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Impulso e quantità di moto

Moto, urti e conservazione

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Concetto chiave

Impulso e quantità di moto

La quantità di moto è una grandezza vettoriale che misura lo stato di moto di un corpo in relazione alla sua massa e alla sua velocità. L’impulso è l’effetto di una forza applicata per un intervallo di tempo e coincide con la variazione della quantità di moto.

p=mv\mathbf{p}=m\mathbf{v}p=mv
  • ✓Quantità di moto: grandezza vettoriale, unità kg·m/s.
  • ✓Impulso: J=F Δt\mathbf{J}=\mathbf{F}\,\Delta tJ=FΔt, unità N·s.
  • ✓Teorema dell’impulso: J=Δp\mathbf{J}=\Delta \mathbf{p}J=Δp.
  • ✓Conservazione: la somma delle quantità di moto resta costante se la forza esterna risultante è nulla.
  • ✓Urti: elastici conservano anche l’energia cinetica; anelastici no.

Schema rapido di impulso e quantità di moto

GrandezzaSimboloFormulaUnità SI
Quantità di motopppp=mvp = mvp=mvkg m/s\mathrm{kg\,m/s}kgm/s
ImpulsoJJJJ=F ΔtJ = F\,\Delta tJ=FΔtN s=kg m/s\mathrm{N\,s} = \mathrm{kg\,m/s}Ns=kgm/s
Teorema dell’impulsoΔp\Delta pΔpJ=ΔpJ = \Delta pJ=Δpkg m/s\mathrm{kg\,m/s}kgm/s
Conservazione della quantità di moto∑p\sum p∑p∑p=costante\sum p = \text{costante}∑p=costante se Festerna=0F_{\text{esterna}}=0Festerna​=0kg m/s\mathrm{kg\,m/s}kgm/s
Centro di massaRcmR_{cm}Rcm​Rcm=∑miri∑mi\displaystyle { R_{cm}=\dfrac{\sum m_i r_i}{\sum m_i} }Rcm​=∑mi​∑mi​ri​​m\mathrm{m}m
Urto elasticov1′,v2′v_1',v_2'v1′​,v2′​Si conserva ∑p\sum p∑p e anche l’energia cinetica—
Urto anelasticov1′,v2′v_1',v_2'v1′​,v2′​Si conserva ∑p\sum p∑p, non l’energia cinetica—

Approfondimento su impulso e quantità di moto

Il problema fisico di fondo è descrivere in modo compatto gli effetti di una forza quando agisce per un certo intervallo di tempo.

Si cerca quindi una grandezza che riassuma sia l'intensità della forza sia la durata dell'azione.

In meccanica, cioè lo studio del moto dei corpi e delle cause del moto, questa esigenza porta a definire quantità di moto e impulso.

p=mv\mathbf{p} = m\mathbf{v}p=mv

Per esempio, un corpo di massa 2 kg2\,\text{kg}2kg che si muove a 3 m/s3\,\text{m/s}3m/s ha quantità di moto di modulo 6 kg\cdotpm/s6\,\text{kg·m/s}6kg\cdotpm/s.

La quantità di moto, cioè la misura vettoriale dello stato di moto di un corpo, dipende sia dalla massa sia dalla velocità.

L'impulso, cioè l'effetto complessivo di una forza nel tempo, serve a collegare l'azione della forza alla variazione del moto.

J=F Δt\mathbf{J} = \mathbf{F}\,\Delta tJ=FΔt

Per esempio, una forza costante di 10 N10\,\text{N}10N applicata per 0,5 s0{,}5\,\text{s}0,5s produce un impulso di 5 N\cdotps5\,\text{N·s}5N\cdotps.

Le due grandezze hanno la stessa direzione e lo stesso verso della velocità e della forza, rispettivamente, quando il moto è rettilineo.

In forma più generale, si osserva che impulso e variazione di quantità di moto coincidono.

J=Δp=pf−pi\mathbf{J} = \Delta \mathbf{p} = \mathbf{p}_f - \mathbf{p}_iJ=Δp=pf​−pi​

Per esempio, se la quantità di moto passa da 4 kg\cdotpm/s4\,\text{kg·m/s}4kg\cdotpm/s a 9 kg\cdotpm/s9\,\text{kg·m/s}9kg\cdotpm/s, l'impulso vale 5 kg\cdotpm/s5\,\text{kg·m/s}5kg\cdotpm/s e ha anche unità N\cdotps\text{N·s}N\cdotps.


Quantità di moto: significato vettoriale

La quantità di moto, cioè la grandezza che descrive quanto un corpo è difficile da fermare, non dipende solo dalla velocità.

Conta anche la massa, perché un corpo più massiccio oppone maggiore resistenza a una variazione del moto.

p=mv\mathbf{p} = m\mathbf{v}p=mv

Per esempio, una pallina di 0,20 kg0{,}20\,\text{kg}0,20kg con velocità 5 m/s5\,\text{m/s}5m/s ha quantità di moto di modulo 1,0 kg\cdotpm/s1{,}0\,\text{kg·m/s}1,0kg\cdotpm/s.

Se la stessa pallina si muove nel verso opposto, il segno della quantità di moto cambia, perché si tratta di un vettore, cioè di una grandezza con modulo, direzione e verso.

  • Il modulo cresce se aumenta la massa.
  • Il modulo cresce se aumenta la velocità.
  • La direzione coincide con quella della velocità.

Per esempio, due corpi con massa diversa ma stessa velocità hanno quantità di moto diverse proprio per la diversa massa.


Impulso e teorema dell'impulso

L'impulso, cioè la misura dell'azione di una forza durante un intervallo di tempo, risponde alla domanda pratica su quanto il moto cambia.

Una forza grande per poco tempo può avere lo stesso effetto di una forza più piccola per più tempo.

J=F Δt\mathbf{J} = \mathbf{F}\,\Delta tJ=FΔt

Per esempio, una forza di 4 N4\,\text{N}4N applicata per 2 s2\,\text{s}2s produce lo stesso impulso di una forza di 8 N8\,\text{N}8N applicata per 1 s1\,\text{s}1s.

Il teorema dell'impulso, cioè il legame tra forza e variazione di quantità di moto, afferma che l'impulso totale coincide con la variazione di quantità di moto.

J=Δp\mathbf{J} = \Delta \mathbf{p}J=Δp

Per esempio, se un corpo passa da 2 kg\cdotpm/s2\,\text{kg·m/s}2kg\cdotpm/s a 7 kg\cdotpm/s7\,\text{kg·m/s}7kg\cdotpm/s, la variazione è 5 kg\cdotpm/s5\,\text{kg·m/s}5kg\cdotpm/s, quindi l'impulso vale 5 N\cdotps5\,\text{N·s}5N\cdotps.

Questa relazione è utile perché permette di studiare urti e spinte senza analizzare ogni istante del moto.


Conservazione della quantità di moto

La quantità di moto totale di un sistema, cioè la somma vettoriale delle quantità di moto di tutti i corpi, resta costante se l'impulso esterno totale è nullo.

In pratica, si conserva quando le forze esterne risultano trascurabili o si annullano tra loro.

∑p=costante\sum \mathbf{p} = \text{costante}∑p=costante

Per esempio, due pattinatori inizialmente fermi che si spingono tra loro si allontanano in versi opposti, ma la quantità di moto totale prima e dopo rimane nulla.

Se un sistema isolato, cioè un sistema senza effetto netto di forze esterne, cambia stato interno, la somma delle quantità di moto non cambia.

  • Le forze interne si compensano a coppie.
  • Le forze esterne hanno risultante nulla o trascurabile.
  • Il sistema può cambiare velocità dei singoli corpi, ma non la somma totale.

Per esempio, in uno scontro tra due carrelli su rotaia, il totale si conserva meglio che su una strada, perché gli attriti sono minori.


Urti: elastici e anelastici

Un urto, cioè un'interazione breve e intensa tra corpi, si studia spesso con la conservazione della quantità di moto.

Negli urti elastici si conservano sia la quantità di moto sia l'energia cinetica, cioè l'energia del moto.

∑pi=∑pf\sum \mathbf{p}_i = \sum \mathbf{p}_f∑pi​=∑pf​

Per esempio, due palle da biliardo di uguale massa possono scambiarsi velocità quasi senza perdita di energia cinetica.

Negli urti anelastici, cioè urti in cui parte dell'energia cinetica si trasforma in calore, suono o deformazione, la quantità di moto si conserva ma l'energia cinetica no.

Kf<KiK_f < K_iKf​<Ki​

Per esempio, due pezzi di plastilina che si scontrano possono restare uniti dopo l'urto.

Nel caso limite perfettamente anelastico, i corpi dopo l'urto hanno la stessa velocità finale.

Questo accade perché l'energia del moto si degrada, ma il bilancio della quantità di moto resta valido.


Urti centrali in una dimensione

Un urto centrale in una dimensione, cioè un urto lungo la stessa retta di moto, si descrive con due velocità iniziali e due velocità finali lungo lo stesso asse.

Il problema si risolve imponendo la conservazione della quantità di moto e, se l'urto è elastico, anche quella dell'energia cinetica.

m1v1+m2v2=m1v1′+m2v2′m_1 v_1 + m_2 v_2 = m_1 v_1' + m_2 v_2'm1​v1​+m2​v2​=m1​v1′​+m2​v2′​

Per esempio, se m1=1 kgm_1 = 1\,\text{kg}m1​=1kg, v1=4 m/sv_1 = 4\,\text{m/s}v1​=4m/s, m2=1 kgm_2 = 1\,\text{kg}m2​=1kg e v2=0 m/sv_2 = 0\,\text{m/s}v2​=0m/s, allora il totale iniziale vale 4 kg\cdotpm/s4\,\text{kg·m/s}4kg\cdotpm/s.

Per urti elastici unidimensionali, le velocità finali risultano dalla combinazione delle due condizioni di conservazione.

v1′=m1−m2m1+m2v1+2m2m1+m2v2v_1' = \frac{m_1-m_2}{m_1+m_2}v_1 + \frac{2m_2}{m_1+m_2}v_2v1′​=m1​+m2​m1​−m2​​v1​+m1​+m2​2m2​​v2​

v2′=2m1m1+m2v1+m2−m1m1+m2v2v_2' = \frac{2m_1}{m_1+m_2}v_1 + \frac{m_2-m_1}{m_1+m_2}v_2v2′​=m1​+m2​2m1​​v1​+m1​+m2​m2​−m1​​v2​

Per esempio, con masse uguali e una sola massa inizialmente in moto, il primo corpo si ferma e il secondo acquista la velocità iniziale del primo.

Queste formule sono valide solo lungo una stessa direzione e solo per urti elastici ideali.


Centro di massa

Il centro di massa, cioè il punto che rappresenta la distribuzione media della massa di un sistema, permette di descrivere il moto complessivo con una sola posizione.

Si può pensare a un corpo composto come se tutta la massa fosse concentrata lì per studiare il movimento globale.

Rcm=∑miri∑mi\mathbf{R}_{cm} = \frac{\sum m_i\mathbf{r}_i}{\sum m_i}Rcm​=∑mi​∑mi​ri​​

Per esempio, due masse di 2 kg2\,\text{kg}2kg e 3 kg3\,\text{kg}3kg poste rispettivamente in x1=0 mx_1 = 0\,\text{m}x1​=0m e x2=4 mx_2 = 4\,\text{m}x2​=4m hanno centro di massa in xcm=2,4 mx_{cm} = 2{,}4\,\text{m}xcm​=2,4m.

La posizione del centro di massa è più vicina alla massa maggiore, perché il peso della massa entra nel calcolo come coefficiente.

[IMMAGINE: Diagramma su asse orizzontale con due carrelli di masse m1 e m2, velocità v1 e v2 prima dell'urto, velocità v1' e v2' dopo l'urto, frecce dei vettori quantità di moto p1 e p2, punto del centro di massa R_cm segnato tra i due corpi, etichette chiare delle grandezze e versi di moto]

In sintesi, impulso e quantità di moto permettono di passare dalla descrizione delle forze alla descrizione globale del moto, specialmente negli urti.


Formule e proprietà

p=mvp = mvp=mv

La quantità di moto, cioè la grandezza vettoriale che misura lo stato di moto di un corpo, si definisce come prodotto tra massa e velocità.

In questa formula ppp è il vettore quantità di moto in kg\cdotpm/s\text{kg·m/s}kg\cdotpm/s, mmm è la massa in kg\text{kg}kg e vvv è la velocità in m/s\text{m/s}m/s.

Esempio — Calcolo della quantità di moto

Si consideri un corpo di massa 2 kg che si muove a 3 m/s.

Si sostituisce nella formula: p=mv=2⋅3p = mv = 2 \cdot 3p=mv=2⋅3.

p=6 kg\cdotpm/sp = 6\ \text{kg·m/s}p=6 kg\cdotpm/s

La quantità di moto ha modulo 6 kg·m/s e direzione uguale a quella di vvv.

J=F Δt=Δp\mathbf{J} = \mathbf{F}\,\Delta t = \Delta \mathbf{p}J=FΔt=Δp

L'impulso, cioè l'effetto di una forza applicata per un intervallo di tempo, coincide con la variazione della quantità di moto.

In questa relazione JJJ è l'impulso in N\cdotps\text{N·s}N\cdotps oppure in kg\cdotpm/s\text{kg·m/s}kg\cdotpm/s, FFF è la forza media in N\text{N}N, Δt\Delta tΔt è l'intervallo di tempo in s\text{s}s e Δp\Delta pΔp è la variazione di quantità di moto.

Esempio — Impulso di una forza costante

Si applichi una forza media di 10 N per 0,2 s.

Si calcola l'impulso: J=FΔt=10⋅0,2J = F\Delta t = 10 \cdot 0,2J=FΔt=10⋅0,2.

J=2 N\cdotpsJ = 2\ \text{N·s}J=2 N\cdotps

La quantità di moto varia di 2 kg·m/s nella direzione della forza.

∑p=costanteseFesterna=0\sum \mathbf{p} = \text{costante} \quad \text{se} \quad \mathbf{F}_{\text{esterna}} = 0∑p=costanteseFesterna​=0

La conservazione della quantità di moto, cioè l'uguaglianza della quantità di moto totale prima e dopo l'interazione, vale in assenza di forze esterne risultanti.

Se il sistema è isolato, si ha ∑piniziale=∑pfinale\sum \mathbf{p}_{\text{iniziale}} = \sum \mathbf{p}_{\text{finale}}∑piniziale​=∑pfinale​. La massa totale non basta da sola; conta la somma vettoriale delle quantità di moto.

Esempio — Sistema isolato con due corpi

Due corpi hanno quantità di moto iniziali opposte: 4 kg·m/s e -4 kg·m/s.

La somma iniziale è 000, quindi resta 0 anche dopo l'interazione se non agiscono forze esterne.

∑piniziale=4+(−4)=0\sum p_{\text{iniziale}} = 4 + (-4) = 0∑piniziale​=4+(−4)=0

Il totale si conserva, anche se le quantità di moto dei singoli corpi possono cambiare.

Rcm=∑miri∑miR_{\text{cm}} = \frac{\sum m_i r_i}{\sum m_i}Rcm​=∑mi​∑mi​ri​​

Il centro di massa, cioè il punto che descrive la distribuzione della massa del sistema, si calcola con media pesata delle posizioni.

In questa formula RcmR_{\text{cm}}Rcm​ è la posizione del centro di massa in m\text{m}m, mim_imi​ sono le masse dei corpi e rir_iri​ sono i vettori posizione in m\text{m}m.

Esempio — Centro di massa di due masse

Due masse di 2 kg e 1 kg si trovano rispettivamente in 0 m e 3 m.

Si calcola: Rcm=2⋅0+1⋅32+1\displaystyle { R_{cm} = \frac{2\cdot 0 + 1\cdot 3}{2+1} }Rcm​=2+12⋅0+1⋅3​.

Rcm=1 mR_{\text{cm}} = 1\ \text{m}Rcm​=1 m

Il centro di massa si trova a 1 m dall'origine, più vicino alla massa maggiore.

{m1v1+m2v2=m1v1′+m2v2′v1′=m1−m2m1+m2v1+2m2m1+m2v2v2′=2m1m1+m2v1+m2−m1m1+m2v2\begin{cases}m_1v_1+m_2v_2=m_1v_1'+m_2v_2'\\ v_1' = \frac{m_1-m_2}{m_1+m_2}v_1 + \frac{2m_2}{m_1+m_2}v_2\\ v_2' = \frac{2m_1}{m_1+m_2}v_1 + \frac{m_2-m_1}{m_1+m_2}v_2\end{cases}⎩⎨⎧​m1​v1​+m2​v2​=m1​v1′​+m2​v2′​v1′​=m1​+m2​m1​−m2​​v1​+m1​+m2​2m2​​v2​v2′​=m1​+m2​2m1​​v1​+m1​+m2​m2​−m1​​v2​​

Negli urti centrali in una dimensione, cioè negli urti lungo la stessa retta, si conserva la quantità di moto totale del sistema.

Le formule di v1′v_1'v1′​ e v2′v_2'v2′​ danno le velocità finali nell'urto elastico. Le grandezze sono in m/s\text{m/s}m/s.

Esempio — Urto elastico centrale tra masse uguali

Si considerino due masse uguali, con velocità iniziali 4 m/s e 0 m/s.

Sostituendo nelle formule si ottiene lo scambio delle velocità.

v1′=0 m/s,v2′=4 m/sv_1' = 0\ \text{m/s}, \qquad v_2' = 4\ \text{m/s}v1′​=0 m/s,v2′​=4 m/s

L'urto elastico tra masse uguali comporta uno scambio completo delle velocità.

Ec=12mv2E_{\text{c}} = \frac{1}{2}mv^2Ec​=21​mv2

Negli urti elastici, cioè negli urti in cui si conserva anche l'energia cinetica, vale sia la conservazione della quantità di moto sia quella di

EcE_{\text{c}}Ec​. Negli urti anelastici, cioè negli urti in cui una parte dell'energia cinetica si trasforma in altre forme, si conserva solo la quantità di moto totale.

Esempio — Riconoscere un urto anelastico

Due corpi si urtano e rimangono attaccati dopo l'urto.

La quantità di moto totale si conserva, ma l'energia cinetica diminuisce.

Ec, finale<Ec, inizialeE_{\text{c, finale}} < E_{\text{c, iniziale}}Ec, finale​<Ec, iniziale​

La trasformazione dell'energia indica un urto anelastico.


Esempi svolti

Esempio 1 — Impulso e variazione della quantità di moto

Calcolare l’impulso di una forza costante e la variazione di quantità di moto di un carrello.

[IMMAGINE: Carrello su piano orizzontale con forza orizzontale F verso destra applicata per Δt; indicare p iniziale, p finale e frecce vettoriali.]

Dati: F=12NF = 12 NF=12N costante, Δt=0,50sΔt = 0,50 sΔt=0,50s, massa del carrello m=3,0kgm = 3,0 kgm=3,0kg. Si cerca JJJ e ΔpΔpΔp.

Il metodo usa il teorema dell’impulso, cioè J=F⋅Δt=ΔpJ = F·Δt = ΔpJ=F⋅Δt=Δp. Si osserva che forza e intervallo di tempo sono noti.

J=F Δt=12⋅0,50=6,0 N sJ = F\,\Delta t = 12\cdot 0,50 = 6,0\ \text{N s}J=FΔt=12⋅0,50=6,0 N s

La variazione di quantità di moto vale quindi Δp=6,0kg⋅m/sΔp = 6,0 kg·m/sΔp=6,0kg⋅m/s, con lo stesso verso della forza.

Il risultato finale è 6,0 N·s per l’impulso e 6,0 kg·m/s per la variazione di quantità di moto.

Errore comune: dimenticare che impulso e quantità di moto sono grandezze vettoriali e hanno verso.

Esempio 2 — Conservazione della quantità di moto in un urto perfettamente anelastico

Determinare la velocità comune dopo un urto in cui due corpi restano uniti.

[IMMAGINE: Due carrelli su binario: m1 con velocità iniziale v1 verso destra, m2 fermo; dopo l’urto i due carrelli uniti con velocità v' verso destra.]

Dati: m1=2,0kgm₁ = 2,0 kgm1​=2,0kg, v1=4,0m/sv₁ = 4,0 m/sv1​=4,0m/s, m2=3,0kgm₂ = 3,0 kgm2​=3,0kg, v2=0v₂ = 0v2​=0. Si cerca la velocità finale v′v'v′.

Si applica la conservazione della quantità di moto, cioè piniziale=pfinalep iniziale = p finalepiniziale=pfinale, perché le forze esterne sono trascurabili.

m1v1+m2v2=(m1+m2)v′m_1 v_1 + m_2 v_2 = (m_1+m_2)v'm1​v1​+m2​v2​=(m1​+m2​)v′

Sostituendo i valori si ottiene 2,0⋅4,0+3,0⋅0=5,0 v′2,0\cdot 4,0 + 3,0\cdot 0 = 5,0\,v'2,0⋅4,0+3,0⋅0=5,0v′.

8,0=5,0 v′⇒v′=1,6 m/s8,0 = 5,0\,v' \quad \Rightarrow \quad v' = 1,6\ \text{m/s}8,0=5,0v′⇒v′=1,6 m/s

La velocità finale è 1,6 m/s verso destra.

Errore comune: usare la conservazione dell’energia cinetica anche negli urti anelastici.

Esempio 3 — Urto elastico centrale tra due carrelli

Calcolare le velocità finali in un urto elastico centrale in una dimensione.

[IMMAGINE: Due carrelli su binario rettilineo: m1 a sinistra con v1 verso destra, m2 a destra con v2 verso sinistra; indicare le velocità finali v1' e v2'.]

Dati: m1=1,0kgm₁ = 1,0 kgm1​=1,0kg, m2=3,0kgm₂ = 3,0 kgm2​=3,0kg, v1=5,0m/sv₁ = 5,0 m/sv1​=5,0m/s, v2=1,0m/sv₂ = 1,0 m/sv2​=1,0m/s verso sinistra, cioè v2=−1,0m/sv₂ = -1,0 m/sv2​=−1,0m/s.

Si usa il sistema di riferimento con verso positivo verso destra. In un urto elastico si conservano quantità di moto ed energia cinetica.

v1′=m1−m2m1+m2v1+2m2m1+m2v2v_1' = \frac{m_1-m_2}{m_1+m_2}v_1 + \frac{2m_2}{m_1+m_2}v_2v1′​=m1​+m2​m1​−m2​​v1​+m1​+m2​2m2​​v2​

v2′=2m1m1+m2v1+m2−m1m1+m2v2v_2' = \frac{2m_1}{m_1+m_2}v_1 + \frac{m_2-m_1}{m_1+m_2}v_2v2′​=m1​+m2​2m1​​v1​+m1​+m2​m2​−m1​​v2​

Sostituendo si ottiene v1′=−3,0m/sv₁' = -3,0 m/sv1′​=−3,0m/s e v2′=3,0m/sv₂' = 3,0 m/sv2′​=3,0m/s.

Il risultato finale è simmetrico rispetto al verso scelto: il primo carrello inverte il moto.

Errore comune: non assegnare il segno negativo alla velocità iniziale verso sinistra.

Esempio 4 — Centro di massa di due masse puntiformi

Determinare la posizione del centro di massa di due corpi su una retta.

[IMMAGINE: Retta orizzontale con due masse m1 in x1=0 m e m2 in x2=4 m; indicare il punto R_cm tra le due masse.]

Dati: m1=2,0kgm₁ = 2,0 kgm1​=2,0kg in x1=0mx₁ = 0 mx1​=0m, m2=6,0kgm₂ = 6,0 kgm2​=6,0kg in x2=4,0mx₂ = 4,0 mx2​=4,0m. Si cerca xcmx_cmxc​m.

Il metodo usa la formula del centro di massa, cioè la media pesata delle posizioni.

xcm=m1x1+m2x2m1+m2x_{cm} = \frac{m_1x_1+m_2x_2}{m_1+m_2}xcm​=m1​+m2​m1​x1​+m2​x2​​

Si sostituisce: xcm=(2,0⋅0+6,0⋅4,0)/(2,0+6,0)x_cm = (2,0\cdot 0 + 6,0\cdot 4,0)/(2,0+6,0)xc​m=(2,0⋅0+6,0⋅4,0)/(2,0+6,0).

xcm=24,08,0=3,0 mx_{cm} = \frac{24,0}{8,0} = 3,0\ \text{m}xcm​=8,024,0​=3,0 m

Il centro di massa è in 3,0 m dall’origine, quindi più vicino alla massa maggiore.

Errore comune: fare la media aritmetica semplice senza pesare le posizioni con le masse.


Errori comuni

✗

Scrivere che la quantità di moto è m+vm+vm+v.

✓

La quantità di moto è p=mvp = mvp=mv.

La grandezza dipende da massa e velocità insieme. L'errore nasce dal confondere prodotto e somma.

✗

Trattare la quantità di moto come una grandezza scalare.

✓

La quantità di moto è un vettore, cioè ha modulo, direzione e verso.

La direzione coincide con quella della velocità. Questo conta molto negli urti e nelle somme tra più corpi.

✗

Dire che l'impulso è sempre uguale a FFF o a mmm.

✓

L'impulso si calcola con J=F ΔtJ = F\,\Delta tJ=FΔt e vale anche J=ΔpJ = \Delta pJ=Δp.

L'impulso dipende sia dalla forza sia dal tempo di applicazione. Per questo una forza piccola può dare un grande impulso se agisce a lungo.

✗

Usare solo la forza senza il tempo, scrivendo J=FJ = FJ=F.

✓

Si deve usare J=F ΔtJ = F\,\Delta tJ=FΔt se la forza è costante.

La forza da sola non basta. Serve anche l'intervallo temporale, cioè il tempo durante il quale la forza agisce.

✗

Credere che la quantità di moto si conservi sempre.

✓

La quantità di moto totale si conserva solo se la risultante delle forze esterne è nulla.

In un sistema isolato, cioè senza azioni esterne apprezzabili, vale ∑p=costante\sum p = \text{costante}∑p=costante. Se agiscono forze esterne, la quantità di moto può cambiare.

✗

Confondere impulso e quantità di moto come se fossero la stessa cosa.

✓

La quantità di moto è p=mvp = mvp=mv, mentre l'impulso è J=F Δt=ΔpJ = F\,\Delta t = \Delta pJ=FΔt=Δp.

Le due grandezze hanno la stessa unità di misura, ma significato diverso. La quantità di moto descrive lo stato di moto, l'impulso descrive una variazione.


Domande frequenti

La quantità di moto, cioè il prodotto tra massa e velocità, è una grandezza vettoriale che descrive lo stato di moto di un corpo.

p=mv\mathbf{p}=m\mathbf{v}p=mv

Per esempio, se mmm = 2 kg e vvv = 3 m/s, allora ppp = 6 kg·m/s, con direzione e verso uguali a quelli di vvv.

L'impulso, cioè l'effetto di una forza agente per un certo intervallo di tempo, è una grandezza vettoriale che misura la variazione della quantità di moto.

J=F Δt=Δp\mathbf{J}=\mathbf{F}\,\Delta t=\Delta\mathbf{p}J=FΔt=Δp

Per esempio, se FFF = 10 N e Δt\Delta tΔt = 0{,}5 s, allora JJJ = 5 N·s.

Si osserva che 1 N·s è equivalente a 1 kg·m/s.Per esempio, 5 N·s corrispondono a 5 kg·m/s.

La quantità di moto si conserva quando la risultante delle forze esterne sul sistema è nulla o trascurabile.

∑p=costanteseFesterna=0\sum \mathbf{p}=\text{costante} \quad \text{se} \quad \mathbf{F}_{\text{esterna}}=0∑p=costanteseFesterna​=0

Per esempio, in due carrelli che si urtano su un piano quasi senza attrito, la quantità di moto totale prima e dopo l'urto resta la stessa.

Se agiscono forze esterne importanti, la conservazione non vale per il sistema considerato.

L'impulso si calcola moltiplicando la forza per l'intervallo di tempo in cui essa agisce.

J=F Δt\mathbf{J}=\mathbf{F}\,\Delta tJ=FΔt

Per esempio, con FFF = 8 N e Δt\Delta tΔt = 2 s, si ottiene JJJ = 16 N·s.

Se la forza cambia nel tempo, si usa l'area sotto il grafico forza-tempo.Per esempio, un triangolo di base 4 s e altezza 6 N dà impulso 12 N·s.

La differenza è che la quantità di moto descrive lo stato di moto, mentre l'impulso descrive la variazione di quello stato.

p=mvJ=Δp\mathbf{p}=m\mathbf{v}\qquad \mathbf{J}=\Delta\mathbf{p}p=mvJ=Δp

Per esempio, un corpo con mmm = 3 kg e vvv = 4 m/s ha ppp = 12 kg·m/s, mentre un impulso di 12 N·s può produrre una variazione equivalente di quantità di moto.

In sintesi, la quantità di moto è uno stato, mentre l'impulso è una causa del cambiamento.

Negli urti si conserva sempre la quantità di moto del sistema isolato, mentre l'energia cinetica si conserva solo negli urti elastici.

urto elastico: ∑p=costante,Ec=costante\text{urto elastico: } \sum \mathbf{p}=\text{costante}, \quad E_c=\text{costante}urto elastico: ∑p=costante,Ec​=costante

urto anelastico: ∑p=costante,Ec non si conserva\text{urto anelastico: } \sum \mathbf{p}=\text{costante}, \quad E_c\ \text{non si conserva}urto anelastico: ∑p=costante,Ec​ non si conserva

Per esempio, due palle che rimbalzano senza deformazioni permanenti possono approssimare un urto elastico.Se invece restano parzialmente unite, l'urto è anelastico.

Il centro di massa, cioè il punto che rappresenta la distribuzione della massa del sistema, è utile per descrivere il moto complessivo di più corpi.

Rcm=∑imiri∑imi\mathbf{R}_{cm}=\frac{\sum_i m_i\mathbf{r}_i}{\sum_i m_i}Rcm​=∑i​mi​∑i​mi​ri​​

Per esempio, per due masse di 2 kg e 4 kg poste a 1 m e 4 m dall'origine, si ha RcmR_{cm}Rcm​ = (2\cdot1+4\cdot4)/6 = 3 m.

Negli urti, il centro di massa si muove come se agissero solo le forze esterne sul sistema.


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