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Funzione composta e funzione inversa

Composizione e inversa di funzioni

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Concetto chiave

Funzione composta e funzione inversa

La funzione composta, cioè l’applicazione successiva di due funzioni, si ottiene sostituendo all’argomento di una funzione il valore prodotto dall’altra. La funzione inversa, cioè la funzione che annulla l’effetto di una funzione data, esiste solo quando la funzione è invertibile.

(f∘g)(x)=f(g(x))(f\circ g)(x)=f(g(x))(f∘g)(x)=f(g(x))
  • ✓Composizione: prima si applica g, poi f.
  • ✓Dominio: serve x nel dominio di g e g(x) nel dominio di f.
  • ✓Non commutativa: in generale f\circ g \neq g\circ f.
  • ✓Invertibilità: una funzione deve essere iniettiva, cioè strettamente monotona nei casi usuali.
  • ✓Inversa: f^{-1}(f(x))=x e il grafico è simmetrico rispetto a y=x.

Schema rapido di funzione composta e inversa

CasoCondizioneRisultato/Comportamento
Composizione f∘gf\circ gf∘gxxx appartiene al dominio di ggg e g(x)g(x)g(x) appartiene al dominio di fffSi calcola prima g(x)g(x)g(x), poi f(g(x))f(g(x))f(g(x))
Composizione g∘fg\circ fg∘fxxx appartiene al dominio di fff e f(x)f(x)f(x) appartiene al dominio di gggIn generale non coincide con f∘gf\circ gf∘g
Funzione inversa f−1f^{-1}f−1fff deve essere invertibile, quindi iniettiva su un dominio adattoSi ottiene una funzione che annulla l’effetto di fff
Invertibilitàfff è iniettiva; nei casi studiati, spesso strettamente monotonaA ogni valore di uscita corrisponde un solo ingresso
Grafico di f−1f^{-1}f−1Si scambiano ascisse e ordinateIl grafico è simmetrico rispetto alla retta y=xy=xy=x
Calcolo di f−1f^{-1}f−1Si pone y=f(x)y=f(x)y=f(x), si risolve per xxx e si scambiano le variabiliSi ricava l’espressione esplicita dell’inversa
Derivata dell’inversafff derivabile e f′(x)≠0f'(x)\neq 0f′(x)=0 nel punto considerato(f−1)′(y)=1f′(x)\displaystyle { \bigl(f^{-1}\bigr)'(y)=\dfrac{1}{f'(x)} }(f−1)′(y)=f′(x)1​, con y=f(x)y=f(x)y=f(x)

Funzione composta e funzione inversa

La composizione di funzioni, cioè l’operazione che applica una funzione sul risultato di un’altra, serve a descrivere processi in più fasi.

Si osserva spesso in fisica, in economia e in geometria. Un dato entra in un primo passaggio, poi nel successivo, fino all’uscita finale.

La funzione inversa, cioè la funzione che annulla l’effetto di un’altra, serve invece a tornare al dato di partenza.

In questa sezione si studiano il significato operativo, il dominio, l’ordine di composizione e il metodo per costruire l’inversa.


Cos’è la funzione composta

Si immagina una macchina a due stadi. Il primo trasforma l’ingresso, e il secondo lavora sul risultato ottenuto.

Per questo motivo si definisce la funzione composta come (f∘g)(x)=f(g(x))(f\circ g)(x) = f(g(x))(f∘g)(x)=f(g(x)). Prima si applica ggg, poi si applica fff.

(f∘g)(x)=f(g(x))(f\circ g)(x) = f(g(x))(f∘g)(x)=f(g(x))

Per esempio, si prendano g(x)=x+2g(x)=x+2g(x)=x+2 e f(x)=x2f(x)=x^2f(x)=x2. Allora (f∘g)(3)=f(5)=25(f\circ g)(3)=f(5)=25(f∘g)(3)=f(5)=25.

Lo stesso calcolo, scritto in modo completo, dà: prima g(3)=5g(3)=5g(3)=5, poi f(5)=25f(5)=25f(5)=25. Il risultato finale è 252525.


Dominio della funzione composta

Il dominio della composta non coincide sempre con quello di entrambe le funzioni. Si devono rispettare due controlli in sequenza.

Si parte dai valori ammessi per ggg. Poi si conserva solo ciò che produce un valore ammesso anche per fff.

Df∘g={x∈Dg∣g(x)∈Df}D_{f\circ g} = \{x\in D_g \mid g(x)\in D_f\}Df∘g​={x∈Dg​∣g(x)∈Df​}

Per esempio, si considerino g(x)=x−1g(x)=\sqrt{x-1}g(x)=x−1​ e f(x)=1x\displaystyle { f(x)=\frac{1}{x} }f(x)=x1​.

Si ha x−1≥0x-1\ge 0x−1≥0, quindi x≥1x\ge 1x≥1. Inoltre serve x−1≠0\sqrt{x-1}\ne 0x−1​=0, quindi x≠1x\ne 1x=1.

Il dominio della composta risulta dunque x>1x>1x>1. Per esempio, con x=4x=4x=4, si ottiene g(4)=3g(4)=\sqrt{3}g(4)=3​ e f(g(4))=13\displaystyle { f(g(4))=\frac{1}{\sqrt{3}} }f(g(4))=3​1​.


L’ordine della composizione

La composizione non è commutativa, cioè non cambia in generale se si scambia l’ordine delle funzioni.

Questo accade perché il secondo passaggio riceve un valore già trasformato. Cambiando l’ordine, cambia anche il significato del calcolo.

f∘g≠g∘fin generalef\circ g \ne g\circ f \quad \text{in generale}f∘g=g∘fin generale

Per esempio, si prendano f(x)=x+1f(x)=x+1f(x)=x+1 e g(x)=x2g(x)=x^2g(x)=x2.

Si calcola (f∘g)(2)=f(4)=5(f\circ g)(2)=f(4)=5(f∘g)(2)=f(4)=5; invece (g∘f)(2)=g(3)=9(g\circ f)(2)=g(3)=9(g∘f)(2)=g(3)=9. I risultati sono diversi.

L’ordine conta perché prima si modifica l’ingresso con una funzione, poi si applica l’altra al nuovo valore ottenuto.


Cos’è la funzione inversa

La funzione inversa è il procedimento che riporta indietro il valore prodotto da una funzione.

Si può pensare a un’operazione di annullamento. Se una funzione sposta un punto, la sua inversa lo riporta alla posizione iniziale.

Formalmente, una funzione f−1f^{-1}f−1 è inversa di fff se vale f−1(f(x))=xf^{-1}(f(x))=xf−1(f(x))=x.

f−1(f(x))=xf^{-1}(f(x)) = xf−1(f(x))=x

Per esempio, se f(x)=2x+3f(x)=2x+3f(x)=2x+3, allora si cerca una regola che tolga prima il 3 e poi divida per 2.

Si ottiene f−1(x)=x−32\displaystyle { f^{-1}(x)=\frac{x-3}{2} }f−1(x)=2x−3​. Infatti f−1(f(4))=f−1(11)=4f^{-1}(f(4))=f^{-1}(11)=4f−1(f(4))=f−1(11)=4.


Quando una funzione è invertibile

Una funzione è invertibile, cioè possiede una funzione inversa, quando ogni valore di uscita corrisponde a uno e un solo valore di ingresso.

In pratica, la funzione deve essere iniettiva, cioè deve associare uscite diverse a ingressi diversi.

f(x1)=f(x2)⇒x1=x2f(x_1)=f(x_2) \Rightarrow x_1=x_2f(x1​)=f(x2​)⇒x1​=x2​

Per esempio, se f(x)=x3f(x)=x^3f(x)=x3, allora valori diversi di xxx danno valori diversi di f(x)f(x)f(x). La funzione è invertibile.

Se invece f(x)=x2f(x)=x^2f(x)=x2 su tutto R\mathbb{R}R, allora f(2)=f(−2)=4f(2)=f(-2)=4f(2)=f(−2)=4. In questo caso l’inversa non esiste su tutto il dominio reale.

Per le funzioni studiate a scuola, la monotonia stretta, cioè il crescere o il decrescere senza inversioni, garantisce l’invertibilità.


Come si trova la funzione inversa

Il metodo nasce da un’idea semplice. Si scrive l’equazione y=f(x)y=f(x)y=f(x) e si scambiano i ruoli di xxx e yyy.

Poi si risolve la nuova equazione per ottenere yyy. La formula finale è la funzione inversa.

y=f(x)  ⇒  x=f(y)  ⇒  y=f−1(x)y=f(x) \;\Rightarrow\; x=f(y) \;\Rightarrow\; y=f^{-1}(x)y=f(x)⇒x=f(y)⇒y=f−1(x)

Per esempio, si consideri f(x)=3x−6f(x)=3x-6f(x)=3x−6. Si pone y=3x−6y=3x-6y=3x−6.

Si scambiano le variabili: x=3y−6x=3y-6x=3y−6. Poi si risolve: 3y=x+63y=x+63y=x+6, quindi y=x+63\displaystyle { y=\frac{x+6}{3} }y=3x+6​.

Si ottiene così f−1(x)=x+63\displaystyle { f^{-1}(x)=\frac{x+6}{3} }f−1(x)=3x+6​. La verifica dà f−1(f(2))=2f^{-1}(f(2))=2f−1(f(2))=2.

[IMMAGINE: Diagramma con due assi cartesiani affiancati. A sinistra il grafico di f e a destra quello di f⁻¹, simmetrici rispetto alla retta y = x. Etichette visibili: punti A(x, f(x)) e A'(f(x), x), retta y = x, frecce di riflessione.]

Il grafico dell’inversa si ottiene riflettendo quello di fff rispetto alla retta y=xy=xy=x. Ogni punto scambia le coordinate con il suo corrispondente.

Questo fatto spiega anche perché il dominio e il codominio si scambiano. I valori in ingresso della funzione diventano valori in uscita dell’inversa.

Per esempio, se f(3)=7f(3)=7f(3)=7, allora sull’inversa vale f−1(7)=3f^{-1}(7)=3f−1(7)=3.


Derivata della funzione inversa

La derivata dell’inversa descrive la rapidità con cui l’inversa cambia al variare dell’ingresso.

La relazione nasce dal fatto che le due funzioni si annullano a vicenda. Derivando l’identità f−1(f(x))=xf^{-1}(f(x))=xf−1(f(x))=x si ottiene una formula utile.

(f−1)′(f(x)) f′(x)=1(f^{-1})'(f(x))\,f'(x)=1(f−1)′(f(x))f′(x)=1

Da questa identità segue la forma più nota: (f−1)′(y)=1f′(x)\displaystyle { (f^{-1})'(y)=\frac{1}{f'(x)} }(f−1)′(y)=f′(x)1​, dove y=f(x)y=f(x)y=f(x).

(f−1)′(y)=1f′(x)(f^{-1})'(y)=\frac{1}{f'(x)}(f−1)′(y)=f′(x)1​

Per esempio, se f(x)=x3f(x)=x^3f(x)=x3, allora f′(x)=3x2f'(x)=3x^2f′(x)=3x2. Nel punto x=2x=2x=2, si ha f′(2)=12f'(2)=12f′(2)=12.

Poiché f(2)=8f(2)=8f(2)=8, risulta (f−1)′(8)=112\displaystyle { (f^{-1})'(8)=\frac{1}{12} }(f−1)′(8)=121​.

Questa formula è utile quando si conosce la derivata di fff e si vuole studiare l’inversa senza ricostruirla ogni volta da zero.

La composizione e l’inversa sono due idee complementari. La prima costruisce un percorso a tappe, la seconda lo percorre all’indietro.


Formule e proprietà

(f∘g)(x)=f(g(x))(f\circ g)(x)=f(g(x))(f∘g)(x)=f(g(x))

La composizione di funzioni, cioè l'operazione che applica prima una funzione e poi l'altra, si legge da destra verso sinistra.

Si parte da xxx, si calcola g(x)g(x)g(x), poi si inserisce il risultato in fff.

Esempio — Calcolo di f∘g

Si considerino f(x)=x2f(x)=x^2f(x)=x2 e g(x)=x+1g(x)=x+1g(x)=x+1.

(f∘g)(x)=f(x+1)=(x+1)2(f\circ g)(x)=f(x+1)=(x+1)^2(f∘g)(x)=f(x+1)=(x+1)2

Per x=2x=2x=2 si ottiene (f∘g)(2)=9(f\circ g)(2)=9(f∘g)(2)=9.

Prima si aggiunge 1, poi si eleva al quadrato.

Dom⁡(f∘g)={x∈Dom⁡(g)∣g(x)∈Dom⁡(f)}\operatorname{Dom}(f\circ g)=\{x\in \operatorname{Dom}(g)\mid g(x)\in \operatorname{Dom}(f)\}Dom(f∘g)={x∈Dom(g)∣g(x)∈Dom(f)}

Il dominio, cioè l'insieme dei valori ammessi per la variabile, si ottiene imponendo due controlli.

  • Si deve avere xxx nel dominio di ggg.
  • Si deve avere g(x)g(x)g(x) nel dominio di fff.
  • I valori esclusi da ggg o da fff vanno eliminati.

Esempio — Dominio della composizione

Si considerino f(x)=xf(x)=\sqrt{x}f(x)=x​ e g(x)=x−3g(x)=x-3g(x)=x−3.

(f∘g)(x)=x−3(f\circ g)(x)=\sqrt{x-3}(f∘g)(x)=x−3​

Serve x−3≥0x-3\ge 0x−3≥0, quindi x≥3x\ge 3x≥3.

Il dominio è dunque [3,+∞)[3,+\infty)[3,+∞).

(f∘g)(x)≠(g∘f)(x)in generale(f\circ g)(x)\neq (g\circ f)(x) \quad \text{in generale}(f∘g)(x)=(g∘f)(x)in generale

La non commutatività, cioè il fatto che l'ordine conta, è una proprietà tipica della composizione.

Se si scambiano le funzioni, il risultato può cambiare valore o dominio.

Esempio — Ordine diverso, risultato diverso

Si prendano f(x)=x2f(x)=x^2f(x)=x2 e g(x)=x+1g(x)=x+1g(x)=x+1.

(f∘g)(x)=(x+1)2(g∘f)(x)=x2+1(f\circ g)(x)=(x+1)^2 \qquad (g\circ f)(x)=x^2+1(f∘g)(x)=(x+1)2(g∘f)(x)=x2+1

Per x=2x=2x=2 si ottiene 999 nel primo caso e 555 nel secondo.

Le due composizioni non coincidono.

f−1(f(x))=xf^{-1}(f(x))=xf−1(f(x))=x

La funzione inversa, cioè la funzione che annulla l'effetto di fff, riporta al valore iniziale.

L'inversa esiste solo se fff è iniettiva, cioè assume valori diversi per argomenti diversi.

Esempio — Verifica di una funzione inversa

Si consideri f(x)=2x+3f(x)=2x+3f(x)=2x+3.

f−1(x)=x−32f^{-1}(x)=\frac{x-3}{2}f−1(x)=2x−3​

Si verifica che f−1(f(4))=4f^{-1}(f(4))=4f−1(f(4))=4.

La composizione con l'inversa restituisce l'argomento iniziale.

se f eˋ strettamente monotona, allora eˋ invertibile\text{se } f \text{ è strettamente monotona, allora è invertibile}se f eˋ strettamente monotona, allora eˋ invertibile

La monotonia stretta, cioè crescita o decrescita sempre nello stesso verso, garantisce l'iniettività su un intervallo.

Per funzioni definite su intervalli, la monotonia stretta è una condizione pratica molto usata per riconoscere l'invertibilità.

Esempio — Funzione invertibile su un intervallo

Si consideri f(x)=x3f(x)=x^3f(x)=x3 su R\mathbb{R}R.

f−1(x)=x3f^{-1}(x)=\sqrt[3]{x}f−1(x)=3x​

Per x=8x=8x=8 si ha f−1(8)=2f^{-1}(8)=2f−1(8)=2.

La funzione cubica è strettamente crescente, quindi è invertibile.

y=f−1(x)  ⟺  x=f(y)y=f^{-1}(x) \iff x=f(y)y=f−1(x)⟺x=f(y)

Per trovare l'inversa, cioè la funzione che scambia ingresso e uscita, si risolvono i ruoli di xxx e yyy.

Dopo aver isolato yyy, si ottiene la legge dell'inversa.

Esempio — Come si trova la funzione inversa

Si parta da y=3x−6y=3x-6y=3x−6.

x=3y−6⇒y=x+63x=3y-6 \qquad \Rightarrow \qquad y=\frac{x+6}{3}x=3y−6⇒y=3x+6​

Si ottiene quindi f−1(x)=x+63\displaystyle { f^{-1}(x)=\frac{x+6}{3} }f−1(x)=3x+6​.

La verifica finale consiste nel comporre le due funzioni e ottenere xxx.

(f−1)′(y)=1f′(x)(f^{-1})'(y)=\frac{1}{f'(x)}(f−1)′(y)=f′(x)1​

La derivata dell'inversa, cioè il tasso di variazione della funzione inversa, è il reciproco della derivata della funzione originaria.

Il rapporto vale nei punti corrispondenti, con y=f(x)y=f(x)y=f(x), e richiede f′(x)≠0f'(x)\neq 0f′(x)=0.

Esempio — Derivata dell'inversa

Si consideri f(x)=x2f(x)=x^2f(x)=x2 con x>0x>0x>0.

f−1(x)=xe(f−1)′(x)=12xf^{-1}(x)=\sqrt{x} \qquad \text{e} \qquad (f^{-1})'(x)=\frac{1}{2\sqrt{x}}f−1(x)=x​e(f−1)′(x)=2x​1​

Per x=4x=4x=4 si ha (f−1)′(4)=14\displaystyle { (f^{-1})'(4)=\frac{1}{4} }(f−1)′(4)=41​.

Il risultato coincide con il reciproco della derivata di fff nel punto corrispondente.


Esempi svolti

Esempio 1 — Calcolo di una funzione composta

Calcolare (f∘g)(x)(f\circ g)(x)(f∘g)(x) sapendo che f(x)=x2−1f(x)=x^2-1f(x)=x2−1 e g(x)=2x+3g(x)=2x+3g(x)=2x+3.

Si cercano i dati delle due funzioni e si identifica l'ordine di composizione. Prima si applica gggepoisiapplicae poi si applicaepoisiapplicaf.

La composizione si definisce con la sostituzione di g(x)g(x)g(x) dentro fff.

(f∘g)(x)=f(g(x))=(2x+3)2−1(f\circ g)(x)=f(g(x))=(2x+3)^2-1(f∘g)(x)=f(g(x))=(2x+3)2−1

Si sviluppa il quadrato e si semplifica.

(2x+3)2−1=4x2+12x+9−1=4x2+12x+8(2x+3)^2-1=4x^2+12x+9-1=4x^2+12x+8(2x+3)2−1=4x2+12x+9−1=4x2+12x+8

Il risultato finale è (f∘g)(x)=4x2+12x+8(f\circ g)(x)=4x^2+12x+8(f∘g)(x)=4x2+12x+8.

Errore comune: invertire l'ordine e calcolare prima fffepoie poiepoig.

Esempio 2 — Dominio di una funzione composta

Determinare il dominio di (f∘g)(x)(f\circ g)(x)(f∘g)(x) con f(x)=x−1f(x)=\sqrt{x-1}f(x)=x−1​ e g(x)=x2−4g(x)=x^2-4g(x)=x2−4.

Si studiano i vincoli di definizione. La radice esiste solo se l'argomento è non negativo.

Si impone prima che g(x)g(x)g(x)appartengaaldominiodiappartenga al dominio diappartengaaldominiodif.

g(x)−1≥0g(x)-1\ge 0g(x)−1≥0

x2−4−1≥0x^2-4-1\ge 0x2−4−1≥0

x2≥5x^2\ge 5x2≥5

Si ottiene x≤−5x\le -\sqrt{5}x≤−5​ oppure x≥5x\ge \sqrt{5}x≥5​.

Il dominio è (−∞,−5]∪[5,+∞)(-\infty,-\sqrt5]\cup[\sqrt5,+\infty)(−∞,−5​]∪[5​,+∞).

Errore comune: usare solo il dominio di gggedimenticareilvincoloimpostodae dimenticare il vincolo imposto daedimenticareilvincoloimpostodaf.

Esempio 3 — Determinazione della funzione inversa

Trovare la funzione inversa di f(x)=3x−5f(x)=3x-5f(x)=3x−5.

Si verifica che la funzione è lineare con coefficiente angolare diverso da zero. Quindi è invertibile.

Si scrive l'equazione y=3x−5y=3x-5y=3x−5 e si risolve rispetto a xxx.

y=3x−5y=3x-5y=3x−5

y+5=3xy+5=3xy+5=3x

x=y+53x=\frac{y+5}{3}x=3y+5​

Scambiando le variabili si ottiene f−1(x)=x+53\displaystyle { f^{-1}(x)=\frac{x+5}{3} }f−1(x)=3x+5​.

Si controlla la composizione. f−1(f(x))=xf^{-1}(f(x))=xf−1(f(x))=x deve restituire la variabile iniziale.

f−1(f(x))=(3x−5)+53=xf^{-1}(f(x))=\frac{(3x-5)+5}{3}=xf−1(f(x))=3(3x−5)+5​=x

Il risultato finale è f−1(x)=x+53\displaystyle { f^{-1}(x)=\frac{x+5}{3} }f−1(x)=3x+5​.

Errore comune: non scambiare xxxeeey alla fine.

Esempio 4 — Verifica di invertibilità e confronto tra composizioni

Studiare se f(x)=x2f(x)=x^2f(x)=x2 è invertibile su R\mathbb{R}R e confrontare f∘gf\circ gf∘g con g∘fg\circ fg∘f per g(x)=x+1g(x)=x+1g(x)=x+1.

[IMMAGINE: Grafico della parabola y=x^2 e della retta y=x sullo stesso piano cartesiano, con evidenza della simmetria assente su tutto R e delle composizioni f∘g e g∘f annotate.]

Si osserva che x2x^2x2noneˋiniettivasunon è iniettiva sunoneˋiniettivasuR\mathbb{R}R, perché valori diversi possono dare la stessa immagine.

Per esempio, f(2)=4f(2)=4f(2)=4 e f(−2)=4f(-2)=4f(−2)=4.

Quindi la funzione non è invertibile su tutto R\mathbb{R}R.

(f∘g)(x)=f(x+1)=(x+1)2(f\circ g)(x)=f(x+1)=(x+1)^2(f∘g)(x)=f(x+1)=(x+1)2

(g∘f)(x)=g(x2)=x2+1(g\circ f)(x)=g(x^2)=x^2+1(g∘f)(x)=g(x2)=x2+1

Si vede che le due composizioni sono diverse, quindi la composizione non è commutativa in generale.

Errore comune: credere che f∘g=g∘ff\circ g=g\circ ff∘g=g∘f per ogni coppia di funzioni.

Il risultato finale è che f(x)=x2f(x)=x^2f(x)=x2noneˋinvertibilesunon è invertibile sunoneˋinvertibilesuR\mathbb{R}R e le composizioni differiscono.

Errore comune: dimenticare che l'invertibilità richiede iniettività.


Errori comuni

✗

Pensare che (f∘g)(x)=g(f(x))(f\circ g)(x)=g(f(x))(f∘g)(x)=g(f(x)).

✓

Si scrive (f∘g)(x)=f(g(x))(f\circ g)(x)=f(g(x))(f∘g)(x)=f(g(x)). Prima si applica ggg, poi fff.

L’ordine è decisivo nella composizione di funzioni, cioè nell’applicazione successiva di due regole. Lo scambio cambia, in generale, il risultato finale.

✗

Calcolare la composta senza controllare il dominio di ggg e di fff.

✓

Si impone che xxx appartenga al dominio di ggg e che g(x)g(x)g(x) appartenga al dominio di fff.

Il valore intermedio deve essere ammesso anche dalla seconda funzione. Se questo controllo manca, si ottiene una formula non valida per alcuni valori di xxx.

✗

Credere che una funzione inversa esista sempre per ogni funzione.

✓

Una funzione ha inversa solo se è invertibile, cioè se è iniettiva su un dominio opportuno.

L’invertibilità, cioè la possibilità di ricostruire univocamente l’input, richiede che valori diversi di partenza diano valori diversi in uscita. In molti casi serve anche restringere il dominio.

✗

Confondere l’inversa con il reciproco e scrivere, per esempio, f−1(x)=1f(x)\displaystyle { f^{-1}(x)=\frac{1}{f(x)} }f−1(x)=f(x)1​.

✓

L’inversa è la funzione che annulla l’effetto di fff, mentre il reciproco è solo il numero 1/f(x)1/f(x)1/f(x).

Le due idee sono diverse. L’inversa soddisfa f−1(f(x))=xf^{-1}(f(x))=xf−1(f(x))=x, quindi “annulla” la trasformazione, non prende il reciproco dei valori.

✗

Dimenticare di scambiare xxx e yyy quando si trova l’inversa da y=f(x)y=f(x)y=f(x).

✓

Si scrive y=f(x)y=f(x)y=f(x), poi si scambiano xxx e yyy, e infine si risolve per yyy.

Questo passaggio serve a isolare la nuova legge della funzione inversa. Senza lo scambio si rischia di ottenere ancora la funzione iniziale, non la sua inversa.

✗

Pensare che ogni funzione monotona abbia inversa su qualsiasi insieme di partenza.

✓

Si verifica che la funzione sia strettamente monotona nel dominio considerato, così risulta iniettiva e quindi invertibile.

La monotonia stretta, cioè crescenza o decrescenza senza tratti costanti, garantisce l’unicità dei valori di uscita. Se il dominio non è adatto, la funzione può non essere invertibile.


Domande frequenti

La funzione composta è una funzione ottenuta applicando prima una funzione e poi un'altra. Si scrive con il simbolo f∘gf\circ gf∘g e indica l'esecuzione in due passaggi.

(f∘g)(x)=f(g(x))(f\circ g)(x)=f(g(x))(f∘g)(x)=f(g(x))

Si calcola sostituendo g(x)g(x)g(x) al posto di xxx dentro fff. Prima si applica ggg, poi si applica fff.

La funzione inversa è la funzione che annulla l'effetto della funzione di partenza. Si indica con f−1f^{-1}f−1 e restituisce l'input iniziale.

f−1(f(x))=xf^{-1}(f(x))=xf−1(f(x))=x

Una funzione è invertibile quando è iniettiva, cioè quando a valori diversi di ingresso corrispondono valori diversi di uscita. In molte situazioni scolastiche basta che sia strettamente monotona.

Si trova scambiando xxx e yyy, poi si risolve l'equazione ottenuta rispetto a yyy.

y=f(x)  ⇒  x=f(y)  ⇒  y=f−1(x)y=f(x)\;\Rightarrow\; x=f(y)\;\Rightarrow\; y=f^{-1}(x)y=f(x)⇒x=f(y)⇒y=f−1(x)

No, in generale la composizione non è commutativa. Spesso f∘gf\circ gf∘g e g∘fg\circ fg∘f danno risultati diversi.

Il grafico della funzione inversa si ottiene riflettendo quello di fff rispetto alla retta y=xy=xy=x. I punti si scambiano di posto tra ascissa e ordinata.


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