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Dilatazione dei tempi e contrazione delle lunghezze

Tempo, lunghezze e relatività

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Concetto chiave

Dilatazione dei tempi e contrazione delle lunghezze

Nella relatività ristretta, cioè la teoria di Einstein per i sistemi inerziali, il tempo e le lunghezze dipendono dallo stato di moto dell’osservatore. Un orologio in moto misura un intervallo più lungo, mentre una lunghezza misurata lungo il moto risulta più corta.

γ=11−v2c2,Δt=γ Δt0,L=L0γ\gamma = \frac{1}{\sqrt{1-\frac{v^2}{c^2}}}, \quad \Delta t = \gamma\,\Delta t_0, \quad L = \frac{L_0}{\gamma}γ=1−c2v2​​1​,Δt=γΔt0​,L=γL0​​
  • ✓Tempo proprio: intervallo misurato nel sistema in cui l’orologio è fermo.
  • ✓Dilatazione dei tempi: se vvv cresce, il tempo misurato aumenta con γ\gammaγ.
  • ✓Contrazione delle lunghezze: solo nella direzione del moto, con fattore 1/γ1/\gamma1/γ.
  • ✓Simultaneità relativa: due eventi simultanei in un sistema possono non esserlo in un altro.
  • ✓Limite classico: per v≪cv \ll cv≪c, si ha γ≈1\gamma \approx 1γ≈1 e gli effetti sono trascurabili.

Schema rapido della dilatazione dei tempi e della contrazione delle lunghezze

GrandezzaSimboloFormulaUnità SI
Fattore di Lorentzγ\gammaγγ=11−v2c2\displaystyle { \gamma = \frac{1}{\sqrt{1 - \frac{v^2}{c^2}}} }γ=1−c2v2​​1​adimensionale
Tempo proprioΔt0\Delta t_0Δt0​Δt0\Delta t_0Δt0​ è il tempo misurato nel sistema solidale con l’orologios
Tempo dilatatoΔt\Delta tΔtΔt=γ Δt0\Delta t = \gamma\,\Delta t_0Δt=γΔt0​s
Lunghezza propriaL0L_0L0​L0L_0L0​ è la lunghezza misurata nel sistema in cui il corpo è fermom
Lunghezza contrattaLLLL=L0γ\displaystyle { L = \frac{L_0}{\gamma} }L=γL0​​m
Velocità della lucecccccc è la stessa in tutti i sistemi di riferimento inerzialim/s\text{m/s}m/s
Velocità relativavvvDetermina quanto sono forti gli effetti relativisticim/s\text{m/s}m/s
Regime non relativisticov≪cv \ll cv≪cγ≈1\gamma \approx 1γ≈1, quindi dilatazione e contrazione sono trascurabiliadimensionale

Dilatazione dei tempi e contrazione delle lunghezze

La relatività ristretta, cioè la teoria che descrive spazio e tempo quando le velocità sono comparabili con quella della luce, nasce per risolvere un problema preciso: la luce deve avere la stessa velocità in tutti i sistemi di riferimento inerziali.

Un sistema di riferimento inerziale, cioè un sistema che si muove di moto rettilineo uniforme, è il contesto in cui si confrontano misure fatte da osservatori diversi.

Se si mantenesse valida l’idea classica di tempo assoluto, la velocità della luce cambierebbe da un osservatore all’altro. Questo contraddirebbe gli esperimenti.

c=3,00×108 m/sc = 3{,}00 \times 10^8\ \text{m/s}c=3,00×108 m/s

Per esempio, la luce percorre circa 3,00×1083,00 \times 10^83,00×108 metri in un secondo. Se due osservatori si muovono l’uno rispetto all’altro, ciascuno misura comunque la stessa velocità per la luce.


Il fattore di Lorentz

Il fattore di Lorentz, cioè il numero che quantifica quanto sono forti gli effetti relativistici, si indica con γ\gammaγ e dipende dalla velocità relativa vvv rispetto a ccc.

γ=11−v2c2\gamma = \frac{1}{\sqrt{1-\frac{v^2}{c^2}}}γ=1−c2v2​​1​

Questa formula mostra che γ≥1\gamma \ge 1γ≥1. Quando v=0v = 0v=0, si ottiene γ=1\gamma = 1γ=1.

Per esempio, se v=0,6cv = 0{,}6cv=0,6c, allora γ=11−0,36=10,8=1,25\displaystyle { \gamma = \frac{1}{\sqrt{1-0{,}36}} = \frac{1}{0{,}8} = 1{,}25 }γ=1−0,36​1​=0,81​=1,25.

Il valore di γ\gammaγ cresce quando vvv si avvicina a ccc. Questo indica che gli effetti relativistici diventano sempre più importanti.


Dilatazione dei tempi

La dilatazione dei tempi, cioè l’aumento dell’intervallo di tempo misurato da un osservatore rispetto a quello proprio del fenomeno, descrive il fatto che un orologio in moto scorre più lentamente.

Il tempo proprio, cioè l’intervallo misurato nel sistema in cui i due eventi avvengono nello stesso punto, è il tempo più corto tra i due.

Δt=γ Δt0\Delta t = \gamma\,\Delta t_0Δt=γΔt0​

Qui Δt0\Delta t_0Δt0​ è il tempo proprio e Δt\Delta tΔt è il tempo dilatato misurato dall’osservatore rispetto al quale l’orologio è in moto.

Per esempio, se un processo dura Δt0=2,0 s\Delta t_0 = 2{,}0\ \text{s}Δt0​=2,0 s e il moto corrisponde a γ=1,25\gamma = 1{,}25γ=1,25, allora Δt=1,25⋅2,0 s=2,5 s\Delta t = 1{,}25 \cdot 2{,}0\ \text{s} = 2{,}5\ \text{s}Δt=1,25⋅2,0 s=2,5 s.

Esempio — Un orologio in moto rallenta

Si consideri un orologio che, nel proprio sistema, misura un intervallo di 1,0 s.

Si assume v=0,8cv = 0{,}8cv=0,8c.

γ=11−0,82=10,36=10,6≈1,67\gamma = \frac{1}{\sqrt{1-0{,}8^2}} = \frac{1}{\sqrt{0{,}36}} = \frac{1}{0{,}6} \approx 1{,}67γ=1−0,82​1​=0,36​1​=0,61​≈1,67

Δt=γ Δt0≈1,67⋅1,0 s=1,67 s\Delta t = \gamma\,\Delta t_0 \approx 1{,}67 \cdot 1{,}0\ \text{s} = 1{,}67\ \text{s}Δt=γΔt0​≈1,67⋅1,0 s=1,67 s

L’intervallo osservato è maggiore del tempo proprio. L’orologio in moto appare più lento.


Contrazione delle lunghezze

La contrazione delle lunghezze, cioè la diminuzione della lunghezza misurata lungo la direzione del moto, riguarda solo le misure parallele al moto relativo.

La lunghezza propria, cioè la lunghezza misurata nel sistema in cui il corpo è fermo, è la lunghezza massima.

L=L0γL = \frac{L_0}{\gamma}L=γL0​​

Qui L0L_0L0​ è la lunghezza propria e LLL è la lunghezza misurata da chi vede il corpo in moto.

Per esempio, se L0=10 mL_0 = 10\ \text{m}L0​=10 m e γ=1,25\gamma = 1{,}25γ=1,25, allora L=10/1,25=8,0 mL = 10/1{,}25 = 8{,}0\ \text{m}L=10/1,25=8,0 m.

La contrazione non riguarda l’altezza o la larghezza trasversale al moto. Riguarda solo la direzione del moto.


Simultaneità relativa

La simultaneità relativa, cioè il fatto che due eventi contemporanei in un sistema possano non esserlo in un altro, è una conseguenza diretta della relatività del tempo.

In relatività ristretta non esiste un “adesso” universale valido per tutti gli osservatori in moto relativo.

Δt′=γ(Δt−v Δxc2)\Delta t' = \gamma\left(\Delta t - \frac{v\,\Delta x}{c^2}\right)Δt′=γ(Δt−c2vΔx​)

Questa relazione mostra che la differenza di tempo dipende anche dalla separazione spaziale Δx\Delta xΔx. Se Δt=0\Delta t = 0Δt=0, allora eventi simultanei in un sistema possono avere Δt′≠0\Delta t' \ne 0Δt′=0 in un altro.

Per esempio, se v=0,5cv = 0{,}5cv=0,5c, Δx=6,0 m\Delta x = 6{,}0\ \text{m}Δx=6,0 m e Δt=0\Delta t = 0Δt=0, si ottiene una differenza temporale non nulla in un altro sistema.

[IMMAGINE: Diagramma spazio-tempo con due sistemi inerziali S e S', assi ct e x, due eventi A e B, linee di simultaneità diverse nei due sistemi, freccia del moto v, orologio in moto e orologio a riposo, etichette di Δt0, Δt e L0.]


Cenni sul paradosso dei gemelli

Il paradosso dei gemelli, cioè il confronto tra due gemelli in cui uno viaggia a velocità relativistica e poi torna indietro, mostra che il gemello in viaggio invecchia meno.

Non si tratta di un vero paradosso. Il motivo è che il gemello viaggiatore cambia sistema di riferimento durante il viaggio.

Il tempo proprio lungo la traiettoria del viaggiatore risulta minore. Per questo il suo orologio accumula meno tempo.

τ=∫1−v2c2 dt\tau = \int \sqrt{1-\frac{v^2}{c^2}}\,dtτ=∫1−c2v2​​dt

Per esempio, se un tratto del viaggio dura 10 anni10\ \text{anni}10 anni nel sistema esterno e si viaggia con v=0,8cv = 0{,}8cv=0,8c, il tempo proprio accumulato è minore del tempo esterno.


Quando gli effetti diventano significativi

Gli effetti relativistici sono significativi quando vvv non è molto più piccola di ccc. In questo caso γ\gammaγ si discosta sensibilmente da 1.

Nel limite non relativistico, cioè quando v≪cv \ll cv≪c, si ha γ≈1\gamma \approx 1γ≈1. Le formule relativistiche diventano quasi indistinguibili da quelle classiche.

γ≈1+12v2c2per v≪c\gamma \approx 1 + \frac{1}{2}\frac{v^2}{c^2} \quad \text{per } v \ll cγ≈1+21​c2v2​per v≪c

Per esempio, con v=0,1cv = 0{,}1cv=0,1c, si ottiene un effetto molto piccolo. Con v=0,9cv = 0{,}9cv=0,9c, invece, l’effetto diventa forte e non trascurabile.

La dilatazione dei tempi e la contrazione delle lunghezze descrivono quindi la stessa idea fisica: spazio e tempo non sono indipendenti quando la velocità è elevata.

Una verifica rapida consiste nel ricordare questo criterio: se le velocità sono molto minori di ccc, si usano le approssimazioni classiche; se no, si usano le relazioni relativistiche.

  • La velocità della luce è la stessa in tutti i sistemi inerziali.
  • Il fattore di Lorentz misura l’intensità degli effetti relativistici.
  • Il tempo proprio è misurato nel sistema in cui gli eventi avvengono nello stesso punto.
  • La lunghezza propria è misurata nel sistema in cui il corpo è fermo.
  • La simultaneità dipende dal sistema di riferimento.

Formule e proprietà

Il fattore di Lorentz, cioè il numero che misura la forza degli effetti relativistici, si definisce a partire dalla velocità relativa vvv.

γ=11−v2c2≥1\gamma = \frac{1}{\sqrt{1-\frac{v^2}{c^2}}} \ge 1γ=1−c2v2​​1​≥1

Qui γ\gammaγ è senza unità di misura, vvv si misura in m/s\text{m/s}m/s e ccc è la velocità della luce nel vuoto, cioè circa 3,00×1083{,}00\times 10^83,00×108 m/s\ \text{m/s} m/s.

Esempio — Calcolo del fattore di Lorentz

Si consideri un moto con v=0,60cv = 0{,}60cv=0,60c.

γ=11−0,602=10,64=1,25\gamma = \frac{1}{\sqrt{1-0{,}60^2}} = \frac{1}{\sqrt{0{,}64}} = 1{,}25γ=1−0,602​1​=0,64​1​=1,25

Il valore γ=1,25\gamma = 1{,}25γ=1,25 indica effetti relativistici già apprezzabili.

La dilatazione dei tempi, cioè l'aumento dell'intervallo di tempo misurato in un sistema in moto rispetto al tempo proprio, si esprime con questa relazione.

Δt=γ Δt0\Delta t = \gamma\,\Delta t_0Δt=γΔt0​

Il simbolo Δt\Delta tΔt è il tempodilatatotempo dilatatotempodilatato, mentre Δt0\Delta t_0Δt0​ è il tempo proprio, cioè l'intervallo misurato dall'orologio che si muove con il fenomeno.

Esempio — Tempo dilatato in un viaggio rapido

Si consideri un intervallo proprio Δt0=2,0 s\Delta t_0 = 2{,}0\ \text{s}Δt0​=2,0 s e γ=1,25\gamma = 1{,}25γ=1,25.

Δt=1,25⋅2,0 s=2,5 s\Delta t = 1{,}25 \cdot 2{,}0\ \text{s} = 2{,}5\ \text{s}Δt=1,25⋅2,0 s=2,5 s

L'orologio in moto segna quindi un intervallo più lungo.

La contrazione delle lunghezze, cioè la diminuzione della lunghezza misurata lungo la direzione del moto, è descritta da questa formula.

L=L0γL = \frac{L_0}{\gamma}L=γL0​​

Qui L0L_0L0​ è la lunghezza propria, cioè la lunghezza misurata nel sistema in cui il corpo è fermo.

Esempio — Contrazione di una sbarra in moto

Si consideri una sbarra con L0=10 mL_0 = 10\ \text{m}L0​=10 m e γ=1,25\gamma = 1{,}25γ=1,25.

L=10 m1,25=8,0 mL = \frac{10\ \text{m}}{1{,}25} = 8{,}0\ \text{m}L=1,2510 m​=8,0 m

La lunghezza misurata lungo il moto risulta minore.

La simultaneità relativa, cioè il fatto che due eventi simultanei in un sistema possono non esserlo in un altro, dipende dal sistema di riferimento.

Δt′=γ(Δt−v Δxc2)\Delta t' = \gamma\left(\Delta t - \frac{v\,\Delta x}{c^2}\right)Δt′=γ(Δt−c2vΔx​)

In questa relazione Δx\Delta xΔx è la separazione spaziale, mentre Δt′\Delta t'Δt′ è l'intervallo temporale nel sistema in moto.

Esempio — Eventi simultanei in un sistema e non in un altro

Si considerino due eventi con Δt=0\Delta t = 0Δt=0 e Δx=300 m\Delta x = 300\ \text{m}Δx=300 m, per v=0,60cv = 0{,}60cv=0,60c.

Δt′=1,25(0−0,60c⋅300 mc2)=−7,5×10−7 s\Delta t' = 1{,}25\left(0 - \frac{0{,}60c \cdot 300\ \text{m}}{c^2}\right) = -7{,}5\times 10^{-7}\ \text{s}Δt′=1,25(0−c20,60c⋅300 m​)=−7,5×10−7 s

I due eventi non sono simultanei nel sistema in moto.

Nel limite non relativistico, cioè quando v≪cv \ll cv≪c, si ottiene γ≈1\gamma \approx 1γ≈1 e gli effetti relativistici diventano trascurabili.

γ≈1+12v2c2per v≪c\gamma \approx 1 + \frac{1}{2}\frac{v^2}{c^2} \quad \text{per } v \ll cγ≈1+21​c2v2​per v≪c

Questa approssimazione mostra che le correzioni crescono con v2v^2v2 e diventano importanti solo ad alte velocità.


Esempi svolti

Esempio 1 — Dilatazione dei tempi con velocità moderata

Determinare il tempo dilatato di un processo con Δt0\Delta t_0Δt0​ = 2,0 s nel sistema proprio, se il laboratorio si muove a v=0,60cv = 0,60cv=0,60c.

[IMMAGINE: Due sistemi di riferimento inerziali. A sinistra un laboratorio fermo con un orologio. A destra lo stesso laboratorio in moto con frecce di velocità v = 0,60c. Indicare Δt0 e Δt sul disegno.]

Dati: si conoscono Δt0=2,0 s\Delta t_0 = 2,0\,\text{s}Δt0​=2,0s e v=0,60cv = 0,60cv=0,60c. Si cerca Δt\Delta tΔt, cioè il tempo misurato nel sistema in moto.

Metodo: si usa la relazione della dilatazione dei tempi, cioè Δt=γ Δt0\Delta t = \gamma\,\Delta t_0Δt=γΔt0​. Il fattore di Lorentz dipende da γ\gammaγ e aumenta con la velocità.

γ=11−v2c2=11−0,602=10,64=1,25\gamma = \frac{1}{\sqrt{1-\frac{v^2}{c^2}}} = \frac{1}{\sqrt{1-0,60^2}} = \frac{1}{\sqrt{0,64}} = 1,25γ=1−c2v2​​1​=1−0,602​1​=0,64​1​=1,25

Si calcola quindi Δt=1,25⋅2,0 s=2,5 s\Delta t = 1,25\cdot 2,0\,\text{s} = 2,5\,\text{s}Δt=1,25⋅2,0s=2,5s. Il processo dura di più per l’osservatore esterno.

Il risultato finale è 2,5 s. Il moto fa scorrere più lentamente l’orologio osservato.

Errore comune: invertire il ruolo di Δt\Delta tΔt e Δt0\Delta t_0Δt0​. Il tempo proprio è sempre il minore.

Controllo fisico: poiché v<cv < cv<c, si ottiene γ>1\gamma > 1γ>1, quindi il tempo dilatato deve essere maggiore del tempo proprio.

Esempio 2 — Contrazione delle lunghezze di un'astronave

Calcolare la lunghezza misurata di un'astronave lunga L0=120 mL_0 = 120\,\text{m}L0​=120m nel sistema proprio, quando si muove a v=0,80cv = 0,80cv=0,80c.

[IMMAGINE: Astronave in moto lungo l'asse x. Indicare la lunghezza propria L0 nel sistema dell'astronave e la lunghezza contratta L nel sistema del laboratorio. Mostrare la direzione del moto.]

Dati: si conoscono L0=120 mL_0 = 120\,\text{m}L0​=120m e v=0,80cv = 0,80cv=0,80c. Si cerca LLL, cioè la lunghezza misurata dal laboratorio.

Metodo: si applica la contrazione delle lunghezze, cioè L=L0γ\displaystyle { L = \frac{L_0}{\gamma} }L=γL0​​. La contrazione riguarda solo la direzione del moto.

γ=11−v2c2=11−0,802=10,36=10,6≈1,67\gamma = \frac{1}{\sqrt{1-\frac{v^2}{c^2}}} = \frac{1}{\sqrt{1-0,80^2}} = \frac{1}{\sqrt{0,36}} = \frac{1}{0,6} \approx 1,67γ=1−c2v2​​1​=1−0,802​1​=0,36​1​=0,61​≈1,67

Si ricava L=120 m1,67≈72 m\displaystyle { L = \frac{120\,\text{m}}{1,67} \approx 72\,\text{m} }L=1,67120m​≈72m. Il corpo in moto risulta più corto lungo la direzione del moto.

Il risultato finale è 72 m. La dimensione trasversale non cambia in questo modello.

Errore comune: applicare la contrazione a tutte le dimensioni del corpo. La contrazione vale solo lungo la direzione del moto.

Verifica: poiché γ>1\gamma > 1γ>1, il valore di LLL deve essere minore di L0L_0L0​.

Esempio 3 — Tempo proprio e simultaneità relativa

Stabilire se due lampi separati da Δt=5,0 ns\Delta t = 5,0\,\text{ns}Δt=5,0ns in un sistema restano simultanei in un altro sistema che si muove a v=0,90cv = 0,90cv=0,90c.

[IMMAGINE: Due lampi su una piattaforma e un osservatore in moto. Disegnare due sistemi inerziali con assi temporali diversi, eventi A e B, e indicare che la simultaneità dipende dal sistema.]

Dati: si considerano due eventi con separazione temporale nel primo sistema. Si cerca la loro simultaneità nel secondo sistema.

Metodo: si richiama la simultaneità relativa, cioè il fatto che eventi simultanei in un sistema possono non esserlo in un altro. Si controlla anche il ruolo di γ\gammaγ.

γ=11−0,902=10,19≈2,29\gamma = \frac{1}{\sqrt{1-0,90^2}} = \frac{1}{\sqrt{0,19}} \approx 2,29γ=1−0,902​1​=0,19​1​≈2,29

Un intervallo temporale osservato in moto si trasforma secondo Δt=γ Δt0\Delta t = \gamma\,\Delta t_0Δt=γΔt0​. Se Δt0=5,0 ns\Delta t_0 = 5,0\,\text{ns}Δt0​=5,0ns, allora il tempo osservato cresce.

Si ottiene Δt≈2,29⋅5,0 ns=11,45 ns\Delta t \approx 2,29\cdot 5,0\,\text{ns} = 11,45\,\text{ns}Δt≈2,29⋅5,0ns=11,45ns. I due eventi non risultano simultanei nel sistema in moto.

Il risultato finale è non simultanei. La simultaneità dipende dal sistema di riferimento.

Errore comune: pensare che la simultaneità sia assoluta. In relatività ristretta essa non è universale.

Osservazione: se v≪cv \ll cv≪c, allora γ≈1\gamma \approx 1γ≈1, e la differenza tra i sistemi diventa trascurabile.

Esempio 4 — Gemelli e limite non relativistico

Confrontare il tempo di viaggio di un gemello che percorre un tratto a v=0,60cv = 0,60cv=0,60c per Δt0=10 anni\Delta t_0 = 10\,\text{anni}Δt0​=10anni, e verificare il limite per velocità piccole.

[IMMAGINE: Schema del paradosso dei gemelli. Un gemello resta sulla Terra, l'altro viaggia e torna. Indicare il tratto di andata e ritorno, i due orologi e la differenza di età finale.]

Dati: si assume che Δt0=10 anni\Delta t_0 = 10\,\text{anni}Δt0​=10anni sia il tempo proprio del viaggiatore nel tratto considerato. Si cerca il tempo misurato sulla Terra.

Metodo: si usa ancora Δt=γ Δt0\Delta t = \gamma\,\Delta t_0Δt=γΔt0​. Il fattore di Lorentz permette di quantificare il ritardo dell’orologio in moto.

γ=11−0,602=1,25\gamma = \frac{1}{\sqrt{1-0,60^2}} = 1,25γ=1−0,602​1​=1,25

Si ottiene Δt=1,25⋅10 anni=12,5 anni\Delta t = 1,25\cdot 10\,\text{anni} = 12,5\,\text{anni}Δt=1,25⋅10anni=12,5anni. Il gemello in moto invecchia meno nel tratto osservato.

Il risultato finale è 12,5 anni. Nel paradosso completo, la differenza finale nasce anche dalle inversioni di moto.

Errore comune: trattare il paradosso dei gemelli come un problema simmetrico in ogni fase. Il cambio di sistema rompe la simmetria.

Limite non-relativistico: se v→0v \to 0v→0, allora γ→1\gamma \to 1γ→1, e i due tempi coincidono quasi perfettamente.


Errori comuni

✗

Si scrive che il tempo dell’orologio in moto scorre più velocemente.

✓

La dilatazione dei tempi afferma che il tempo misurato nel sistema in cui l’orologio è in moto risulta più lungo: Δt=γ Δt0\Delta t = \gamma\,\Delta t_0Δt=γΔt0​.

L’errore nasce dal confondere il punto di vista dell’osservatore con quello dell’orologio. Si ricordi che l’orologio in moto misura il proprio intervallo più breve, cioè il tempo proprio.

✗

Si usa la contrazione delle lunghezze in tutte le direzioni del corpo.

✓

La contrazione riguarda solo la direzione del moto: L=L0/γL = L_0/\gammaL=L0​/γ. Le dimensioni perpendicolari al moto non cambiano.

L’errore nasce dal trattare la contrazione come una riduzione uniforme. In relatività ristretta, la geometria dipende dalla direzione del moto rispetto alla misura effettuata.

✗

Si dice che il tempo proprio è il tempo misurato da un osservatore esterno fermo rispetto all’evento.

✓

Il tempo proprio è l’intervallo misurato nel sistema in cui gli eventi avvengono nello stesso punto, cioè nel sistema solidale con l’orologio.

Il termine genera confusione perché sembra indicare un tempo “più vero” in assoluto. In realtà è il tempo misurato dall’orologio che accompagna il fenomeno.

✗

Si interpreta il fattore di Lorentz come una costante universale uguale a 1.

✓

Il fattore di Lorentz è γ=1/1−v2/c2\gamma = 1/\sqrt{1-v^2/c^2}γ=1/1−v2/c2​ e dipende dalla velocità vvv. Inoltre vale sempre γ≥1\gamma \ge 1γ≥1.

L’errore nasce dal dimenticare che la relatività introduce un fattore variabile con il moto relativo. Quando vvv aumenta, anche gli effetti relativistici aumentano.

✗

Si pensa che gli effetti relativistici siano importanti solo quando v=cv = cv=c.

✓

Gli effetti diventano significativi già quando vvv non è trascurabile rispetto a ccc, cioè quando v≪cv \ll cv≪c non è più una buona approssimazione.

Questo errore porta a sottovalutare fenomeni osservabili anche a velocità molto minori di ccc. In pratica, la relatività si nota quando la frazione v/cv/cv/c non è piccola.

✗

Si credono simultanei in tutti i sistemi due eventi simultanei in un solo sistema inerziale.

✓

La simultaneità è relativa: eventi simultanei in un sistema di riferimento possono non esserlo in un altro.

L’errore nasce dall’applicare l’esperienza quotidiana, valida circa per v≪cv \ll cv≪c, a situazioni relativistiche. La sincronizzazione degli orologi cambia con il sistema di riferimento.


Domande frequenti

La dilatazione dei tempi è l’effetto per cui un intervallo di tempo misurato in moto risulta più lungo di quello proprio.

Δt=γ Δt0\Delta t = \gamma\,\Delta t_0Δt=γΔt0​

Per esempio, se Δt0\Delta t_0Δt0​ = 2,0 s e γ\gammaγ = 3, l’intervallo misurato dall’osservatore è Δt\Delta tΔt = 6,0 s.

La contrazione delle lunghezze è l’effetto per cui un corpo in moto appare più corto lungo la direzione del moto.

L=L0γL = \frac{L_0}{\gamma}L=γL0​​

Per esempio, se L0L_0L0​ = 10 m e γ\gammaγ = 2, la lunghezza misurata è LLL = 5 m.

Il tempo proprio è l’intervallo misurato dall’orologio che si trova fermo rispetto agli eventi considerati.

Δt0=tempo misurato nel sistema solidale con l’orologio\Delta t_0 = \text{tempo misurato nel sistema solidale con l’orologio}Δt0​=tempo misurato nel sistema solidale con l’orologio

Per esempio, se un orologio a bordo di un’astronave segna 4 s tra due eventi, quel valore è il tempo proprio degli eventi sull’astronave.

Il fattore di Lorentz è il numero che misura quanto sono forti gli effetti relativistici.

γ=11−v2/c2\gamma = \frac{1}{\sqrt{1 - v^2/c^2}}γ=1−v2/c2​1​

Per esempio, se vvv = 0,80 ccc, si ottiene γ\gammaγ \approx 1,67.

Gli effetti relativistici sono significativi quando la velocità è confrontabile con quella della luce.

v≳0,1 cv \gtrsim 0{,}1\,cv≳0,1c

Per esempio, a vvv = 0,1 ccc, il fattore di Lorentz vale circa 1,005, quindi gli effetti sono piccoli ma già misurabili.

La simultaneità è relativa, cioè due eventi simultanei in un sistema di riferimento possono non esserlo in un altro in moto relativo.

Δt′=γ(Δt−v Δxc2)\Delta t' = \gamma\left(\Delta t - \frac{v\,\Delta x}{c^2}\right)Δt′=γ(Δt−c2vΔx​)

Per esempio, se Δt\Delta tΔt = 0 ma Δx\Delta xΔx ≠ 0, allora in generale Δt′\Delta t'Δt′ non è nullo.

Il paradosso dei gemelli è un confronto tra due gemelli in cui quello che viaggia ad alta velocità invecchia meno.

Non c’è vera contraddizione, perché il gemello viaggiatore cambia sistema di riferimento durante il moto.

Per esempio, se uno resta sulla Terra e l’altro compie un viaggio relativistico, al ritorno il viaggiatore può aver accumulato meno tempo proprio.


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