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Fasci di rette

Fascio proprio e improprio

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Concetto chiave

Fasci di rette

Un fascio di rette è una famiglia di rette legate da una stessa relazione algebrica. Nel fascio proprio tutte le rette passano per uno stesso punto, detto centro; nel fascio improprio tutte le rette sono parallele.

r1+k r2=0r_1 + k\,r_2 = 0r1​+kr2​=0
  • ✓Centro: si trova risolvendo il sistema r_1=0, r_2=0.
  • ✓Fascio proprio: le rette si incontrano tutte in un punto fisso.
  • ✓Fascio improprio: le rette hanno la stessa direzione e non si incontrano.
  • ✓Retta del fascio: si impone una condizione, per esempio il passaggio per un punto.
  • ✓Retta esclusa: una delle due rette generatrici può comparire solo nel limite k\to\infty.

Schema rapido dei fasci di rette

ElementoProprietàFormula/Nota
Fascio proprio di retteFamiglia di rette passanti per uno stesso punto, detto centror1+k r2=0r_1+k\,r_2=0r1​+kr2​=0
Centro del fascio proprioSi ottiene risolvendo il sistema delle due rette generatrici{r1=0r2=0\begin{cases}r_1=0\\r_2=0\end{cases}{r1​=0r2​=0​
Fascio improprio di retteFamiglia di rette parallele tra loro; il centro è all’infinitor1+k r2=0r_1+k\,r_2=0r1​+kr2​=0 con coefficiente angolare comune
Retta generatrice esclusaLa seconda retta generatrice non appartiene al fascio come caso finitoCorrisponde al limite formale k→∞k\to\inftyk→∞
Retta del fascio con condizioneSi determina imponendo una condizione aggiuntiva, poi si calcola kkkEsempi: passaggio per un punto, perpendicolarità, parallelismo
Intersezione delle generatriciNel fascio proprio, tutte le rette passano per lo stesso puntoOgni retta del fascio contiene il centro
Differenza tra i due fasciNel fascio proprio le rette si incontrano; in quello improprio restano paralleleCentro finito nel primo caso, all’infinito nel secondo

Approfondimento sui fasci di rette

Un fascio di rette è una famiglia di rette collegata da un vincolo comune. Questo vincolo permette di trattare molte rette con un'unica espressione.

Si osserva che il problema pratico è sempre lo stesso: trovare rapidamente tutte le rette compatibili con una certa condizione geometrica.

L'idea è simile a una serie di binari che condividono un punto di partenza, oppure una direzione comune. Cambia il parametro, ma resta fisso il legame geometrico.

Nel piano cartesiano, un fascio serve per descrivere in modo compatto tutte le rette che passano per uno stesso punto, oppure tutte le rette parallele tra loro.

r1+k r2=0r_1 + k\,r_2 = 0r1​+kr2​=0

Ad esempio, se r1:x−y=0r_1: x-y=0r1​:x−y=0 e r2:x+y−2=0r_2: x+y-2=0r2​:x+y−2=0 , allora il fascio si scrive x−y+k(x+y−2)=0x-y+k(x+y-2)=0x−y+k(x+y−2)=0. Per k=2k=2k=2 si ottiene una retta precisa del fascio.

Per capire il fascio in profondità, si distinguono due casi: il fascio proprio e il fascio improprio. La differenza dipende dal fatto che le rette concorrano in un punto oppure risultino parallele.


Fascio proprio di rette

Il fascio proprio cioè la famiglia di rette che passano tutte per uno stesso punto fisso, nasce quando due rette non parallele si incontrano.

Quel punto comune si chiama centro del fascio, cioè il punto di intersezione condiviso da tutte le rette della famiglia.

Si rappresenta una retta del fascio come combinazione delle due rette generatrici. La combinazione lineare conserva il passaggio per il punto comune.

r1+k r2=0r_1 + k\,r_2 = 0r1​+kr2​=0

Ad esempio, dalle rette x−y=0x-y=0x−y=0 e x+y−2=0x+y-2=0x+y−2=0 si ottiene il fascio x−y+k(x+y−2)=0x-y+k(x+y-2)=0x−y+k(x+y−2)=0. Tutte le rette passano per il punto di intersezione delle due generatrici.

Per trovare il centro, si risolve il sistema formato dalle due equazioni delle rette generatrici. L'intersezione comune è il punto fisso del fascio.

{r1=0r2=0\begin{cases} r_1=0\\ r_2=0 \end{cases}{r1​=0r2​=0​

Ad esempio, con x−y=0x-y=0x−y=0 e x+y−2=0x+y-2=0x+y−2=0 si ottiene x=1x=1x=1 e y=1y=1y=1. Il centro è quindi C(1,1)C(1,1)C(1,1).

  • Le rette del fascio hanno un punto comune.
  • Le due generatrici devono essere non parallele.
  • Il centro si trova risolvendo il sistema delle due rette.
  • Ogni valore di kkk produce una retta diversa, salvo casi degeneri.

Fascio improprio di rette

Il fascio improprio cioè la famiglia di rette tutte parallele tra loro, compare quando il punto comune si sposta idealmente all'infinito.

In questo caso le rette hanno la stessa direzione, ma intercetta diversa. Il parametro serve a cambiare la posizione senza cambiare l'inclinazione.

ax+by+c+k=0ax+by+c+k=0ax+by+c+k=0

Ad esempio, le rette 2x−y+1=02x-y+1=02x−y+1=0 e 2x−y−3=02x-y-3=02x−y−3=0 generano un fascio improprio perché hanno gli stessi coefficienti di xxx e yyy. Cambia solo il termine noto.

Si può scrivere il fascio come 2x−y+λ=02x-y+ λ=02x−y+λ=0, dove λλλ varia e mantiene costante la direzione delle rette.

Ad esempio, per λ=1λ=1λ=1 si ottiene 2x−y+1=02x-y+1=02x−y+1=0. Per λ=−3λ=-3λ=−3 si ottiene 2x−y−3=02x-y-3=02x−y−3=0.

La distinzione tra fascio proprio e improprio è quindi geometrica. Nel primo caso il legame è un punto comune. Nel secondo caso il legame è una direzione comune.


Retta passante per l'intersezione di due rette

Si cerca spesso la retta del fascio che soddisfa una condizione aggiuntiva. L'obiettivo è selezionare una sola retta tra infinite possibilità.

La strategia è semplice: si scrive il fascio generale e poi si impone la condizione richiesta.

r1+k r2=0r_1 + k\,r_2 = 0r1​+kr2​=0

Se la condizione è il passaggio per un punto P(xP,yP)P(x_P,y_P)P(xP​,yP​), si sostituiscono le coordinate nella famiglia e si determina kkk.

Ad esempio, nel fascio x−y+k(x+y−2)=0x-y+k(x+y-2)=0x−y+k(x+y−2)=0 si vuole la retta passante per P(0,2)P(0,2)P(0,2). Si sostituisce il punto e si ottiene −2+2k=0-2+2k=0−2+2k=0, quindi k=1k=1k=1.

x−y+1(x+y−2)=0x-y+1(x+y-2)=0x−y+1(x+y−2)=0

2x−2=02x-2=02x−2=0

La retta richiesta è dunque x=1x=1x=1.

Se la condizione è la perpendicolarità, cioè l'essere ortogonale a una retta data, si usa il coefficiente angolare oppure il prodotto dei coefficienti direttori.

m1 m2=−1m_1\,m_2=-1m1​m2​=−1

Ad esempio, se una retta del fascio ha coefficiente angolare m1=2m_1=2m1​=2, la perpendicolare deve avere m2=−12m_2=-\frac12m2​=−21​.

  • Si scrive il fascio generale.
  • Si sostituisce la condizione geometrica richiesta.
  • Si risolve per il parametro kkk.
  • Si ottiene la retta unica cercata.

Retta esclusa e parametro infinito

Nel fascio scritto come r1+k r2=0r_1+k\,r_2=0r1​+kr2​=0 una delle due rette generatrici può sembrare assente come caso separato.

Si dice retta esclusa cioè la retta che non compare per alcun valore finito del parametro, ma si recupera nel limite del parametro all'infinito.

In pratica, scrivendo il fascio con una sola forma parametrica, una delle generatrici corrisponde al caso limite k→∞k\to\inftyk→∞.

Ad esempio, nel fascio x−y+k(x+y−2)=0x-y+k(x+y-2)=0x−y+k(x+y−2)=0 la retta x+y−2=0x+y-2=0x+y−2=0 si ottiene come generatrice del fascio, ma non come scelta diretta di un parametro finito nella forma normalizzata.

Per esempio, imponendo k=0k=0k=0 si trova x−y=0x-y=0x−y=0. La seconda retta riappare solo come caso limite della descrizione parametrica.

Questo aspetto serve a capire che il parametro non è solo un numero algebrico. Esso codifica anche la posizione limite di alcune rette del fascio.


Interpretazione geometrica e confronto finale

Il fascio proprio descrive una rotazione di rette attorno a un punto fisso. Il fascio improprio descrive uno scorrimento di rette parallele lungo il piano.

Si può immaginare il fascio proprio come un ventaglio aperto da un perno. Si può immaginare il fascio improprio come una pila di linee che mantengono sempre la stessa inclinazione.

Questa distinzione è fondamentale perché cambia il metodo di ricerca del centro e cambia il significato geometrico del parametro.

Nel fascio proprio il centro si trova con un sistema di due equazioni. Nel fascio improprio il centro non è un punto finito, ma una direzione comune.

[IMMAGINE: Piano cartesiano con due rette secanti r1 e r2 che si incontrano nel punto C; più rette del fascio proprio che ruotano attorno a C; a lato un secondo riquadro con tre rette parallele del fascio improprio. Etichette: r1, r2, C, k1, k2, direzione comune.]


Formule e proprietà

α+k β=0\alpha + k\,\beta = 0α+kβ=0

Questa è l’equazione del fascio di rette, cioè la famiglia di rette ottenuta combinando linearmente due rette dello stesso fascio.

Le rette di partenza si indicano con α\alphaα e β\betaβ. Il parametro kkk è reale e cambia la retta scelta all’interno della famiglia.

Esempio — Scrittura di un fascio con due rette date

Si considerino le rette x−y=0x-y=0x−y=0 e 2x+y−3=02x+y-3=02x+y−3=0.

(x−y)+k(2x+y−3)=0(x-y)+k(2x+y-3)=0(x−y)+k(2x+y−3)=0

Per k=0k=0k=0 si ottiene la prima retta. Per k=1k=1k=1 si ottiene 3x−3=03x-3=03x−3=0.

{r1=0r2=0\begin{cases}r_1=0\\r_2=0\end{cases}{r1​=0r2​=0​

Il centro del fascio, cioè il punto comune a tutte le rette del fascio proprio, si trova risolvendo il sistema delle due rette generatrici.

Se il sistema ha soluzione unica P(x0,y0)P(x_0,y_0)P(x0​,y0​), allora il fascio è proprio. Se non ha soluzione finita, il fascio è improprio.

Esempio — Calcolo del centro del fascio

Si risolva il sistema dato da x−y=0x-y=0x−y=0 e 2x+y−3=02x+y-3=02x+y−3=0.

{x−y=02x+y−3=0\begin{cases}x-y=0\\2x+y-3=0\end{cases}{x−y=02x+y−3=0​

Dalla prima equazione si ha y=xy=xy=x. Sostituendo nella seconda si ottiene 3x−3=03x-3=03x−3=0, quindi x=1x=1x=1 e y=1y=1y=1.

ax+by+c+k(a′x+b′y+c′)=0ax+by+c+k(a'x+b'y+c')=0ax+by+c+k(a′x+b′y+c′)=0

Questa forma è utile quando le due rette generatrici sono note in forma cartesiana.

I coefficienti a,b,c,a′,b′,c′a,b,c,a',b',c'a,b,c,a′,b′,c′ descrivono le due rette. Il parametro kkk seleziona una retta del fascio.

Esempio — Forma cartesiana del fascio

Si prendano le rette x+2y−1=0x+2y-1=0x+2y−1=0 e 3x−y+4=03x-y+4=03x−y+4=0.

(x+2y−1)+k(3x−y+4)=0(x+2y-1)+k(3x-y+4)=0(x+2y−1)+k(3x−y+4)=0

Per k=−1k=-1k=−1 si ottiene −2x+3y−5=0-2x+3y-5=0−2x+3y−5=0, che appartiene al fascio.

m1=m2m_1=m_2m1​=m2​

Nel fascio improprio, cioè il fascio formato da rette tutte parallele, le rette hanno lo stesso coefficiente angolare.

Il parametro può cambiare l’intercetta, ma non la pendenza. In questo caso il centro è all’infinito.

Esempio — Rette parallele di uno stesso fascio improprio

Le rette y=2x+1y=2x+1y=2x+1 e y=2x−3y=2x-3y=2x−3 sono parallele.

y=2x+qy=2x+qy=2x+q

Per ogni valore reale di qqq si ottiene una retta con coefficiente angolare 222.

ℓ1+k ℓ2=0\ell_1 + k\,\ell_2 = 0ℓ1​+kℓ2​=0

Per trovare una retta del fascio che soddisfa una condizione aggiuntiva, si sostituiscono le coordinate del punto o il vincolo richiesto.

La condizione può essere un passaggio per un punto, una perpendicolarità oppure un parallelismo. Si ottiene un’equazione in kkk e si calcola il valore cercato.

Esempio — Retta del fascio passante per un punto

Si cerchi la retta del fascio (x−y)+k(2x+y−3)=0(x-y)+k(2x+y-3)=0(x−y)+k(2x+y−3)=0 passante per P(1,0)P(1,0)P(1,0).

(1−0)+k(2⋅1+0−3)=0(1-0)+k(2\cdot1+0-3)=0(1−0)+k(2⋅1+0−3)=0

Si ottiene 1−k=01-k=01−k=0, quindi k=1k=1k=1. La retta cercata è 3x−3=03x-3=03x−3=0.

k→∞k\to\inftyk→∞

La retta esclusa, cioè la seconda retta generatrice, non si ottiene con un valore finito di kkk.

Si interpreta il caso limite k→∞k\to\inftyk→∞ come direzione verso la retta generatrice non usata come riferimento nell’espressione del fascio.

Esempio — Reinterpretazione della retta esclusa

Nel fascio (x−y)+k(2x+y−3)=0(x-y)+k(2x+y-3)=0(x−y)+k(2x+y−3)=0, la retta 2x+y−3=02x+y-3=02x+y−3=0 può essere vista come generatrice esclusa nella rappresentazione scelta.

(x−y)+k(2x+y−3)=0(x-y)+k(2x+y-3)=0(x−y)+k(2x+y−3)=0

La famiglia descrive tutte le altre rette del fascio. La generatrice esclusa si recupera nel limite formale di kkk.

ℓ1(x0,y0)=0\ell_1(x_0,y_0)=0ℓ1​(x0​,y0​)=0

Se il fascio deve passare per un punto dato, si sostituiscono le coordinate del punto nell’equazione del fascio.

Il punto (x0,y0)(x_0,y_0)(x0​,y0​) deve soddisfare l’equazione risultante. Si ottiene così il parametro kkk della retta cercata.

Esempio — Fascio con vincolo di passaggio per un punto

Si imponga il passaggio per Q(2,1)Q(2,1)Q(2,1) al fascio (x+2y−1)+k(3x−y+4)=0(x+2y-1)+k(3x-y+4)=0(x+2y−1)+k(3x−y+4)=0.

(2+2⋅1−1)+k(3⋅2−1+4)=0(2+2\cdot1-1)+k(3\cdot2-1+4)=0(2+2⋅1−1)+k(3⋅2−1+4)=0

Si ottiene 3+9k=03+9k=03+9k=0, dunque k=−13\displaystyle { k=-\frac{1}{3} }k=−31​.


Esempi svolti

Esempio 1 — Centro di un fascio proprio

Determinare il centro del fascio di rette generato da r1:x−y+1=0r_1: x-y+1=0r1​:x−y+1=0 e r2:2x+y−4=0r_2: 2x+y-4=0r2​:2x+y−4=0.

[IMMAGINE: Piano cartesiano con le rette r1 e r2 intersecanti nel punto C. Evidenziare il centro C con coordinate etichettate e due rette passanti per C.]

I dati sono due rette non parallele. L'incognita è il punto comune, cioè il centro del fascio proprio.

Il metodo consiste nel risolvere il sistema formato dalle due equazioni. Si impone l'annullamento simultaneo di r1r_1r1​ e r2r_2r2​.

{x−y+1=02x+y−4=0\begin{cases}x-y+1=0\\2x+y-4=0\end{cases}{x−y+1=02x+y−4=0​

Dalla prima equazione si ottiene y=x+1y=x+1y=x+1.

Sostituendo nella seconda si ha 2x+(x+1)−4=02x+(x+1)-4=02x+(x+1)−4=0, quindi 3x−3=03x-3=03x−3=0.

Si ricava x=1x=1x=1 e quindi y=2y=2y=2.

Il centro del fascio è C(1,2)C(1,2)C(1,2).

Errore comune: intersecare le rette solo graficamente senza verificare il sistema algebrico.

Esempio 2 — Retta del fascio passante per un punto

Trovare la retta del fascio generato da r1:x+2y−3=0r_1: x+2y-3=0r1​:x+2y−3=0 e r2:x−y+1=0r_2: x-y+1=0r2​:x−y+1=0 che passa per P(2,1)P(2,1)P(2,1).

I dati sono due rette generatrici e una condizione aggiuntiva, cioè il passaggio per un punto assegnato.

Si scrive l'equazione del fascio nella forma r1+k r2=0r_1+k\,r_2=0r1​+kr2​=0.

(x+2y−3)+k(x−y+1)=0(x+2y-3)+k(x-y+1)=0(x+2y−3)+k(x−y+1)=0

Si impone il passaggio per P(2,1)P(2,1)P(2,1), sostituendo le coordinate nell'equazione.

Si ottiene (2+2⋅1−3)+k(2−1+1)=0(2+2\cdot1-3)+k(2-1+1)=0(2+2⋅1−3)+k(2−1+1)=0, cioè 1+2k=01+2k=01+2k=0.

Si ricava k=−12\displaystyle { k=-\frac{1}{2} }k=−21​.

Sostituendo il valore trovato si ottiene 2(x+2y−3)−(x−y+1)=02(x+2y-3)-(x-y+1)=02(x+2y−3)−(x−y+1)=0.

Sviluppando i termini si ha x+5y−7=0x+5y-7=0x+5y−7=0.

Errore comune: sostituire il punto nella retta generatrice invece che nella famiglia completa.

Esempio 3 — Fascio improprio e retta parallela assegnata

Determinare la retta del fascio improprio generato da 2x−y+1=02x-y+1=02x−y+1=0 che passa per Q(0,3)Q(0,3)Q(0,3).

[IMMAGINE: Piano cartesiano con tre rette parallele tra loro, tutte con coefficiente angolare 2. Evidenziare la retta passante per Q(0,3).]

Il fascio è improprio, cioè tutte le rette hanno lo stesso coefficiente angolare. L'incognita è il termine noto.

Una retta parallela a 2x−y+1=02x-y+1=02x−y+1=0 ha forma 2x−y+c=02x-y+c=02x−y+c=0.

Si impone il passaggio per il punto dato sostituendo le coordinate di Q(0,3)Q(0,3)Q(0,3).

2⋅0−3+c=02\cdot 0-3+c=02⋅0−3+c=0

Si ottiene c=3c=3c=3.

La retta cercata è 2x−y+3=02x-y+3=02x−y+3=0.

Errore comune: cercare un centro del fascio improprio, perché le rette sono parallele e il centro è all'infinito.

Esempio 4 — Retta del fascio perpendicolare a una data retta

Nel fascio generato da x−y=0x-y=0x−y=0 e x+y−4=0x+y-4=0x+y−4=0, trovare la retta perpendicolare a s:y=2x+1s: y=2x+1s:y=2x+1.

I dati sono due generatori e una condizione di perpendicolarità. Si cerca il valore del parametro che rende i coefficienti angolari reciproci opposti.

Si scrive il fascio nella forma (x−y)+k(x+y−4)=0(x-y)+k(x+y-4)=0(x−y)+k(x+y−4)=0.

Sviluppando si ottiene (1+k)x+(−1+k)y−4k=0(1+k)x+(-1+k)y-4k=0(1+k)x+(−1+k)y−4k=0.

Il coefficiente angolare è m=−1+k−1+k\displaystyle { m=-\frac{1+k}{-1+k} }m=−−1+k1+k​, mentre la retta data ha coefficiente angolare 222.

Per la perpendicolarità si impone m⋅2=−1m\cdot 2=-1m⋅2=−1.

Si risolve l'equazione e si ottiene k=13\displaystyle { k=\frac{1}{3} }k=31​.

(x−y)+13(x+y−4)=0(x-y)+\frac{1}{3}(x+y-4)=0(x−y)+31​(x+y−4)=0

Moltiplicando per 3 si ricava 4x−2y−4=04x-2y-4=04x−2y−4=0, cioè 2x−y−2=02x-y-2=02x−y−2=0.

Errore comune: usare il coefficiente angolare della retta data senza controllare il segno nella condizione di perpendicolarità.


Errori comuni nei fasci di rette

✗

Confondere un fascio di rette con una sola retta scritta in forma generica.

✓

Un fascio di rette è una famiglia di rette legate da un parametro, cioè da un numero variabile.

L’errore nasce quando si guarda solo l’equazione senza riconoscere il parametro. Un fascio descrive più rette, non una sola retta.

✗

Scrivere il fascio come r1+r2=0r_1 + r_2 = 0r1​+r2​=0 senza parametro.

✓

La forma corretta è r1+k r2=0r_1 + k\,r_2 = 0r1​+kr2​=0, dove kkk è il parametro.

Senza parametro non si ottiene una famiglia di rette. Il parametro serve a generare tutte le rette del fascio, una per ogni valore ammesso.

✗

Pensare che il fascio improprio abbia un centro finito.

✓

Nel fascio improprio tutte le rette sono parallele, cioè hanno lo stesso coefficiente angolare.

Il centro del fascio improprio è detto punto all’infinito. L’errore avviene perché si cerca un punto comune che non esiste nel piano.

✗

Sostituire una condizione qualsiasi senza verificare quale retta del fascio la soddisfi.

✓

Si impone la condizione richiesta e si ricava il valore di kkk oppure l’equazione della retta cercata.

Per trovare una retta del fascio si deve tradurre la richiesta in una condizione algebrica. Per esempio, se la retta deve passare per un punto, quel punto va sostituito nell’equazione del fascio.

✗

Credere che ogni retta ottenuta con r1+k r2=0r_1 + k\,r_2 = 0r1​+kr2​=0 appartenga anche ai casi limite come k→∞k \to \inftyk→∞.

✓

La retta esclusa corrisponde al secondo generatore del fascio, cioè a r2=0r_2=0r2​=0, e non si ottiene con un valore finito di kkk.

Il fascio scritto in forma lineare descrive tutte le rette tranne una. Questa retta si considera come caso limite, quindi non va confusa con le rette ottenute per valori ordinari di kkk.

✗

Non distinguere fascio proprio e fascio improprio, trattandoli come se fossero la stessa cosa.

✓

Il fascio proprio ha un centro finito, mentre il fascio improprio è formato da rette parallele.

La differenza è geometrica prima ancora che algebrica. Nel fascio proprio le rette si incontrano in un punto; in quello improprio no, perché hanno la stessa direzione.


Domande frequenti

Un fascio di rette è una famiglia di rette legate da una stessa relazione algebrica. Nel fascio proprio, tutte le rette passano per uno stesso punto fisso, cioè il centro.

Si considerano due rette non parallele del fascio, e si combinano con un parametro.

r1+k r2=0r_1 + k\,r_2 = 0r1​+kr2​=0

L'equazione di un fascio di rette si scrive come combinazione lineare di due rette del fascio. Questa forma rappresenta tutte le rette della famiglia, tranne una retta esclusa.

r1+k r2=0r_1 + k\,r_2 = 0r1​+kr2​=0

Il fascio improprio è una famiglia di rette tutte parallele tra loro. In questo caso il centro è all'infinito, cioè non esiste un punto comune finito.

Se le rette hanno lo stesso coefficiente angolare, il fascio è improprio.

y=mx+q+ky = mx + q + ky=mx+q+k

Si impone la condizione richiesta, e si determina il parametro del fascio. La condizione può essere il passaggio per un punto, la perpendicolarità a una retta, o il parallelismo.

Per un punto P(x0,y0)P(x_0,y_0)P(x0​,y0​) si sostituiscono le coordinate nell'equazione del fascio.

r1(x0,y0)+k r2(x0,y0)=0r_1(x_0,y_0) + k\,r_2(x_0,y_0) = 0r1​(x0​,y0​)+kr2​(x0​,y0​)=0

La differenza è che nel fascio proprio le rette sono incidenti in un centro comune, mentre nel fascio improprio sono tutte parallele.

Nel fascio proprio il centro si trova risolvendo il sistema delle due rette generatrici.

{r1=0r2=0\begin{cases} r_1=0 \\ r_2=0 \end{cases}{r1​=0r2​=0​

Il centro di un fascio proprio si trova risolvendo il sistema formato dalle due rette generatrici. Il punto ottenuto appartiene a tutte le rette del fascio.

{r1=0r2=0\begin{cases} r_1=0 \\ r_2=0 \end{cases}{r1​=0r2​=0​

Si parla di retta esclusa perché una delle due rette generatrici non compare come caso finito della formula con parametro. Essa corrisponde al comportamento limite per k→∞k \to \inftyk→∞.

Per questo il fascio scritto come r1+k r2=0r_1 + k\,r_2 = 0r1​+kr2​=0 descrive tutte le rette tranne una.


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