logo

Theoremz

  • Home
  • Matematica
  • Fisica
  • Calcolatori
  • Account

Chi siamo

Theoremz è la piattaforma definitiva di matematica e fisica per superiori e medie. Ideata da studenti, per studenti.


P.iva: 17675281004 © 2025 Theoremz

Privacy Policy-Cookie Policy-Termini e Condizioni-Lista delle lezioni-Calcolatori-
  • Whatsapp
  • Instagram
  • Tiktok
  • Email

Sviluppato e scritto al 100% da matematici e fisici italiani e NON da algoritmi 🇮🇹 Icona cuore

Equivalenza massa-energia

Massa, energia e relatività

Altre opzioni
Simula interrogazioneRisolutore eserciziCorreggi compiti

Concetto chiave

Equivalenza massa-energia

L’equivalenza massa-energia è il principio della relatività ristretta secondo cui massa ed energia sono due forme della stessa grandezza fisica. Una massa a riposo possiede energia anche quando non si muove, secondo la relazione di Einstein.

E0=mc2E_0 = mc^2E0​=mc2
  • ✓Energia a riposo: una massa mmm contiene energia E0=mc2E_0 = mc^2E0​=mc2 anche senza movimento.
  • ✓Energia totale: per una particella in moto si usa E=γmc2E = \gamma mc^2E=γmc2.
  • ✓Energia cinetica relativistica: la parte dovuta al moto è K=(γ−1)mc2K = (\gamma - 1)mc^2K=(γ−1)mc2.
  • ✓Relazione energia-impulso: vale E2=(pc)2+(mc2)2E^2 = (pc)^2 + (mc^2)^2E2=(pc)2+(mc2)2.
  • ✓Nucleare: un difetto di massa Δm\Delta mΔm libera energia ΔE=Δm c2\Delta E = \Delta m\,c^2ΔE=Δmc2.

Equivalenza massa-energia

GrandezzaSimboloFormulaUnità SI
Energia a riposoE0E_0E0​E0=mc2E_0 = mc^2E0​=mc2J
Energia totale relativisticaEEEE=γmc2E = \gamma mc^2E=γmc2J
Energia cinetica relativisticaKKKK=(γ−1)mc2K = (\gamma - 1)mc^2K=(γ−1)mc2J
Quantità di moto relativisticapppp=γmvp = \gamma mvp=γmvkg·m/s
Relazione energia-impulsoE,pE, pE,pE2=(pc)2+(mc2)2E^2 = (pc)^2 + (mc^2)^2E2=(pc)2+(mc2)2J
Difetto di massaΔm\Delta mΔmΔE=Δm c2\Delta E = \Delta m\,c^2ΔE=Δmc2kg

Equivalenza massa-energia: idea fisica e significato di E = mc²

L’equivalenza massa-energia, cioè l’idea che massa ed energia siano due aspetti della stessa realtà fisica, nasce per descrivere correttamente i fenomeni relativistici.

La relatività speciale mostra che la massa non è solo “materia ferma”.

Si osserva invece che ogni corpo possiede un’energia anche quando non si muove, detta energia a riposo, cioè energia legata alla sola esistenza della massa.

E0=mc2E_0 = mc^2E0​=mc2

Per esempio, per m=2 kgm = 2\,\text{kg}m=2kg si ottiene E0=2⋅(3,0⋅108)2≈1,8⋅1017 JE_0 = 2 \cdot (3{,}0 \cdot 10^8)^2 \approx 1{,}8 \cdot 10^{17}\,\text{J}E0​=2⋅(3,0⋅108)2≈1,8⋅1017J.

Questo valore enorme spiega perché piccole variazioni di massa possano produrre grandi quantità di energia.

La formula non dice che la massa “sparisce” sempre in energia. Dice invece che massa ed energia si possono convertire tra loro, rispettando le leggi della relatività.

[IMMAGINE: Schema con una bilancia che mette in corrispondenza massa m ed energia E₀ = mc². A sinistra un blocco di materia fermo. A destra fasci di luce o energia. Etichette: m, c, E₀.]

L’analogia utile è quella di un serbatoio chiuso. Anche se il contenuto non si muove, esso possiede una capacità energetica interna.

Nel caso della massa, questa capacità è misurata da mc2mc²mc2, dove ccc è la velocità della luce.

Per m=0,010 kgm = 0{,}010\,\text{kg}m=0,010kg si ha E0≈9,0⋅1014 JE_0 \approx 9{,}0 \cdot 10^{14}\,\text{J}E0​≈9,0⋅1014J.


Massa a riposo ed energia totale relativistica

La massa a riposo, cioè la massa misurata nel sistema in cui il corpo è fermo, è la massa che compare nelle formule relativistiche fondamentali.

In relatività, l’energia totale cresce con la velocità.

Si definisce allora l’energia totale relativistica come E=γmc2E = \gamma mc^2E=γmc2, dove γ\gammaγ è il fattore di Lorentz, cioè il coefficiente che misura quanto gli effetti relativistici diventano importanti.

γ=11−v2c2\gamma = \frac{1}{\sqrt{1-\frac{v^2}{c^2}}}γ=1−c2v2​​1​

Per esempio, se v=0,60cv = 0{,}60cv=0,60c, allora γ=1,25\gamma = 1{,}25γ=1,25.

E=γmc2E = \gamma mc^2E=γmc2

Per m=1 kgm = 1\,\text{kg}m=1kg e v=0,60cv = 0{,}60cv=0,60c, si ottiene E=1,25 mc2E = 1{,}25\,mc^2E=1,25mc2, cioè E≈1,13⋅1017 JE \approx 1{,}13 \cdot 10^{17}\,\text{J}E≈1,13⋅1017J.

Quando v=0v = 0v=0, si ritrova subito E=mc2E = mc^2E=mc2.

Questa relazione mostra che l’energia totale non coincide sempre con quella cinetica. Include anche l’energia a riposo.


Energia cinetica relativistica

L’energia cinetica relativistica, cioè l’energia dovuta al moto, si ottiene sottraendo l’energia a riposo dall’energia totale.

Si definisce quindi K=(γ−1)mc2K = (\gamma - 1)mc^2K=(γ−1)mc2.

K=(γ−1)mc2K = (\gamma - 1)mc^2K=(γ−1)mc2

Per esempio, con m=1 kgm = 1\,\text{kg}m=1kg e v=0,60cv = 0{,}60cv=0,60c, si ha γ=1,25\gamma = 1{,}25γ=1,25 e quindi K=0,25 mc2K = 0{,}25\,mc^2K=0,25mc2.

Numericamente risulta K≈2,25⋅1016 JK \approx 2{,}25 \cdot 10^{16}\,\text{J}K≈2,25⋅1016J.

Per velocità piccole rispetto a ccc, questa espressione tende alla formula classica K=12mv2\displaystyle { K = \frac{1}{2}mv^2 }K=21​mv2.

Per m=2 kgm = 2\,\text{kg}m=2kg e v=10 m/sv = 10\,\text{m/s}v=10m/s, la formula classica dà K=100 JK = 100\,\text{J}K=100J.


Quantità di moto relativistica e relazione energia-impulso

La quantità di moto relativistica, cioè la grandezza che misura l’effetto dinamico del moto quando la velocità è vicina a quella della luce, è data da p=γmvp = \gamma mvp=γmv.

p=γmvp = \gamma mvp=γmv

Per esempio, con m=1 kgm = 1\,\text{kg}m=1kg e v=0,60cv = 0{,}60cv=0,60c, si ottiene p=1,25 mcp = 1{,}25\,mcp=1,25mc.

La relazione più importante collega energia e quantità di moto.

E2=(pc)2+(mc2)2E^2 = (pc)^2 + (mc^2)^2E2=(pc)2+(mc2)2

Per una particella ferma, p=0p = 0p=0 e la formula diventa E=mc2E = mc^2E=mc2.

Per una particella senza massa, come il fotone, vale m=0m = 0m=0 e si ottiene E=pcE = pcE=pc.

Per esempio, se p=3,0 kg m/sp = 3{,}0\,\text{kg m/s}p=3,0kg m/s e m=4,0 kgm = 4{,}0\,\text{kg}m=4,0kg, si ha E=(pc)2+(mc2)2E = \sqrt{(pc)^2 + (mc^2)^2}E=(pc)2+(mc2)2​.


Difetto di massa e reazioni nucleari

Il difetto di massa, cioè la differenza tra la massa iniziale e la massa finale di un sistema, compare nelle reazioni nucleari.

La massa finale può risultare minore perché una parte della massa si trasforma in energia di legame o in energia cinetica dei prodotti.

ΔE=Δm c2\Delta E = \Delta m\,c^2ΔE=Δmc2

Per esempio, se in una reazione si misura Δm=0,001 kg\Delta m = 0{,}001\,\text{kg}Δm=0,001kg, allora ΔE=9,0⋅1013 J\Delta E = 9{,}0 \cdot 10^{13}\,\text{J}ΔE=9,0⋅1013J.

Questo meccanismo spiega perché fissione e fusione liberano tanta energia rispetto alle reazioni chimiche.

  • Nella fissione un nucleo pesante si divide in nuclei più leggeri.
  • Nella fusione due nuclei leggeri si uniscono in un nucleo più pesante.
  • In entrambi i casi si osserva un difettodimassadifetto di massadifettodimassa e quindi un rilascio di energia.

Applicazioni: fissione, fusione e acceleratori di particelle

Nelle applicazioni moderne, l’equivalenza massa-energia è il principio che permette di interpretare il funzionamento di reattori e acceleratori.

In un reattore a fissione, la differenza di massa tra reagenti e prodotti diventa energia termica. Questa energia viene poi convertita in elettricità.

Per esempio, se una reazione produce Δm=10−4 kg\Delta m = 10^{-4}\,\text{kg}Δm=10−4kg, allora si liberano circa 9⋅1012 J9 \cdot 10^{12}\,\text{J}9⋅1012J.

Nella fusione, il principio è analogo, ma i nuclei iniziali sono leggeri. Il Sole funziona grazie a questo processo.

Negli acceleratori di particelle, invece, si fornisce enorme energia cinetica. Questa energia si può trasformare in massa di nuove particelle create negli urti.

Si osserva così che l’energia non serve solo a far muovere la materia. Può anche diventare materia, se le condizioni fisiche lo permettono.

Esempio — Energia disponibile in una reazione nucleare

Si consideri una reazione con difetto di massa pari a 2 mg.

Si converte prima la massa: 2 mg=2⋅10−6 kg2\,\text{mg} = 2 \cdot 10^{-6}\,\text{kg}2mg=2⋅10−6kg.

ΔE=Δm c2\Delta E = \Delta m\,c^2ΔE=Δmc2

Si ottiene quindi ΔE=2⋅10−6⋅(3,0⋅108)2≈1,8⋅1011 J\Delta E = 2 \cdot 10^{-6} \cdot (3{,}0 \cdot 10^8)^2 \approx 1{,}8 \cdot 10^{11}\,\text{J}ΔE=2⋅10−6⋅(3,0⋅108)2≈1,8⋅1011J.

L’energia liberata è enorme rispetto ai processi chimici ordinari.


Quando vale la formula e quali grandezze non confondere

Le formule relativistiche valgono quando si descrivono corpi o particelle con velocità confrontabili con ccc, oppure quando si studiano processi ad alta energia.

Per velocità piccole, le formule classiche restano una buona approssimazione.

  • E0=mc2E_0 = mc^2E0​=mc2 è l’energia a riposo.
  • E=γmc2E = \gamma mc^2E=γmc2 è l’energia totale.
  • K=(γ−1)mc2K = (\gamma - 1)mc^2K=(γ−1)mc2 è l’energia cinetica.
  • E2=(pc)2+(mc2)2E^2 = (pc)^2 + (mc^2)^2E2=(pc)2+(mc2)2 lega energia e quantità di moto.

La differenza tra energia totale ed energia cinetica è essenziale. La prima include sempre l’energia a riposo, la seconda no.

Per esempio, per m=1 kgm = 1\,\text{kg}m=1kg e v=0,60cv = 0{,}60cv=0,60c, si ha E=1,25mc2E = 1{,}25mc^2E=1,25mc2 e K=0,25mc2K = 0{,}25mc^2K=0,25mc2.


Formule e proprietà dell'equivalenza massa-energia

L'energia a riposo, cioè l'energia associata alla massa anche quando il corpo è fermo, si esprime con la relazione fondamentale di Einstein.

E0=mc2E_0 = mc^2E0​=mc2

Qui E0E_0E0​ è l'energia a riposo in joule cioè JJJ, mmm è la massa in chilogrammi cioè kgkgkg, e ccc è la velocità della luce in m/s cioè m/s\text{m/s}m/s.

La relazione mostra che massa ed energia sono due aspetti della stessa realtà fisica. Una massa piccola corrisponde comunque a un'energia enorme.

Esempio — Energia a riposo di 1 kg

Calcolare l'energia a riposo di un corpo con massa m=1 kgm = 1\,\text{kg}m=1kg.

E0=mc2=1⋅(3.0×108)2 JE_0 = mc^2 = 1 \cdot (3.0 \times 10^8)^2\,\text{J}E0​=mc2=1⋅(3.0×108)2J

Si ottiene E0≈9.0×1016 JE_0 \approx 9.0 \times 10^{16}\,\text{J}E0​≈9.0×1016J. Questo valore è enorme rispetto alle energie ordinarie.


L'energia totale relativistica, cioè l'energia complessiva di un corpo in moto, include sia il contributo di riposo sia quello dovuto al moto.

E=γmc2E = \gamma mc^2E=γmc2

Il fattore γ\gammaγ è il fattore di Lorentz, cioè il numero che aumenta quando la velocità si avvicina a ccc.vvv è la velocità in m/s cioè m/s\text{m/s}m/s.

Per velocità piccole rispetto a ccc, si ha γ≈1\gamma \approx 1γ≈1, quindi l'energia totale coincide quasi con l'energia a riposo.

Esempio — Energia totale con velocità relativistica

Si consideri un elettrone con m=9.11×10−31 kgm = 9.11 \times 10^{-31}\,\text{kg}m=9.11×10−31kg e γ=2\gamma = 2γ=2.

E=γmc2=2⋅9.11×10−31⋅(3.0×108)2 JE = \gamma mc^2 = 2 \cdot 9.11 \times 10^{-31} \cdot (3.0 \times 10^8)^2\,\text{J}E=γmc2=2⋅9.11×10−31⋅(3.0×108)2J

Si ricava E≈1.64×10−13 JE \approx 1.64 \times 10^{-13}\,\text{J}E≈1.64×10−13J. La dipendenza da γ\gammaγ rende l'effetto relativistico molto importante.


L'energia cinetica relativistica, cioè l'energia dovuta solo al moto, si ottiene sottraendo l'energia a riposo dall'energia totale.

K=(γ−1)mc2K = (\gamma - 1)mc^2K=(γ−1)mc2

Qui KKK è misurata in JJJ. La formula vale quando le velocità non sono trascurabili rispetto a ccc.

Per velocità molto piccole, si ottiene il limite classico K≈12mv2\displaystyle { K \approx \frac{1}{2}mv^2 }K≈21​mv2. Questa approssimazione non è più valida vicino alla luce.


Esempi svolti

Esempio 1 — Energia a riposo di un elettrone

Calcolare l’energia a riposo di un elettrone usando la formula di Einstein E0=mc2E_0 = mc^2E0​=mc2.

[IMMAGINE: Schema con un elettrone fermo al centro. Accanto si indicano massa m, velocità v = 0, energia a riposo E₀ e formula E₀ = mc².]

Si conoscono la massa dell’elettrone e la velocità della luce. La massa vale m=9,11×10−31 kgm = 9{,}11\times10^{-31}\,\text{kg}m=9,11×10−31kg. Si cerca E0E_0E0​.

Il metodo consiste nell’applicare direttamente E0=mc2E_0 = mc^2E0​=mc2. Si usa c=3,00×108 m/sc = 3{,}00\times10^8\,\text{m/s}c=3,00×108m/s.

E0=9,11×10−31⋅(3,00×108)2 JE_0 = 9{,}11\times10^{-31}\cdot (3{,}00\times10^8)^2\,\text{J}E0​=9,11×10−31⋅(3,00×108)2J

Si ottiene E0=8,20×10−14 JE_0 = 8{,}20\times10^{-14}\,\text{J}E0​=8,20×10−14J. Questo valore corrisponde all’energia contenuta nella sola massa a riposo.

Il risultato finale è 8,20×10−14 J8{,}20\times10^{-14}\,\text{J}8,20×10−14J.

Errore comune: dimenticare di elevare al quadrato la velocità della luce.

Esempio 2 — Energia cinetica relativistica di un protone

Calcolare l’energia cinetica relativistica di un protone con velocità v=0,80cv = 0{,}80cv=0,80c.

[IMMAGINE: Diagramma di un protone che si muove lungo una linea orizzontale. Sono indicati v = 0,80c, p, E totale, E₀ e K.]

Si conoscono la velocità e la massa del protone. La massa è m=1,67×10−27 kgm = 1{,}67\times10^{-27}\,\text{kg}m=1,67×10−27kg. Si cerca KKK.

Si calcola prima il fattore di Lorentz γ=11−v2/c2\displaystyle { \gamma = \frac{1}{\sqrt{1-v^2/c^2}} }γ=1−v2/c2​1​. Con v=0,80cv = 0{,}80cv=0,80c si ha γ=1,67\gamma = 1{,}67γ=1,67.

K=(γ−1)mc2K = (\gamma - 1)mc^2K=(γ−1)mc2

Sostituendo i dati si ottiene K=0,67⋅1,67×10−27⋅(3,00×108)2 JK = 0{,}67\cdot 1{,}67\times10^{-27}\cdot (3{,}00\times10^8)^2\,\text{J}K=0,67⋅1,67×10−27⋅(3,00×108)2J.

Il calcolo fornisce K≈1,00×10−10 JK \approx 1{,}00\times10^{-10}\,\text{J}K≈1,00×10−10J. L’energia cresce più della formula classica quando la velocità è elevata.

Il risultato finale è 1,00×10−10 J1{,}00\times10^{-10}\,\text{J}1,00×10−10J.

Errore comune: usare direttamente K=12mv2\displaystyle { K = \tfrac{1}{2}mv^2 }K=21​mv2 anche quando vvv è una frazione grande di ccc.

Si usa la formula relativistica perché la velocità non è trascurabile rispetto a ccc.

In questo caso l’approssimazione classica sottostimerebbe l’energia cinetica.

Esempio 3 — Energia liberata in una reazione nucleare

Determinare l’energia liberata da un difetto di massa Δm=3,0×10−29 kg\Delta m = 3{,}0\times10^{-29}\,\text{kg}Δm=3,0×10−29kg.

[IMMAGINE: Rappresentazione di due nuclei iniziali e dei prodotti finali. Tra i due stati si mostra Δm che si trasforma in energia ΔE.]

Si conosce il difetto di massa, cioè la massa che manca tra stato iniziale e finale. Si cerca l’energia ΔE\Delta EΔE.

Il metodo è l’equivalenza massa-energia, cioè ΔE=Δm c2\Delta E = \Delta m\,c^2ΔE=Δmc2. Questa relazione spiega perché una piccola massa può produrre molta energia.

ΔE=3,0×10−29⋅(3,00×108)2 J\Delta E = 3{,}0\times10^{-29}\cdot (3{,}00\times10^8)^2\,\text{J}ΔE=3,0×10−29⋅(3,00×108)2J

Si ottiene ΔE=2,7×10−12 J\Delta E = 2{,}7\times10^{-12}\,\text{J}ΔE=2,7×10−12J. Nelle reazioni nucleari il guadagno energetico nasce proprio da questo calo di massa.

Il risultato finale è 2,7×10−12 J2{,}7\times10^{-12}\,\text{J}2,7×10−12J.

Errore comune: scambiare il difetto di massa con la massa totale dei nuclei.

Si deve usare solo Δm\Delta mΔm, non la massa complessiva.

In fisica nucleare il valore della massa persa si trasforma in energia del sistema.

Esempio 4 — Relazione energia-quantità di moto

Verificare l’energia totale di una particella con massa m=2,0×10−27 kgm = 2{,}0\times10^{-27}\,\text{kg}m=2,0×10−27kg e quantità di moto p=4,0×10−19 kg m/sp = 4{,}0\times10^{-19}\,\text{kg m/s}p=4,0×10−19kg m/s.

[IMMAGINE: Piano cartesiano con una particella relativistica. Sono indicati E, p, mc² e la relazione E² = (pc)² + (mc²)².]

Si conoscono la massa e la quantità di moto. Si cerca l’energia totale EEE.

Si applica la relazione E2=(pc)2+(mc2)2E^2 = (pc)^2 + (mc^2)^2E2=(pc)2+(mc2)2. Questa formula collega energia, massa e quantità di moto.

E2=(4,0×10−19⋅3,00×108)2+(2,0×10−27⋅(3,00×108)2)2E^2 = (4{,}0\times10^{-19}\cdot 3{,}00\times10^8)^2 + (2{,}0\times10^{-27}\cdot (3{,}00\times10^8)^2)^2E2=(4,0×10−19⋅3,00×108)2+(2,0×10−27⋅(3,00×108)2)2

Calcolando i termini si ottiene prima pc=1,2×10−10 Jpc = 1{,}2\times10^{-10}\,\text{J}pc=1,2×10−10J e poi mc2=1,8×10−10 Jmc^2 = 1{,}8\times10^{-10}\,\text{J}mc2=1,8×10−10J.

Si ricava quindi E≈2,2×10−10 JE \approx 2{,}2\times10^{-10}\,\text{J}E≈2,2×10−10J. L’energia totale non coincide con la sola energia cinetica.

Il risultato finale è 2,2×10−10 J2{,}2\times10^{-10}\,\text{J}2,2×10−10J.

Errore comune: pensare che EEE sia sempre uguale a KKK.

L’energia totale comprende anche l’energia a riposo.


Errori comuni sull’equivalenza massa-energia

✗

Credere che E=mc2E=mc^2E=mc2 valga solo per i corpi “fermi” e che descriva soltanto il calore liberato.

✓

E=mc2E=mc^2E=mc2 indica l’energia a riposo, cioè l’energia associata alla massa anche quando il corpo non si muove.

L’errore nasce dal confondere la formula con le sole trasformazioni energetiche visibili. In realtà la massa è già una forma di energia. Per evitarlo, si distingue sempre tra energia a riposo e altre forme di energia.

✗

Pensare che la massa a riposo sia la massa “normale” misurata in qualunque situazione, senza dipendere dal sistema di riferimento.

✓

La massa a riposo è la massa propria, cioè la massa misurata nel sistema in cui il corpo è fermo.

Nel linguaggio scolastico si usa spesso solo “massa”, ma in relatività il riferimento conta. La massa a riposo non cambia con la velocità dell’osservatore. Per questo si parla di grandezza intrinseca del corpo.

✗

Calcolare l’energia di una particella usando solo K=12mv2K=\frac12 mv^2K=21​mv2 anche quando la velocità è vicina a ccc.

✓

Per velocità elevate si usa E=γmc2E=\gamma mc^2E=γmc2 e, per l’energia cinetica, K=(γ−1)mc2K=(\gamma-1)mc^2K=(γ−1)mc2.

La formula classica vale solo per velocità molto minori di ccc. In regime relativistico il fattore γ\gammaγ modifica il risultato in modo decisivo. L’errore si evita controllando sempre se la velocità è confrontabile con quella della luce.

✗

Dire che la fissione libera energia perché “crea” energia dal nulla.

✓

La fissione libera energia perché la massa finale dei prodotti è minore della massa iniziale, e il difetto di massa diventa energia secondo ΔE=Δmc2\Delta E=\Delta mc^2ΔE=Δmc2.

Non si crea energia. Si trasforma una parte della massa iniziale in energia di legame, energia cinetica e radiazione. L’idea corretta è il bilancio massa-energia del sistema.

✗

Confondere energia totale ed energia cinetica relativistica, trattandole come la stessa grandezza.

✓

L’energia totale è E=γmc2E=\gamma mc^2E=γmc2, mentre l’energia cinetica relativistica è K=(γ−1)mc2K=(\gamma-1)mc^2K=(γ−1)mc2.

L’energia totale include anche l’energia a riposo. L’energia cinetica è solo la parte dovuta al moto. Se si sottrae mc2mc^2mc2 da EEE, si ottiene proprio KKK.

✗

Usare la relazione E2=(pc)2+(mc2)2E^2=(pc)^2+(mc^2)^2E2=(pc)2+(mc2)2 senza distinguere il caso m=0m=0m=0 da quello con massa diversa da zero.

✓

La relazione è generale, ma per una particella con massa nulla diventa E=pcE=pcE=pc.

L’equazione energia-quantità di moto unifica casi diversi. Per una particella massiva entrambe le parti contano. Per un fotone, invece, il termine mc2mc^2mc2 è nullo e la formula si semplifica.


Domande frequenti

Significa che massa ed energia sono equivalenti.La massa di un sistema può trasformarsi in energia, e l’energia può contribuire alla massa totale.

E0=mc2E_0 = mc^2E0​=mc2

Si tratta dell’energia a riposo, cioè l’energia posseduta anche quando il corpo è fermo.Per esempio, per una massa di 1 kg1\,\text{kg}1kg si ottiene E0=9⋅1016 JE_0 = 9\cdot10^{16}\,\text{J}E0​=9⋅1016J.

La massa a riposo è la massa misurata nel sistema in cui il corpo è fermo.È una proprietà intrinseca della particella o dell’oggetto.

E0=mc2E_0 = mc^2E0​=mc2

Per esempio, una particella con massa a riposo m=2 kgm = 2\,\text{kg}m=2kg ha energia a riposo E0=1,8⋅1017 JE_0 = 1{,}8\cdot10^{17}\,\text{J}E0​=1,8⋅1017J.

L’energia di una particella si calcola con l’energia totale relativistica.Dipende dalla massa a riposo e dalla velocità.

E=γmc2E = \gamma mc^2E=γmc2

γ=11−v2c2\gamma = \frac{1}{\sqrt{1-\frac{v^2}{c^2}}}γ=1−c2v2​​1​

Per esempio, se m=1 kgm = 1\,\text{kg}m=1kg e v=0,6cv = 0{,}6cv=0,6c, allora γ=1,25\gamma = 1{,}25γ=1,25 e si ottiene E=1,125⋅1017 JE = 1{,}125\cdot10^{17}\,\text{J}E=1,125⋅1017J.

La fissione libera energia perché i prodotti finali hanno massa totale minore dei nuclei iniziali.La differenza di massa si trasforma in energia.

ΔE=Δm c2\Delta E = \Delta m\,c^2ΔE=Δmc2

Per esempio, se il difetto di massa è Δm=0,001 kg\Delta m = 0{,}001\,\text{kg}Δm=0,001kg, si ottiene ΔE=9⋅1013 J\Delta E = 9\cdot10^{13}\,\text{J}ΔE=9⋅1013J.

L’energia totale include anche l’energia a riposo, mentre l’energia cinetica relativistica è solo la parte dovuta al moto.

E=γmc2E = \gamma mc^2E=γmc2

K=(γ−1)mc2K = (\gamma - 1)mc^2K=(γ−1)mc2

Per esempio, se γ=1,25\gamma = 1{,}25γ=1,25 e m=1 kgm = 1\,\text{kg}m=1kg, allora E=1,125⋅1017 JE = 1{,}125\cdot10^{17}\,\text{J}E=1,125⋅1017J e K=2,25⋅1016 JK = 2{,}25\cdot10^{16}\,\text{J}K=2,25⋅1016J.

La relazione fondamentale lega energia, quantità di moto e massa a riposo in un unico legame relativistico.

E2=(pc)2+(mc2)2E^2 = (pc)^2 + (mc^2)^2E2=(pc)2+(mc2)2

Per esempio, per una particella con p=3 kg m/sp = 3\,\text{kg m/s}p=3kg m/s e m=2 kgm = 2\,\text{kg}m=2kg, si ottiene un valore di energia determinato da questa relazione.

No, l’energia a riposo non si definisce per i fotoni, perché la loro massa a riposo è nulla.

E0=mc2E_0 = mc^2E0​=mc2

Per un fotone si usa invece l’energia associata alla frequenza o alla quantità di moto.Il caso del fotone mostra che energia e massa non coincidono sempre in modo diretto.


#Relatività#Fisica moderna🎓 5º Scientifico🎓 5º Classico
Hai trovato utile questa lezione?