Il lavoro di una forza è una grandezza scalare che misura l’effetto della forza sullo spostamento. Dipende dall’intensità della forza, dallo spostamento e dall’angolo tra essi.
| Grandezza | Simbolo | Formula | Unità SI |
|---|---|---|---|
| Lavoro | |||
| Forza | |||
| Spostamento | |||
| Angolo tra forza e spostamento | o rad | ||
| Componente parallela | con | ||
| Lavoro motore | |||
| Lavoro resistente | |||
| Lavoro nullo | |||
| Unità di misura | |||
| Piano inclinato |
In fisica il lavoro, cioè la quantità che misura quanto una forza trasferisce energia a un corpo durante uno spostamento, serve a descrivere effetti concreti del moto.
Si osserva che non basta conoscere solo la forza. Conta anche lo spostamento e conta la direzione relativa tra i due vettori.
Pensala come una spinta su una valigia. Se la spinta va nella direzione del movimento, l'effetto è massimo. Se invece è laterale, l'effetto utile si annulla.
Per questo si definisce il lavoro come il prodotto tra forza, spostamento e coseno dell'angolo tra i due vettori.
Nel Sistema Internazionale il lavoro si misura in joule, cioè in . Un esempio è .
Il segno del lavoro dipende dall'angolo tra forza e spostamento. Questa idea permette di capire se la forza aiuta, ostacola oppure non modifica l'energia del moto.
Si parla di lavoro motore quando la forza ha una componente nello stesso verso dello spostamento.
Un esempio è una forza di che produce uno spostamento di con . Si ottiene .
Si parla di lavoro resistente quando la forza ha verso opposto, almeno in parte, rispetto allo spostamento.
Un esempio è una forza di attrito di lungo uno spostamento di con . Si ottiene .
Il lavoro è nullo quando la forza è perpendicolare allo spostamento.
Un esempio è una forza di applicata in modo verticale mentre il corpo si sposta orizzontalmente di . Si ha .
Su un piano inclinato non si usa tutta la forza per il moto lungo il piano. Serve solo la componente parallela, cioè la parte della forza diretta lungo la traiettoria.
Si scompone quindi il peso nelle sue componenti. La componente parallela vale , dove è l'angolo del piano.
Per esempio, con massa , angolo e spostamento , si ha e quindi .
Questa scomposizione è utile perché il moto avviene lungo il piano, non lungo la direzione del peso totale.
[IMMAGINE: Diagramma di un piano inclinato con blocco su un piano di angolo alfa. Indicare il peso P verso il basso, la componente parallela P|| lungo il piano, la componente perpendicolare P⊥, la forza di attrito opposta al moto e lo spostamento s lungo il piano.]
Il coseno compare perché conta solo la parte della forza allineata allo spostamento. La forza può essere vista come una freccia inclinata, e solo la sua ombra sullo spostamento produce lavoro.
Per esempio, con e , la componente utile vale .
Allora il lavoro diventa . Questa scrittura è equivalente alla formula iniziale.
Un esempio numerico conferma l'equivalenza. Con , e , si ottiene .
L'unità di misura del lavoro è il joule, cioè il lavoro compiuto da una forza di lungo uno spostamento di quando forza e spostamento sono paralleli.
Per esempio, una forza di applicata per produce .
Si osserva infine che il lavoro dipende dalla forza esterna considerata. In uno stesso problema possono comparire lavori diversi per forze diverse.
Si consideri una forza di 20 N applicata a un carrello per 6 m, con angolo di 30° rispetto al moto.
Si sostituiscono i dati:
Poiché , si ottiene .
Il risultato è positivo, quindi il lavoro è motore.
Il lavoro, cioè la grandezza che misura il trasferimento di energia dovuto a una forza, si calcola con la forza, lo spostamento e l'angolo tra essi.
In questa formula, è il lavoro, è il modulo della forza, è lo spostamento e è l'angolo tra forza e spostamento.
L'unità di misura del lavoro è il joule, cioè l'unità del Sistema Internazionale per l'energia trasferita. Si scrive e coincide con .
Si consideri una forza di 10 N applicata per 4 m nella stessa direzione dello spostamento.
Si ottiene . Il lavoro è positivo, quindi è motore.
Il lavoro motore, cioè il lavoro positivo, si ha quando la forza ha una componente concorde con lo spostamento. Questo accade per .
In un caso numerico, con , e , si ha .
Si considerino una forza di 20 N, uno spostamento di 3 m e un angolo di 60°.
Poiché , il risultato è .
Il lavoro resistente, cioè il lavoro negativo, si ha quando la forza si oppone al moto. Questo accade per .
Se , e , si ottiene .
Si considerino una forza di 15 N, uno spostamento di 2 m e un angolo di 120°.
Poiché , il lavoro vale . Il segno negativo indica un'azione resistente.
Il lavoro nullo, cioè il lavoro uguale a zero, si ha quando la forza è perpendicolare allo spostamento. In tal caso e .
Per esempio, con e , se la forza è perpendicolare al moto, il lavoro resta nullo: .
Si considerino una forza di 12 N e uno spostamento di 5 m, con direzioni perpendicolari.
Poiché il coseno vale zero, si ottiene .
Sul piano inclinato, cioè una superficie inclinata rispetto all'orizzontale, si considera la componente della forza parallela al piano. Se la forza peso è coinvolta, conta la componente lungo il piano.
Qui è la componente parallela, è il modulo della forza e è l'angolo con il piano. Se e , si ha circa .
Si consideri una forza di 50 N che forma un angolo di 37° con il piano inclinato.
Poiché , la componente parallela vale circa . Il lavoro si calcola poi con .
Una forma inversa utile è , cioè la forza si ricava dividendo il lavoro per lo spostamento e per il coseno dell'angolo.
Per esempio, se , e , allora .
Si conoscono il lavoro, lo spostamento e l'angolo, ma non la forza.
Poiché , si ottiene .
Calcolare il lavoro di una forza di che sposta un carrello di nella stessa direzione della forza.
[IMMAGINE: Carrello su piano orizzontale con forza F = 50 N verso destra e spostamento s = 4 m verso destra; angolo θ = 0° indicato tra forza e spostamento.]
Si individuano i dati: , e . L'incognita è il lavoro .
Si usa la formula del lavoro di una forza costante. Il lavoro dipende dalla componente della forza lungo lo spostamento.
Si sostituiscono i valori. Poiché , il prodotto resta invariato.
Il risultato finale è positivo perché forza e spostamento hanno lo stesso verso.
Errore comune: dimenticare il coseno dell'angolo e moltiplicare solo forza e spazio.
Determinare il lavoro di una forza di che agisce su uno spostamento di formando un angolo di con lo spostamento.
[IMMAGINE: Vettore spostamento s verso destra e forza F inclinata di 120° rispetto a s; indicare che l'angolo è ottuso e il lavoro risulta negativo.]
Si hanno i dati: , e . Si cerca .
Si osserva che l'angolo è maggiore di . Il coseno è quindi negativo, e il lavoro è resistente.
Si sostituisce il valore del coseno. Si usa .
Il lavoro è resistente perché il segno è negativo.
Errore comune: interpretare un angolo ottuso come se producesse lavoro positivo.
Calcolare il lavoro della forza peso su un corpo che si muove orizzontalmente di , sapendo che il peso è verticale.
[IMMAGINE: Blocco che scorre orizzontalmente verso destra; peso verticale verso il basso; indicare angolo θ = 90° tra peso e spostamento.]
Si considerano i dati geometrici del problema. Lo spostamento è orizzontale, mentre la forza peso è verticale.
L'angolo tra forza e spostamento è . Questa è la situazione tipica di lavoro nullo.
Si sostituisce il valore del coseno. Poiché , il prodotto annulla il lavoro.
Il lavoro è nullo perché la forza non ha componente lungo lo spostamento.
Errore comune: confondere una forza presente con un lavoro non nullo.
Una cassa di massa sale su un piano inclinato lungo con angolo di . Si calcoli il lavoro della forza peso.
[IMMAGINE: Piano inclinato di 30° con cassa che sale lungo il piano; peso verticale verso il basso; s lungo il piano; evidenziare la componente del peso parallela al piano.]
Si analizzano i dati: , , . Si cerca il lavoro del peso .
Sul piano inclinato conta la componente del peso parallela al piano. Essa vale .
Si calcola prima il peso. Con , si ottiene:
La componente parallela vale:
Poiché il moto è verso l'alto e il peso è verso il basso, il lavoro della forza peso è negativo.
Il risultato finale è resistente perché il peso si oppone al moto lungo il piano.
Errore comune: usare il peso intero invece della sola componente parallela al piano inclinato.
Dire che il lavoro è sempre uguale alla forza moltiplicata per lo spostamento.
Il lavoro si calcola con , dove conta anche l’angolo tra forza e spostamento.
L’errore nasce quando si ignora la direzione della forza. Se la forza non è parallela allo spostamento, solo la componente lungo lo spostamento produce lavoro.
Pensare che il lavoro sia nullo solo quando la forza è zero.
Il lavoro è nullo anche quando la forza è perpendicolare allo spostamento, cioè per .
In questo caso , quindi il prodotto finale vale zero. Si osserva spesso nel moto su traiettorie con forze laterali.
Scrivere che l’unità di misura del lavoro è il newton.
L’unità di misura del lavoro è il joule, cioè .
Il newton misura la forza, non il lavoro. Il joule si ottiene combinando forza e spostamento, quindi va sempre distinto da .
Dire che se la forza forma un angolo con lo spostamento, il lavoro resta positivo per forza.
Il segno del lavoro dipende da : è positivo per e negativo per .
Quando l’angolo è ottuso, la forza tende a opporsi allo spostamento. In quel caso si parla di lavoro resistente, non motore.
Applicare sempre la forza totale nel piano inclinato senza scomporla.
Sul piano inclinato si usa la componente della forza parallela al piano, perché è quella che produce lavoro lungo lo spostamento.
Se si usa la forza sbagliata, il risultato diventa troppo grande. Conviene sempre individuare prima la direzione dello spostamento.
Confondere lavoro motore, resistente e nullo solo guardando il valore della forza.
Bisogna guardare l’angolo tra forza e spostamento e il segno di .
Una forza grande può produrre lavoro nullo se è perpendicolare al moto. Una forza piccola può invece produrre lavoro positivo se è ben orientata.
Il lavoro in fisica è l'energia trasferita da una forza quando provoca uno spostamento.
La forza è un'interazione, cioè un'azione capace di modificare il moto o la forma di un corpo.
Il lavoro è nullo quando la forza è perpendicolare allo spostamento, oppure quando lo spostamento è nullo.
In questi casi non c'è trasferimento di energia lungo la direzione del moto.
L'unità di misura del lavoro è il joule, cioè .
Un joule corrisponde al lavoro di una forza di che sposta il corpo di nella stessa direzione.
Il lavoro dipende dall'angolo tra forza e spostamento attraverso il coseno di quell'angolo.
Conta solo la componente della forza parallela allo spostamento.
Il lavoro è motore quando è positivo, resistente quando è negativo e nullo quando vale zero.
Se , allora . Se , allora .
Sul piano inclinato il lavoro si calcola usando la componente della forza parallela al piano.
La componente perpendicolare al piano non produce lavoro se non c'è spostamento in quella direzione.