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Energia potenziale

Definizione e formule dell’energia

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Concetto chiave

Energia potenziale

L’energia potenziale è l’energia associata alla posizione di un corpo o alla configurazione di un sistema. Dipende da un riferimento scelto e può trasformarsi in energia cinetica.

U=mghU = mghU=mgh
  • ✓Gravitazionale: dipende dalla quota hhh rispetto al livello di riferimento.
  • ✓Elastica: per una molla vale U=12kx2\displaystyle { U = \frac{1}{2}kx^2 }U=21​kx2.
  • ✓Cinetica vs potenziale: la prima dipende dal moto, la seconda dalla posizione.
  • ✓Lavoro: le forze conservative permettono di definire un’energia potenziale.
  • ✓Riferimento: il valore di UUU cambia con lo zero scelto, non le differenze.

Schema rapido dell’energia potenziale

GrandezzaSimboloFormulaUnità SI
Energia potenziale gravitazionaleUgU_gUg​Ug=mghU_g = mghUg​=mghJ\text{J}J
Energia potenziale elasticaUeU_eUe​Ue=12kx2\displaystyle { U_e = \frac{1}{2}kx^2 }Ue​=21​kx2J\text{J}J
MassammmCompare in Ug=mghU_g = mghUg​=mghkg\text{kg}kg
Accelerazione di gravitàgggValore vicino alla Terra: g≈9,8g \approx 9{,}8g≈9,8m/s2\text{m/s}^2m/s2
Altezza rispetto al riferimentohhhSi misura dal livello scelto come zerom\text{m}m
Costante elasticakkkMisura la rigidità della mollaN/m\text{N/m}N/m
Allungamento o compressionexxxDistanza dalla posizione di equilibriom\text{m}m

Perché esiste l’energia potenziale

L’energia potenziale , cioè l’energia legata alla posizione di un corpo o alla deformazione di un sistema, serve a descrivere energia “immagazzinata” in un certo stato.

Si osserva che non tutto il lavoro prodotto da una forza si traduce subito in movimento. Una parte può restare disponibile per azioni future.

Pensala come un serbatoio di possibilità fisiche. Un oggetto in quota può cadere. Una molla compressa può riallungarsi.

La grandezza si definisce rispetto a una situazione di riferimento. Per questo contano sempre il punto scelto e la configurazione iniziale.

U=U(posizione)U = U(\text{posizione})U=U(posizione)

Per esempio, un libro fermo su uno scaffale non ha energia di movimento, ma possiede energia potenziale gravitazionale perché si trova a un’altezza diversa dal pavimento.

Se il libro ha massa m=2 kgm = 2\,\text{kg}m=2kg ed è posto a h=1,5 mh = 1{,}5\,\text{m}h=1,5m, l’energia potenziale gravitazionale sarà calcolata più avanti con la formula generale.


Energia potenziale gravitazionale

L’energia potenziale gravitazionale, cioè l’energia dovuta alla posizione in un campo gravitazionale, nasce dal fatto che la gravità può compiere lavoro quando il corpo scende.

Si sceglie un livello di riferimento, cioè un’altezza a cui si assegna energia potenziale nulla. Tutte le altre altezze si misurano rispetto a quel livello.

La formula fondamentale è U=mghU = mghU=mgh, dove ggg è l’intensità del campo gravitazionale e hhh è l’altezza rispetto al riferimento.

U=mghU = mghU=mgh

Per esempio, con m=3 kgm = 3\,\text{kg}m=3kg, g=9,8 m/s2g = 9{,}8\,\text{m/s}^2g=9,8m/s2 e h=2 mh = 2\,\text{m}h=2m, si ottiene U=3⋅9,8⋅2=58,8 JU = 3 \cdot 9{,}8 \cdot 2 = 58{,}8\,\text{J}U=3⋅9,8⋅2=58,8J.

Se l’altezza raddoppia, raddoppia anche l’energia potenziale. Se la massa aumenta, aumenta nello stesso modo.

Esempio — Calcolo dell’energia potenziale gravitazionale

Calcolare l’energia potenziale di un corpo di massa 5 kg posto a 4 m dal livello di riferimento.

Si scrive la formula U=mghU = mghU=mgh e si sostituiscono i dati.

U=5⋅9,8⋅4U = 5 \cdot 9{,}8 \cdot 4U=5⋅9,8⋅4

Si ottiene U=196 JU = 196\,\text{J}U=196J.


Energia potenziale elastica

L’energia potenziale elastica, cioè l’energia accumulata quando un corpo elastico viene deformato, si manifesta in molle, elastici e materiali simili.

L’idea fisica è semplice. Se una molla viene compressa o allungata, il sistema tende a tornare alla forma iniziale e può compiere lavoro.

La legge è U=12kx2\displaystyle { U = \frac{1}{2}kx^2 }U=21​kx2, dove kkk è la costante elastica e xxx è la deformazione dalla posizione di equilibrio.

U=12kx2U = \frac{1}{2}kx^2U=21​kx2

Per esempio, con k=200 N/mk = 200\,\text{N/m}k=200N/m e x=0,10 mx = 0{,}10\,\text{m}x=0,10m, si ha U=12⋅200⋅(0,10)2=1 J\displaystyle { U = \frac{1}{2} \cdot 200 \cdot (0{,}10)^2 = 1\,\text{J} }U=21​⋅200⋅(0,10)2=1J.

Il quadrato della deformazione indica che contano sia l’allungamento sia la compressione. Conta il modulo dello spostamento dalla posizione di equilibrio.

[IMMAGINE: Schema di una molla orizzontale con posizione di equilibrio, allungamento x verso destra, compressione x verso sinistra, forza elastica F_e e indicazione della energia potenziale U = 1/2 kx²]

Un caso utile è la molla bloccata e poi rilasciata. La deformazione iniziale contiene energia. Durante il ritorno, l’energia si trasforma in movimento.

Esempio — Energia potenziale elastica di una molla

Si consideri una molla con costante elastica 150 N/m e deformazione di 0,20 m.

Si applica la formula U=12kx2\displaystyle { U = \frac{1}{2}kx^2 }U=21​kx2.

U=12⋅150⋅(0,20)2U = \frac{1}{2} \cdot 150 \cdot (0{,}20)^2U=21​⋅150⋅(0,20)2

Si ottiene U=3 JU = 3\,\text{J}U=3J.


Legame con il lavoro e le forze conservative

Il collegamento decisivo è il lavoro, cioè l’energia trasferita da una forza lungo uno spostamento.

Per le forze conservative, cioè forze il cui lavoro dipende solo da posizione iniziale e finale, si può definire una energia potenziale.

La relazione generale è Wc=−ΔUW_c = -\Delta UWc​=−ΔU. Il lavoro della forza conservativa è l’opposto della variazione di energia potenziale.

Wc=−ΔUW_c = -\Delta UWc​=−ΔU

Per esempio, se un corpo perde 20 J20\,\text{J}20J di energia potenziale gravitazionale durante la discesa, la gravità compie 20 J20\,\text{J}20J di lavoro positivo.

Le forze non conservative, cioè forze come l’attrito, trasformano energia meccanica in altre forme. In questo caso l’energia potenziale non basta a descrivere tutto il bilancio.

Si osserva dunque che la forza peso e la forza elastica permettono di introdurre una energia potenziale. L’attrito, invece, richiede di considerare dissipazione ed energia interna.

ΔU=−Wc\Delta U = -W_cΔU=−Wc​

Se un oggetto sale di 1 m1\,\text{m}1m contro la gravità, il lavoro del peso è negativo. L’energia potenziale aumenta della stessa quantità.

  • La forza deve essere conservativa.
  • Il lavoro deve dipendere solo dagli estremi del moto.
  • Si può definire una energia potenziale associata.
  • La variazione di energia potenziale è opposta al lavoro.

Nell’energia potenziale gravitazionale il riferimento di altezza è scelto liberamente. Nell’energia elastica, invece, il riferimento naturale è la posizione di equilibrio della molla.

Questo significa che il valore assoluto può cambiare cambiando riferimento. La variazione tra due posizioni resta però la quantità fisicamente rilevante.


Formule e proprietà dell'energia potenziale

L’energia potenziale, cioè l’energia legata alla posizione o alla configurazione di un corpo, si esprime con formule diverse a seconda del caso fisico.

Nel campo gravitazionale si usa U=mghU = mghU=mgh, mentre per una molla si usa U=12kx2\displaystyle { U = \tfrac{1}{2}kx^2 }U=21​kx2.

U=mghU = mghU=mgh

Nella formula gravitazionale, UUU è l’energia potenziale in JJJ, mmm è la massa in kgkgkg, ggg è l’accelerazione di gravità in m/s2\text{m/s}^2m/s2, e hhh è l’altezza in mmm rispetto a un livello di riferimento.

Il livello di riferimento, cioè il livello scelto come quota zero, può cambiare il valore numerico di UUU, ma non le differenze di energia.

Esempio — Energia potenziale gravitazionale di un corpo sollevato

Si consideri un corpo di massa 2 kg posto a 5 m di altezza.

U=mgh=2⋅9,8⋅5U = mgh = 2 \cdot 9{,}8 \cdot 5U=mgh=2⋅9,8⋅5

Si ottiene U=98 JU = 98\,\text{J}U=98J. L’energia cresce con la massa e con l’altezza.

Se l’altezza raddoppia a 10 m, l’energia diventa 196 J196\,\text{J}196J, quindi raddoppia anch’essa.


U=12kx2U = \tfrac{1}{2}kx^2U=21​kx2

Nella formula elastica, UUU è l’energia potenziale in JJJ, kkk è la costante elastica in N/m\text{N/m}N/m, e xxx è la deformazione in mmm.

La deformazione, cioè l’allungamento o la compressione rispetto alla lunghezza naturale, compare al quadrato.

Esempio — Energia potenziale elastica di una molla

Si consideri una molla con k=200 N/mk = 200\,\text{N/m}k=200N/m e deformazione x=0,10 mx = 0{,}10\,\text{m}x=0,10m.

U=12⋅200⋅(0,10)2U = \tfrac{1}{2} \cdot 200 \cdot (0{,}10)^2U=21​⋅200⋅(0,10)2

Si ottiene U=1 JU = 1\,\text{J}U=1J. Se la deformazione raddoppia, l’energia quadruplica.

Questo accade perché UUU dipende da x2x^2x2, non da xxx.

Wc=−ΔUW_c = -\Delta UWc​=−ΔU

Per le forze conservative, cioè le forze per cui il lavoro non dipende dal percorso, il lavoro compiuto è l’opposto della variazione di energia potenziale.

Se ΔU=15 J\Delta U = 15\,\text{J}ΔU=15J, allora il lavoro della forza conservativa vale Wc=−15 JW_c = -15\,\text{J}Wc​=−15J.

Le forze non conservative, cioè le forze il cui lavoro dipende dal percorso, trasformano l’energia meccanica in altre forme, come il calore.

  • In JJJ si misura l’energia potenziale.
  • In mmm si misura l’altezza o la deformazione.
  • In N/m\text{N/m}N/m si misura la costante elastica della molla.

Esempi svolti

Esempio 1 — Energia potenziale gravitazionale di un oggetto sollevato

Calcolare l'energia potenziale gravitazionale di un libro di massa 2,0 kg sollevato di 1,5 m rispetto al pavimento.

[IMMAGINE: Libro su un tavolo a altezza h = 1,5 m rispetto al pavimento. Disegnare il pavimento, la quota h, la massa m = 2,0 kg e il riferimento U = 0 sul pavimento.]

I dati sono la massa mmm = 2,0 kg e l'altezza hhh = 1,5 m. L'incognita è l'energia potenziale UUU.

Si usa la formula dell'energia potenziale gravitazionale, cioè U=mghU = mghU=mgh, con ggg = 9,8 m/s².

U=mgh=2,0⋅9,8⋅1,5=29,4 JU = mgh = 2{,}0 \cdot 9{,}8 \cdot 1{,}5 = 29{,}4\ \text{J}U=mgh=2,0⋅9,8⋅1,5=29,4 J

Il calcolo mostra che l'energia cresce con la massa e con l'altezza. La causa fisica è la posizione nel campo gravitazionale.

Il risultato finale è 29,4 J.

Errore comune: dimenticare il riferimento di altezza e usare un valore di hhh non misurato rispetto al livello scelto.

Esempio 2 — Energia potenziale elastica di una molla

Determinare l'energia potenziale elastica di una molla con costante elastica 200 N/m compressa di 0,10 m.

[IMMAGINE: Molla orizzontale compressa di x = 0,10 m, con indicazione della lunghezza naturale, della deformazione x e della costante elastica k = 200 N/m.]

I dati sono la costante elastica kkk = 200 N/m e la deformazione xxx = 0,10 m. Si cerca l'energia potenziale elastica UUU.

Per una molla si applica la formula U=12kx2\displaystyle { U = \tfrac{1}{2}kx^2 }U=21​kx2. La deformazione entra al quadrato.

U=12kx2=12⋅200⋅(0,10)2=1,0 JU = \frac{1}{2}kx^2 = \frac{1}{2}\cdot 200 \cdot (0{,}10)^2 = 1{,}0\ \text{J}U=21​kx2=21​⋅200⋅(0,10)2=1,0 J

Si osserva che una piccola deformazione produce energia relativamente modesta, perché il valore di xxx è quadratico.

Il risultato finale è 1,0 J.

Errore comune: usare kxkxkx al posto di 12kx2\displaystyle { \tfrac{1}{2}kx^2 }21​kx2 e dimenticare il quadrato della deformazione.

Esempio 3 — Confronto tra energia cinetica e potenziale

Confrontare l'energia cinetica e l'energia potenziale di una palla di massa 0,50 kg che si muove a 4,0 m/s a quota 3,0 m.

[IMMAGINE: Palla in movimento su una traiettoria, con velocità v = 4,0 m/s e altezza h = 3,0 m rispetto al riferimento. Indicare anche m = 0,50 kg e il livello U = 0.]

I dati sono mmm = 0,50 kg, vvv = 4,0 m/s e hhh = 3,0 m. Si vogliono calcolare KKK e UUU.

L'energia cinetica, cioè l'energia dovuta al moto, si calcola con K=12mv2\displaystyle { K = \tfrac{1}{2}mv^2 }K=21​mv2. L'energia potenziale gravitazionale, cioè l'energia dovuta alla posizione, si calcola con U=mghU = mghU=mgh.

K=12⋅0,50⋅(4,0)2=4,0 JK = \frac{1}{2}\cdot 0{,}50 \cdot (4{,}0)^2 = 4{,}0\ \text{J}K=21​⋅0,50⋅(4,0)2=4,0 J

U=0,50⋅9,8⋅3,0=14,7 JU = 0{,}50 \cdot 9{,}8 \cdot 3{,}0 = 14{,}7\ \text{J}U=0,50⋅9,8⋅3,0=14,7 J

L'energia potenziale risulta maggiore dell'energia cinetica. La differenza dipende dal fatto che la posizione conta per UUU, mentre la velocità conta per KKK.

Il risultato finale è che U = 14,7 J e K = 4,0 J.

Errore comune: confondere le due energie e usare la velocità nella formula di UUU oppure l'altezza nella formula di KKK.

Esempio 4 — Lavoro di una forza conservativa e variazione di energia potenziale

Stabilire la variazione di energia potenziale gravitazionale quando un corpo di massa 3,0 kg scende di 2,0 m.

[IMMAGINE: Corpo che scende di 2,0 m lungo una verticale. Indicare il punto iniziale, il punto finale, il riferimento delle altezze e il verso della forza peso.]

I dati sono mmm = 3,0 kg e la variazione di quota Δh\Delta hΔh = -2,0 m. Si cerca la variazione ΔU\Delta UΔU.

Per il campo gravitazionale si usa ΔU=mg Δh\Delta U = mg\,\Delta hΔU=mgΔh. Il segno dipende dal verso dello spostamento verticale.

ΔU=3,0⋅9,8⋅(−2,0)=−58,8 J\Delta U = 3{,}0 \cdot 9{,}8 \cdot (-2{,}0) = -58{,}8\ \text{J}ΔU=3,0⋅9,8⋅(−2,0)=−58,8 J

La variazione è negativa perché l'oggetto scende. L'energia potenziale diminuisce e il campo gravitazionale compie lavoro positivo.

Il risultato finale è -58,8 J.

Errore comune: scrivere solo il valore assoluto e perdere il segno della variazione di energia.


Errori comuni

✗

Confondere l’energia potenziale con l’energia dovuta al moto.

✓

L’energia potenziale è l’energia associata alla posizione o alla configurazione del sistema.

L’errore nasce perché entrambe sono energie meccaniche. L’energia cinetica, cioè l’energia del movimento, dipende dalla velocità; l’energia potenziale dipende dalla posizione o dalla deformazione.

✗

Scrivere che l’energia cinetica e l’energia potenziale sono la stessa cosa.

✓

L’energia cinetica è legata alla velocità, mentre l’energia potenziale è legata alla posizione rispetto a un riferimento.

Le due energie possono trasformarsi l’una nell’altra, ma non coincidono. Per ricordarlo, si osservi che un corpo fermo può avere energia potenziale, ma energia cinetica nulla.

✗

Usare U=mghU = mghU=mgh senza specificare il riferimento dell’altezza.

✓

Si scrive U=mghU = mghU=mgh solo dopo aver scelto un livello di riferimento per hhh.

L’altezza, cioè la distanza verticale rispetto a un livello scelto, non è assoluta. Cambiando riferimento cambia anche il valore numerico di UUU, ma non la variazione di energia.

✗

Dimenticare che nella formula U=mghU = mghU=mgh conta solo la quota verticale.

✓

Nell’energia potenziale gravitazionale conta solo l’altezza verticale hhh, non la distanza percorsa lungo il cammino.

L’errore nasce confondendo percorso e dislivello. La formula vale con il campo gravitazionale uniforme, e si usa la variazione di quota tra i due punti.

✗

Scrivere per una molla U=kx2U = kx^2U=kx2.

✓

Per l’energia potenziale elastica si usa U=12kx2\displaystyle { U = \tfrac{1}{2}kx^2 }U=21​kx2.

Il fattore 12\displaystyle { \tfrac{1}{2} }21​ è essenziale e deriva dal lavoro necessario a deformare la molla. Senza quel fattore il valore sarebbe doppio e sbagliato.

✗

Confondere la deformazione della molla con la sua posizione nello spazio.

✓

Nell’energia elastica xxx è la deformazione rispetto alla lunghezza naturale della molla.

La variabile xxx non indica un’altezza e non misura la distanza dal suolo. Indica quanto la molla è allungata o compressa rispetto alla posizione di equilibrio.


Domande frequenti

L’energia potenziale è l’energia associata alla posizione o alla configurazione di un corpo. È una forma di energia che dipende dal riferimento scelto e non dal moto istantaneo.

Nel caso gravitazionale, si considera l’altezza hhh rispetto a un livello di riferimento.

U=mghU = mghU=mgh

L’energia cinetica è l’energia del moto, mentre l’energia potenziale è l’energia della posizione o della configurazione.

Per una massa mmm che si muove con velocità vvv, si usa K=12mv2\displaystyle { K = \frac{1}{2}mv^2 }K=21​mv2. Per un corpo in quota, si usa U=mghU = mghU=mgh.

Per esempio, se m=2 kgm = 2\,\text{kg}m=2kg e v=3 m/sv = 3\,\text{m/s}v=3m/s, allora K=9 JK = 9\,\text{J}K=9J.

K=12mv2K = \frac{1}{2}mv^2K=21​mv2

La formula dell’energia potenziale gravitazionale è U=mghU = mghU=mgh. Indica la massa, l’accelerazione di gravità e l’altezza rispetto al riferimento.

Per esempio, con m=2 kgm = 2\,\text{kg}m=2kg, g=9,8 m/s2g = 9{,}8\,\text{m/s}^2g=9,8m/s2 e h=5 mh = 5\,\text{m}h=5m, si ottiene U=98 JU = 98\,\text{J}U=98J.

U=mghU = mghU=mgh

L’energia potenziale elastica è l’energia immagazzinata quando una molla è deformata. Dipende dalla costante elastica e dallo spostamento dalla posizione di equilibrio.

U=12kx2U = \frac{1}{2}kx^2U=21​kx2

Per esempio, con k=200 N/mk = 200\,\text{N/m}k=200N/m e x=0,10 mx = 0{,}10\,\text{m}x=0,10m, si ha U=1 JU = 1\,\text{J}U=1J.

La quantità xxx è l’allungamento o la compressione rispetto alla lunghezza naturale della molla.

Il riferimento serve a fissare il valore zero dell’energia potenziale. Cambiando riferimento, cambiano i valori di UUU, ma non le differenze di energia usate nei calcoli fisici.

Per esempio, se il livello zero è il pavimento, un libro a h=2 mh = 2\,\text{m}h=2m ha energia potenziale diversa rispetto a un riferimento posto più in alto.

ΔU=mgΔh\Delta U = mg\Delta hΔU=mgΔh

La variazione di energia potenziale è legata al lavoro delle forze conservative. Quando il lavoro della forza è positivo, l’energia potenziale diminuisce.

ΔU=−Lc\Delta U = -L_cΔU=−Lc​

Per esempio, se la gravità compie un lavoro di 20 J20\,\text{J}20J, allora la variazione di UUU è −20 J-20\,\text{J}−20J.

Le forze non conservative, come l’attrito, trasformano energia meccanica in altre forme. In questi casi, l’energia potenziale da sola non basta a descrivere tutto il processo.


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