L’idea è scegliere uuue dvdvdv in modo conveniente.

∫u dv=uv−∫v du\int u\,dv = uv - \int v\,du∫udv=uv−∫vdu

Per esempio, con ∫xex dx\int x e^x\,dx∫xexdx, si pone u=xu=xu=x e dv=ex dxdv=e^x\,dxdv=exdx. Si ottiene ∫xex dx=xex−∫ex dx\int x e^x\,dx = x e^x - \int e^x\,dx∫xexdx=xex−∫exdx.

La formula dell’integrazione per parti è ∫u dv=uv−∫v du\int u\,dv = uv - \int v\,du∫udv=uv−∫vdu. È una trasformazione che sposta la derivazione da una funzione all’altra.

∫u dv=uv−∫v du\int u\,dv = uv - \int v\,du∫udv=uv−∫vdu

Per esempio, se u=xu=xu=x e dv=sin⁡(x) dxdv=\sin(x)\,dxdv=sin(x)dx, allora du=dxdu=dxdu=dx e v=−cos⁡(x)v=-\cos(x)v=−cos(x).

L’integrazione per sostituzione funziona cambiando variabile, cioè ponendo t=g(x)t=g(x)t=g(x) per semplificare l’integrando. Poi si riscrive anche dxdxdx in funzione di dtdtdt.

t=g(x),dt=g′(x) dxt=g(x),\qquad dt=g'(x)\,dxt=g(x),dt=g′(x)dx

Per esempio, in ∫sin⁡(2x) dx\int \sin(2x)\,dx∫sin(2x)dx, si pone t=2xt=2xt=2x. Allora dt=2 dxdt=2\,dxdt=2dx e l’integrale diventa più semplice.

La sostituzione si usa quando nell’integrando compare una composizione, cioè una funzione dentro un’altra, insieme alla sua derivata o a un suo multiplo.

∫f(g(x)) g′(x) dx=∫f(t) dt\int f(g(x))\,g'(x)\,dx = \int f(t)\,dt∫f(g(x))g′(x)dx=∫f(t)dt

Per esempio, in ∫xx2+1 dx\int x\sqrt{x^2+1}\,dx∫xx2+1​dx si riconosce x dxx\,dxxdx come parte della derivata di x2+1x^2+1x2+1. Si pone t=x2+1t=x^2+1t=x2+1.

La regola LIATE guida la scelta di uuu nell’integrazione per parti. Significa Logaritmi, Inverse trigonometriche, Algebriche, Trigonometriche, Esponenziali.

LIATE=Logaritmiche, Inverse trigonometriche, Algebriche, Trigonometriche, Esponenziali\text{LIATE} = \text{Logaritmiche, Inverse trigonometriche, Algebriche, Trigonometriche, Esponenziali}LIATE=Logaritmiche, Inverse trigonometriche, Algebriche, Trigonometriche, Esponenziali

Per esempio, in ∫xln⁡(x) dx\int x\ln(x)\,dx∫xln(x)dx si sceglie u=ln⁡(x)u=\ln(x)u=ln(x) e dv=x dxdv=x\,dxdv=xdx, perché i logaritmi precedono le funzioni algebriche nella lista.

La sostituzione trigonometrica si usa per eliminare radicali del tipo a2−x2\sqrt{a^2-x^2}a2−x2​ o a2+x2\sqrt{a^2+x^2}a2+x2​. Si sceglie una sostituzione con seno, coseno o tangente.

x=asin⁡θoppurex=atan⁡θx=a\sin\theta \quad \text{oppure} \quad x=a\tan\thetax=asinθoppurex=atanθ

Per esempio, se compare a2−x2\sqrt{a^2-x^2}a2−x2​, si pone spesso x=asin⁡θx=a\sin\thetax=asinθ, perché allora il radicale diventa acos⁡θa\cos\thetaacosθ.

Sì, per le funzioni razionali spesso si usa prima la scomposizione in fratti semplici, cioè la decomposizione in somme di frazioni più semplici.

P(x)Q(x)=∑iAi(x−ai)k+⋯\frac{P(x)}{Q(x)} = \sum_i \frac{A_i}{(x-a_i)^k} + \cdotsQ(x)P(x)​=i∑​(x−ai​)kAi​​+⋯

Per esempio, un integrale razionale può diventare una somma di integrali elementari dopo la decomposizione. In questo modo si riduce il problema a casi noti.


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